Gli pneumologi del Niguarda di Milano hanno individuato l’elemento responsabile di gravi disturbi all’apparato respiratorio. E hanno messo a punto la cura

Si chiamano Aspergilli, sono funghi microscopici ubiquitari diffusi in tutto il mondo e causano asma e polmonite. A individuarli sono stati i pneumologi dell’ospedale Niguarda di Milano, che hanno messo a punto anche la cura, una terapia a base di una molecola chiamata terbinafina. La scoperta è importante poiché cambierà completamente il modo di curare le malattie dell’apparato respiratorio. E’ ormai accertato che le spore si diffondono in gran numero nell’aria, soprattutto durante i lavori di scavo, edificazione e ristrutturazione, e recentemente si sono rivelati fonti d’infezione anche i vestiti confezionati. Nelle loro fibre possono infatti nascondersi questi funghi che hanno aggredito anche la mummia del faraone Ramsete II e che provocano tre patologie molto diverse di differente gravità. “La prima è l’aspergillosi broncopolmonare allergica – spiega Gianfranco Schiraldi primario del reparto di pneumologia Piazza – che colpisce chi soffre di asma aggravandone le condizioni. Può presentarsi come complicanza ma anche nascere da solo”. Un disturbo frequente, nel nostro Paese: ne soffre ogni anno qualche migliaio di persone.

Si tratta soprattutto di adulti dai 20 agli 80 anni, che attualmente vengono curati con farmaci al cortisone che contrastano gli Aspergilli. “Ma questi medicinali – osserva Schiraldi – fanno aggravare i pazienti. E non di poco, questa terapia può distruggere i polmoni e portare per tutta la vita all’uso dell’ossigeno”. Del secondo gruppo di patologie fanno parte le broncopolmoniti aspergillari infettive. “Queste – precisa il pneumologo del Niguarda – colpiscono persone che hanno già gravi danni polmonari, come la tubercolosi, o sono immunodepresse. E’ il caso di chi è affetto da malattie croniche come, per esempio, il diabete”. Il fungo scoperto da Schiraldi e dalla sua équipe è responsabile anche dell’aspergillosi acuta invasiva di cui soffrono persone gravemente immunodepresse o che hanno subìto un trapianto, non solo di polmone ma anche di midollo e di qualsiasi altro organo. Una complicanza che si rivela nel 60% dei casi letale nel giro di pochissimi giorni”. E’ proprio dall’analisi di questi malati che il professor Schiraldi ha individuato le aspergillosi. E non solo: ha anche scoperto il farmaco efficace.

Si tratta della terbinafina, che ha una percentuale elevatissima di guarigione nel trittico di patologie indicate. Il medicinale, che in Austria era stato accertato funzionare in vitro ma non sulle cavie, è stato perfezionato nell’ospedale milanese. Un centinaio di pazienti che non avevano avuto nessun beneficio da altre terapie lo hanno trovato grazie alla sperimentazione. E c’è anche un altro motivo di soddisfazione per i pneumologi del Niguarda: una bella bambina di quasi 2 anni è sanissima nonostante la madre, un’italiana non ancora trentenne, affetta da un’aspergillosi broncopolmonare e da una tubercolosi che le ha distrutto i polmoni, abbia assunto la terbinafina durante tutta la gravidanza ed anche l’allattamento. La scoperta del Niguarda apre quindi nuove strade nella cura di patologie respiratorie come la polmonite. La polmonite è l’infiammazione acuta dei polmoni caratterizzata dalla presenza di liquido negli alveoli polmonari (piccole sacche alle terminazioni dei bronchioli), con conseguenti gravi difficoltà della respirazione. La forma batterica è per lo più causata dagli pneumococchi, i quali, abitualmente presenti nella bocca e nella gola degli individui sani, sviluppano la malattia quando la resistenza dell’organismo è diminuita per raffreddore, influenza o deperimento.

La polmonite batterica può colpire uno o più lobi dei polmoni, nel qual caso è chiamata “lobare”; se invece sono compromessi entrambi i polmoni, comunemente è detta “polmonite doppia”, ma il termine medico è “bilaterale”. La polmonite batterica, spesso letale prima dell’avvento degli antibiotici e dei sulfamidici, oggi, se curata tempestivamente, ha eccellenti possibilità di guarigione. Un altro tipo che nelle persone giovani è più comune di quello batterico, è la “polmonite atipica primaria” o “polmonite virale”. Provocata da vari tipi di virus, la malattia ha di solito un decorso di una decina di giorni, ma il soggetto può sentirsi debole e stanco anche per un lungo periodo. La somministrazione di antibiotici protegge dalla possibile sovrapposizione di una infezione batterica. La polmonite può essere provocata anche da presenza nei polmoni di corpi estranei, per esempio di particelle di cibo, o da agenti chimici irritanti. E’ per questa ragione che nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico il naso e la bocca vengono liberati, mediante aspirazione, dalle secrezioni locali, le quali potrebbero insediarsi nei polmoni durante l’operazione.

La polmonite che rappresenta spesso una complicazione dell’influenza, insorge all’improvviso e i suoi sintomi più evidenti consistono in tosse forte e secca, in dolori acuti al torace, in febbre spesso accompagnata da brividi, in difficoltà di respiro, in espettorazione color ruggine per la presenza di sangue o pus. Quando il medico percuote il torace di un paziente affetto da polmonite lobare, sente un rumore sordo invece del suono vuoto emesso dai polmoni sani. Nella broncopolmonite i sintomi possono essere molto meno gravi, particolarmente quando seguono o accompagnano un’altra seria malattia. In questi ultimi anni l’uso non sempre appropriato degli antibiotici nelle polmoniti ha portato a un preoccupante aumento dei batteri resistenti a uno o più di questi farmaci. Questo, nonostante i progressi in campo terapeutico, ha contribuito al persistere della malattia, che ogni anno in Europa colpisce da 4,7 a 11,6 persone ogni mille abitanti, vale a dire circa tre milioni di persone. LINK UTILI http://www.pneumologia.org/ http://www.pneumonet.it/ http://www.pneumo-online.com/

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