Il Rebirthing per “sentire”

IIl termine “Rebirthing”, letteralmente “rinascita”, è strettamente connesso all’idea della nascita. Una delle teorie di base proposte dalla corrente di pensiero più vicina a Sondra Ray (tra i pionieri di questo metodo di crescita personale) afferma che praticando il Rebirthing e in particolare il “respiro circolare”, sia possibile rivivere esperienze legate alla propria nascita. Il libro intitolato “Il Segreto della Personalità”, scritto da Sondra Ray e Bob Mandel, è un esempio dello stretto rapporto sopra citato. Infatti in esso vengono riportate testimonianze di persone che praticando Rebirthing hanno avuto modo di vivere esperienze legate alla propria nascita, in seguito alle quali hanno sentito che qualche aspetto della propria vita che fino a poco tempo prima era fonte di disagio, non lo era più. Quindi, Sondra e Bob hanno avuto l’idea di raccogliere queste testimonianze, commentarle e catalogarle per “tipo di nascita”. Infatti nel raccogliere tutte le testimonianze si sono resi conto che alcune di esse presentavano esperienze comuni e leggendole con cura hanno notato che queste esperienze partivano da una nascita simile.

In altre parole, semplificando, potremmo dire che i due autori notarono che un determinato tipo di nascita produceva, nella vita della persona, determinati comportamenti e la portava a instaurare determinate relazioni. Così sarebbe possibile scoprire il tipo di nascita di una persona osservando il suo comportamento e le relazioni che instaura con il mondo circostante. Uno dei pregi di questo testo è che fin da subito gli autori affermano che le teorie in esso presentate non vogliono assumere carattere scientifico, ma vogliono solo essere fonte di stimolo per una più accurata ricerca nel campo della nascita.

Fino ad ora ho preso in considerazione solo una delle numerose teorie che quotidianamente vengono create e in particolare una di quelle più vicine al mondo del Rebirthing. Teorie che nascono grazie anche al sempre maggior interesse da parte della scienza e della psicologia a tal proposito mi vengono in mente F. Leboyer, M. Odent, T. Verny, Gino Soldera, per citare solo alcuni nomi di studiosi e professionisti che si sono occupati e tuttora si occupano della nascita e che hanno fornito importanti contributi allo sviluppo della conoscenza e della pratica in relazione alla nascita.

Pensiamo, ad esempio, all’importanza rivolta al taglio del cordone ombelicale. Molti studi dimostrano che il non tagliare prematuramente il cordone ombelicale, lasciando che smetta di pulsare prima del taglio o, ancor di più, lasciando che si stacchi spontaneamente, aiuta il neonato a sviluppare un sistema immunitario più robusto e sembra li aiuti a essere più calmi e vitali.

Come detto numerose sono le teorie legate al momento del parto, ma anche alla gravidanza e ai primi mesi di vita del neonato e il mio interesse non è quello di presentarle tutte (compito decisamente complesso e di scarsa utilità), ma, anzi, quello di mostrare che tutte hanno un punto in comune.

Questo elemento comune è “il sentire”.

La capacità di sentire è caratteristica fondamentale che la madre, prima fra tutti, e coloro che accompagnano la nascita (il padre, le ostetriche, i medici, …) devono sviluppare. Prima di qualunque teoria, tecnica o tipologia di parto, viene la capacità di sentire se stessi e la vita che è stata concepita e si sviluppa con una rapidità e un’intensità che difficilmente alcun essere umano sarà mai capace di ricreare in se stesso.

Sono un convinto sostenitore della parto naturale e ogni volta che ne ho la possibilità invito le future madri a sentire in che contesto e in che modo desiderano possa avvenire il parto. Inoltre, ritengo sia necessario recuperare un po’ della saggezza popolare in merito a questa esperienza fondamentale per la crescita di ciascun essere umano. Con ciò non voglio dire di essere contrario a qualunque studio o ricerca legata alla nascita, ma anzi, credo che le teorie fino ad oggi create e quelle future, siano utili a sviluppare una sempre più profonda consapevolezza individuale e collettiva. Per quanto mi riguarda, ad esempio, scoprire che il mio parto è avvenuto grazie al taglio cesareo mi ha permesso di comprendere più a fondo alcuni schemi comportamentali che limitavano la mia quotidianità, così da rendermi più facile la trasformazione degli stessi. Durante lo svolgimento della mia attività professionale di Rebirther ho raccolto numerose testimonianze legate alla nascita e tutte mi mostrano come ciascuna esperienza sia così unica e irripetibile da rendere qualunque teoria e la relativa applicazione pratica superficiale.

Ora vorrei specificare che non intendo assolutamente dire che la pratica medica sia inutile, soprattutto se pensiamo a quei casi in cui aiuta a portare a termine una gravidanza e che quando utilizzo il termine “nascita” mi riferisco al periodo che va dal concepimento ai primi mesi di vita del neonato. Quindi, tornando al sentire e alle teorie, vorrei dire che se ciascun individuo sviluppasse la capacità di sentire se stesso, riconoscendo le proprie emozioni e sensazioni, vivendole per quello che sono in tutta semplicità, sarebbe, allo stesso tempo, capace di creare un canale di comunicazione con il nascituro, realizzando un vero e proprio scambio empatico. Ecco quindi che ciascun caso potrebbe essere considerato assolutamente singolare così da poter ritenere qualunque teoria una possibilità per interpretare solo parzialmente il comportamento, la personalità e le capacità relazionali dell’individuo.

Il Rebirthing è un metodo che permette a chiunque di migliorare la propria capacità di ascolto di se stesso e, di riflesso, del mondo circostante. Il respiro è il filo che collega la nostra esistenza dal primo all’ultimo istante, non è processo mentale ma un atto fisico e istintivo.

E’ capace di suscitare emozioni intense e ricordi legati a esperienze vissute nel passato e non completamente elaborate. Attraverso il respiro è, quindi, possibile che riaffiorino emozioni e sensazioni legate alla propria nascita che influiscono nella vita presente creando disagio e limitazioni. Abbiamo, così, la possibilità di riconoscere ciò che emerge per liberarcene o trasformarlo.

In definitiva, mi sento di dire che qualunque teoria, per fondata e utile che sia, può aiutare a migliorare la conoscenza di se stessi o a suscitare il desiderio di “sentire”, ma è il respiro, quale esperienza pratica e concreta ma allo stesso tempo emotiva e spirituale, che ci permette di “sentire” profondamente noi stessi.

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