Dall’ingiustizia alla bellezza conquistata

Quando la vita ci fa dei doni, non sempre li sappiamo riconoscere. A volte li scambiamo per vere e proprie ingiustizie e dedichiamo gran parte dei nostri pensieri e del nostro tempo a torturarci e a sentirci le uniche vittime . Nel quotidiano può accadere che un evento spiacevole o una sconfitta o semplicemente qualcosa che non è andata secondo i nostri piani, diventi così difficile poterla accettare, che dobbiamo trovare un responsabile. In questa ricerca lo vediamo assumere tante sembianze diverse. A volte si veste d’autorità, altre volte diventa un dispensatore di regole da rispettare, spesso ritenute da noi figli, inutili o superate dai tempi, comunque sempre all’origine dei nostri problemi e dei nostri dispiaceri. Compiacere il proprio padre diventa spesso il più grande lavoro di un figlio, e quest’agire è così forte dentro ognuno di noi che può succedere che continuiamo a farlo per tutta la vita, anche se non ne siamo consapevoli, negandoci la nostra vera identità.

E’ facile ritenere il proprio padre responsabile per la piega che ha preso la nostra vita, e in parte possiamo dire che lo è, ma non è giusto pensare che sia l’unico.
Attribuirgli il peso maggiore, alleggerisce il nostro. Le spalle di un padre sono sempre più larghe e più forti, ma non possono sostenere tutti i pesi del mondo. Ci aspettiamo da lui che sia una guida sicura, che sia lì pronto a darci le coordinate esatte per seguire la rotta della nostra vita, lo immaginiamo al nostro fianco per incoraggiarci nelle nostre scelte, per sostenerci nei momenti di maggior difficoltà, per poi scoprire che la realtà può essere diversa. Questi stereotipi diventano responsabili di sofferenze e dolore e ci spingono ad avere delle aspettative altissime quasi pari a quelle che un padre ha per suo figlio, così per difenderci, impariamo ad indossare una corazza dimenticando di essere noi stessi.

“L’arte di essere padre“ così come “l’arte di essere figlio“ non è scritta da nessuna parte anche se si tramanda da quando ha avuto inizio la vita dell’uomo. Non si può imparare che a proprie spese e per ognuno di noi è un’ esperienza unica e irripetibile. É’ la propria esperienza di Vita. Non c’è un canovaccio da seguire, così come non c’è un palcoscenico dove mettere in atto un copione.

Il non sentirci riconosciuti dal padre per quello che intimamente siamo, è un dolore profondo che ci può perseguitare per tutta la vita lasciandoci vivere in un senso di un’ingiustizia e di immobilismo. Noi possiamo sentirci delle marionette animate da una mano che non ci appartiene, oppure diventare i veri artisti della nostra vita.

Ogni scenario è assolutamente diverso dall’altro ed è impostato tutto sull’improvvisazione e sul sentire di ognuno di noi. Per essere autentico deve essere basato sulla Verità e sulla Libertà e soprattutto sulla consapevolezza e conoscenza di noi stessi. Se posso accettare, posso cambiare, posso lasciar andare, posso trasformare. Tutto dipende da dove decidiamo di attingere l’energia che ci fa relazionare con lui, se ci facciamo sostenere dal rancore e dal rimpianto oppure se decidiamo di fare quel passo in più, che ci aiuta a lasciar andare il senso di ingiustizia a favore di un nuovo sentire, a favore di una bellezza che alleggerisce gli animi e sa d’amore. Parlo di un tipo d’amore cercato e voluto nel rispetto dell’uno verso l’altro. Parlo di un amore adulto fatto di perdono.

Ogni vissuto è unico e sempre così profondo che ci rimane scritto dentro. Ed ogni vissuto può trasformarsi se gli facciamo arrivare la luce e l’energia che c’è dentro di noi. Io sono l’artista della mia vita, decido di dare nuove forme a quelle parole incise nel cuore tanto tempo fa.

Possiamo scoprire un padre nuovo, più umano, e riconoscere il dono che la Vita ci ha fatto, assaporarne la bellezza ricambiandolo con un reciproco atto di libertà. Siamo due Persone che si possono amare con autenticità per quello che sono. Posso leggere le pagine della mia vita con occhi nuovi cercando significati e valori sconosciuti, scoprendo un universo fino a questo momento ancora inesplorato.
Rivolgo il mio pensiero a te, papà, con la gratitudine e il profondo amore di tua figlia.
Cristiana

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here