La scienza ci dice che il mondo, così come noi percepiamo, è in ultima analisi un flusso di informazioni. Un movimento continuo, fluido, che noi percepiamo sotto forma di “cose” distinte e separate. Sintetizzando questo nuovo punto di vista, potremma dire che: La scienza ci dice che il mondo, così come noi percepiamo, è in ultima analisi un flusso di informazioni. Un movimento continuo, fluido, che noi percepiamo sotto forma di “cose” distinte e separate. Sintetizzando questo nuovo punto di vista, potremma dire che: La scienza ci dice che il mondo, così come noi percepiamo, è in ultima analisi un flusso di informazioni. Un movimento continuo, fluido, che noi percepiamo sotto forma di “cose” distinte e separate. Sintetizzando questo nuovo punto di vista, potremma dire che:

La realtà è duale: ogni cosa contiene e comprende in sé il suo opposto. La realtà è olografica: ogni punto contiene l’informazione del tutto. La realtà è armonica: le cose sono l’una per l’altra. La realtà è sana: intera, integra, senza soluzioni di continuità o parti mancanti; il flusso vitale è coerente; la realtà in sé è coerente e non conosce nè interruzioni nè corruzioni; genera continuamente coerenza. Tutte le informazioni coerenti con questo messaggio realizzano salute, armonia, pienezza. Le informazioni non in linea con questo messaggio (e che dicono che la realtà è fatta di cose separate e distinte) comportano “effetti” di malattia, conflitto, distruzione. Questi effetti sono però del tutto fittizi, poiché soltanto sovrapposti virtualmente alla vera realtà. Il nostro organismo è una unità (cioè profondamente interconnesso, non separabile, non divisibile); allo stesso tempo è una dualità (è inscindibilmente e contemporaneamente il padre e la madre che lo hanno generato, maschio/femmina, ecc.). Dualità, ovvero due organismi in uno. Questa dualità inscindibile è poi riconoscibile nelle varie manifestazioni della natura e dell’essere umano.

Quello che noi percepiamo come il dualismo degli opposti, non è altro che dualità fittiziamente ed illusoriamente scissa. Noi percepiamo il nostro organismo come il risultato di opposte tendenze che si equilibrano. L’organismo più sano sarebbe quindi quello più equilibrato. La malattia sembra essere la conseguenza della prevalenza di un fattore sull’altro, una rottura dell’equilibrio. In realtà questo equilibrio di parti contrapposte è solo la percezione alterata di una dualità di parti, l’una nell’altra, l’una per l’altra. “Riportare all’equilibrio” è uno slogan tanto per la medicina convenzionale tanto per quella non ortodossa; ma questo non fa altro che mantenere la convinzione generale di una lotta fra parti, che (nella migliore delle ipotesi) si fronteggiano alla pari in reciproco gioco di forza. Dovremmo cogliere la relazione che sottosta a questo gioco di parti, il dialogo che da sempre esiste fra gli elementi che ci compongono e che (solo virtualmente) sembra interrotto. Come l’individuo, anche le singole cellule che compongono il nostro organismo (e di cui hanno l’intera informazione) possono cadere vittime di informazioni non reali.

Possono cioé essere in-formate da messaggi (biochimici, morali, nervosi, ecc.) che esprimono, biologicamente parlando, separazione e conflitto. Queste sono informazioni di malattia. Queste errate informazioni ci raccontano della possibilità (non reale) di un originario distacco “virtuale” dalla unità duale. Il messaggio del distacco viene manifestato in ogni nostra percezione di limitazione, separazione, individualità, dolore, sofferenza. Queste errate informazioni ci convincono che esiste il dolore, la malattia, la morte. Informazioni più vere ci raccontano invece che la Realtà è una unica dualità, sana, armoniosa, intera. Queste informazioni vere sono soltanto perse in memoria, e quindi pronte ad essere recuperate e ricordate. Prendiamo ad esempio il sistema immunitario: esso è una formazione biologica il cui scopo è distinguere fra il self (ciò che appartiene all’organismo) e il non-self (tutto il resto). Quindi indispensabile per la difesa verso gli agenti esterni, che devono essere riconosciuti come appunto “esterni” all’organismo e, a seconda dei casi, tollerato o combattuti.

Esiste quindi un apparato preposto a stabilire e controllare il confine chimico fra il nostro organismo e il resto dell’universo. Ciò contribuisce al senso di identità, e quindi al senso di separatezza. Il sistema immunitario, da sempre descritto come l’esercito interno, l’apparato di difesa, potrebbe essere visto al tempo stesso come l’organo della separazione biologica, dell’autopercezione molecolare, basato sul presupposto che esista un mondo molecolare interno ed uno esterno: questa distinzione è una illusione biochimica. In altri termini, il sistema immunitario costituisce l’espressione organica della informazione di isolamento dal resto dell’universo. Allora tutte quelle pratiche e tecniche di rafforzamento del sistema immunitario (oggi molto in voga in medicina) non fanno altro che alimentare la nostra “macchina da guerra”, renderla più efficiente verso il “nemico” o più maneggevole per i nostri scopi. Concepiamo la salute come il risultato di una battaglia; potremmo invece pensarla come il frutto di un dialogo fra il nostro organismo e il “resto del mondo” fra un organo e l’altro fra una cellula e l’altra fra una molecola e l’altra ecc.

Un dialogo fatto di informazioni sane, di messaggi che raccontano di unità, interezza e armonia. Al posto del concetto di equilibrio (che implica una quantificazione di elementi su opposti piatti di una bilancia biologica) dovremmo richiamare quello di armonia (che implica la propensione di un elemento per l’altro). Il termine equilibrio ci riporta l’immagine della bilancia, il cui stare dritta dipende dalla quantità di peso che si esercita su ciascun piatto. Forze uguali = simmetria di assetto = ago a centro = equilibrio. Il termine armonia evoca invece l’unisono di qualità diverse che si correlano, si corrispondono e si fondono in un insieme coerente. Gli elementi non devono bilanciarsi fra loro (il che implicherebbe un reciproco pesarsi e quindi fronteggiarsi) ma identificarsi l’uno nell’altro. Nella prospettiva armonica non è possibile alcuno “sbilanciamento”, per il semplice fatto che la bilancia non esiste. Armonia evoca inoltre la musicalità di strumenti (“organi”) che suonano l’uno per l’altro, in un sinfonico dialogo mai interrotto, se non nella nostra visione delle cose. Salute quindi non è equilibrio, è armonia. Malattia non è disequilibrio, ma disarmonia.

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