Guida alla lettura del film “L’uomo dei Sogni”, con Kevin Kostner. Per creare uno spazio interiore dove materializzare sogni, progetti individuali e corali. Per sviluppare la capacità di dialogo interiore con il Sé.

Un film può avere molte chiavi di lettura. Quella che abbiamo scelto e che vi proponiamo è che dentro ognuno di noi esiste una scintilla: la chiamiamo “Sé”, essa è la più grande fonte di amore interiore, depositaria del nostro progetto esistenziale e contenitore della nostra saggezza da sviluppare. Ray Kinsella è un uomo come tanti, eppure da un giorno all’altro, il proprio Sé gli si rivela come una voce interiore, concreta e udibile.
Ray non sa ancora di cosa si tratta e ne appare intimorito, spaventato: quello che sente dentro di se gli appare assurdo e contro ogni regola. Eppure Ray, seppure preoccupato, decide di dare ascolto alla voce interiore. Ecco allora che ognuno di noi può riflettere sulle voci del proprio Sé. Il Sé parla e ci invia messaggi, anche se non sempre sono udibili e comprensibili. Eppure esso ci indica la strada che sarebbe opportuno seguire, ci indica il cammino da compiere per realizzare il nostro progetto esistenziale, la “missione” per cui siamo venuti al mondo.
Ogni individuo possiede un progetto da realizzare ma anche diversi compiti: il primo compito è comprendere quale sia questo progetto, decodificarlo e renderlo consapevole; il secondo compito è accettarlo anche quando questo appare contro ogni regola e contro ogni convenzione.

La funzione del Sé è prima di tutto quella di indicarci il cammino, ma è anche quella di aiutarci nei momenti di difficoltà, curare i nostri dolori più antichi, alleviare le angosce. Esso ci rivela gradualmente il suo messaggio, proprio come fa la voce di Ray Kinsella che gli suggerisce “… se lo costruisci, Lui tornerà!”. Il messaggio sembra incomprensibile proprio a simboleggiare quanto sia grande la sordità che l’Uomo moderno ha sviluppato verso le proprie voci interiori, verso i messaggi del proprio inconscio, verso il proprio Sé. Siamo sempre più abituati ad ascoltare le voci fuori di noi, siamo educati a ritenere che le verità siano quelle degli altri, quelle dei modelli della televisione, le quali hanno finito per assommarsi e per diventare un vociare continuo, alienato ed assordante.

Per ascoltare la voce del Sé invece è necessario fare silenzio, mettere a tacere il vociare noioso e molesto per fare spazio, per creare un campo vuoto, uno spazio aperto dove le voci del nostro cuore possano finalmente farsi spazio ed emergere. E così fa Ray: crea uno spazio, un campo dove fa emergere, dare ascolto e vita ai propri sogni ed anche ai sogni di altre persone.

E così come dalle spighe di confine emergono misteriosamente giocatori di Baseball provenienti da chissà dove, ecco che se siamo in grado di aprire il nostro cuore, lentamente le voci della nostra saggezza interiore emergeranno con maggiore intensità. Non dobbiamo temere le voci del nostro cuore solo perché sembrano irrazionali, illogiche o incoerenti. Quella è solo un’apparenza esteriore: se iniziamo a cercare e sappiamo guardare in profondità, potremo scorgere sensatezza dietro l’insensato, saggezza dietro l’illogico, coerenza dietro l’assurdo.

La trama del film parla di voci, ma nel titolo ci viene ricordato l’importanza dei sogni e l’importanza di avere un sogno. Un sogno da coltivare, sviluppare e perseguire. E nei momenti difficili, in cui tutto sembra ‘remare contro’ e gli ostacoli sembrano ormai insormontabili, la voce del film ci incita “vai fino in fondo….”. L’importante non è la meta, ma il viaggiare stesso: nella vita si può perseguire un progetto concreto, reale, operativo su cui fondare la nostra identità più autentica e che dia spazio ai nostri sogni più.

Chiediamoci quali sono i nostri sogni, quali sono le basi più profonde della nostra identità e su cosa desideriamo fondarla. Chiediamoci su cosa siamo veramente disposti ad “andare fino in fondo…”.

Così, quando Ray Kinsella sceglie di dare ascolto a questa voce e decide di distruggere l’intero raccolto di mais solo per costruire un campo da Baseball, ecco che sulla sua strada emergono personaggi che hanno bisogno di lui. E sì, perché ora Ray ha imparato ad ascoltare i suoi sogni e quindi può anche aiutare gli altri a realizzare i propri.
Incontra ‘Doc’ “Moonlight” Graham e gli permette di giocare l’ultima partita che in gioventù non aveva potuto completare; incontra lo scrittore Terence Mann e gli permette di alleviare la propria angoscia; incontra il famoso “Shouless Joe Jackson” e gli permette di continuare a giocare; incontra finalmente anche il padre con cui aveva trascorso un’infanzia difficile. A notte, appare sul campo John Kinsella: i due appaiono come fratelli, Ray è riuscito a costruire per lui il luogo, il “paradiso” in cui si avverano i sogni e dove quello, pacificato, è ora felice di lanciare e rilanciare la palla al figlio ritrovato.

Così, dopo che Ray lo ha fatto per primo, anche lo scrittore Terence Mann decide di ‘andare fino in fondo’, riprende a scrivere dopo anni e decide di seguire i giocatori nel folto delle spighe di confine.

Al fianco di Ray c’è la moglie Anne che con amore lo sostiene nella realizzazione di ciò che sente. Non le è facile andare contro alla logica e mettere a rischio la fattoria ipotecata, con le banche pronte ad intervenire. Questo ci fa comprendere che per realizzare i nostri sogni ci vuole coraggio e fiducia: ma soprattutto la coscienza che lì – nei nostri sogni – ci siamo noi, c’è la nostra più vera natura, c’è la cura di tanti mali esistenziali. Ray e sua moglie lo intuiscono e quindi “vedono” i giocatori, proprio perché ormai sanno osservare con gli occhi del cuore. Il fratello di Anne invece guarda solo con la mente, con la razionalità e la logica di mercato: appare come serio, competente e opportuno, ma in realtà è cieco di fronte alla magia e alla bellezza che si sta realizzando nel campo di Ray ed Anne. Sarà la loro figlioletta che – con la sua intuizione – aiuterà lo zio e gli altri ad uscire da un dubbio: “ma dove ci porta seguire i nostri sogni?”. La figlia di Ray ed Anne intuisce che seguire e realizzare fino in fondo i propri sogni non è solo un atto individuale, ma è la scintilla che avvia un circolo virtuoso corale, che darà la speranza a tanti altri che verranno.

Seguire il proprio sogno diventa una ricerca corale in cui ci si aiuta reciprocamente a realizzare ciò che più autenticamente desideriamo nella vita.

E ciò proprio mentre un lungo serpentone di auto con i fari accesi già si snoda nella pianura sterminata, portando sul posto i più incalliti fedeli del base-ball, ma soprattutto chi vuole aderire alla realizzazione di un sogno.

Quando Ray decide di ascoltare i propri sogni, allora diventa per tutti “l’Uomo dei Sogni”, e anche quelli impossibili diventano possibili. Quando ci affidiamo interiormente alle nostre parti positive e lasciamo andare tutte le difese razionali, ecco allora che cresce la fiducia per il futuro, nelle nostre potenzialità, cresce la speranza e la capacità di darci certezze autentiche e sincere.

La realizzazione profonda dei nostri progetti più autentici è una cura fondamentale per ‘lenire i nostri dolori’ mentre ci diamo un progetto e realizziamo un sogno curiamo i nostri mali interiori.

Risorse utili
Forum di Cinematerapia
Partecipa al Seminario creativo di Cinematerapia del 21/3/2004

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here