Già sin dalle due guerre mondiali il genere umano si è trovato preso in un cambiamento di carattere epocale: dalla modernità alla post-modernità, un cambiamento di carattere generale che ora ha dato anche origine ad una coscienza di massa.

Attualmente non sappiamo nemmeno in che modo la nostra nuova era verrà chiamata, quali nomi (come “Riforma, Illuminazione”) o nomignoli (“barocco”, “rococò”) le verranno dati … Questo cambiamento del quadro di riferimento non include necessariamente una distruzione dei valori, ma piuttosto uno spostamento fondamentale nei valori: da una società senza etica ad una società eticamente responsabile; da una tecnocrazia che domina la gente ad una tecnologia al servizio dell’umanità do uomini e donne; da un’industria che distrugge l’ambiente ad un’industria che promuove in accordo con la natura i veri interessi e le necessità degli uomini e delle donne; da una forma legale di democrazia ad una democrazia effettivamente vissuta e nella quale la libertà e la giustizia vengono ricomposte. Ne consegue che questo è un cambiamento sociale non contro la scienza, la tecnologia, l’industria e la democrazia, ma un cambiamento con, in alleanza con questi poteri sociali che precedentemente erano resi assoluti, ma che ora sono stati resi relativi. I valori specifici della modernità industriale – diligenza (industria!), razionalità, ordine, completezze, puntualità, sobrietà, conseguimento, efficienza – non devono essere semplicemente accantonati, ma debbono essere reinterpretati in un nuovo quadro di riferimento e combinati con i nuovi valori delle post-modernità: con immaginazione, sensibilità, emozione, calore, tenerezza, umanità. Non è quindi un caso di ripudio e condanna, ma di nuovi equilibri, nuovi programmi, nuove direzioni e nuovi movimenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here