Gli scatti delle nostre vite

A parte averlo fatto almeno una volta nella vita, voi vi siete mai chiesti cosa ci sia dietro questa moda dilagante di farsi autoscatti fotografici (per poi pubblicarli naturalmente)? Io sento che è un mezzo col quale, soprattutto gli adolescenti, cercano risposte al bisogno di definizione della propria identità. In realtà, alla veneranda età di 43 anni, sono io stessa in piena e costante ricerca della mia identità. Ecco credo sia tutta qui la questione: la nostra identità è in divenire continuo e questo ci crea molta ansia poiché fondamentalmente non abbiamo il controllo su noi stessi. Abbiamo il bisogno pressante di sapere chi siamo, di poterlo dire agli altri o ancor meglio ‘fissarlo’ in immagini che lo possano fare per noi. Ma i problemi che sorgono a lungo andare sono principalmente due: 1)Un’immagine non catturerà mai la mia anima che è e diviene continuamente 2)Il referente è quasi sempre il mondo esterno e non il mio mondo interiore Ergo un utilizzo bellissimo che si potrebbe proporre ai giovani, e a chiunque lo desideri, degli autoritratti fotografici sarebbe a mio avviso quello dell’esplorazione del nostro mondo interiore, un mondo che cambia ogni giorno, ogni ora e che osservandolo da fuori, attraverso una mia immagine, mi può comunicare qualcosa di nuovo e meraviglioso.

Una sorta di diario fotografico. Il problema? Il tempo, la velocità, il mordi-e-fuggi, il fast-food della vita che non ci insegna a fermarci sulle cose, sulle immagini, sulle relazioni e su noi stessi. Mi ha colpito molto questo filmato in cui una ragazza con una grave malattia ha montato 6 anni consecutivi di selfie quotidiani. Lo trovate in questa pagina. Il risultato è commovente: flash istantanei di dolore, trasformazione, crescita, decisioni, solitudine e bellezza che compongono una tela variopinta di vita. Questo forse ciò che ci serve imparare: la vita, quella vera, è un flusso continuo di momenti, immagini, pensieri, esperienze, decisioni. Non una sola di queste cose potrebbe definire un essere umano; soltanto l’insieme ne compone il quadro meraviglioso.

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