L’asma allergica del bambino

L’asma è un disturbo respiratorio caratterizzato da contrazioni spastiche della muscolatura bronchiale, che intrappolano l’aria nei polmoni e causano il blocco dei muscoli espiratori. L’effetto di questo disturbo consiste in una difficoltà – più o meno marcata – all’espirazione. Il bambino in crisi d’asma non riesce a respirare e spesso si contorce allo scopo di esercitare meccanicamente una maggiore espansione della cassa toracica e far penetrare così una maggiore quantità d’aria. Tuttavia, come già detto, l’asma consiste in una difficoltà espiratoria, quindi in un impedimento ad espellere l’aria che ristagna nei bronchi. La sensazione è quella di una cosiddetta “fame d’aria”, dovuta solo apparentemente ad una difficoltà inspiratoria. Le cause, quando non sono ereditarie o organiche, vanno ricercate nella psicologia del bambino. Vi è tuttavia un’ampia fascia di disturbi che è difficile catalogare in modo assoluto nell’ambito psicologico o in quello organico: si tratta di tutte quelle forme di asma la cui componente organica è strettamente interconnessa con la personalità del bambino, in un’insieme di fattori scatenanti esterni ed interni.

I fattori emotivi e psicologici formano quel substrato inconscio che – al momento della crisi asmatica – strutturerà il percorso della crisi stessa. In altre parole, se la causa scatentante è un allergene (polvere, cibo, i peli del gatto, ecc.) che provoca una scarica di istamina responsabile della bradipnea, la gravità della crisi sarà determinata non solo dalla quantità di allergene a cui il bambino è stato sottoposto, ma anche e soprattutto dalla situazione psicologica ed emotiva che il bambino sta vivendo. L’importanza dei fattori psicologici che intervengono nello scatenare una crisi d’asma è stata provata in numerosi studi, i quali hanno osservato che la crisi d’asma può verificarsi anche in assenza dell’allergene; d’altra parte è stato notato che – in pazienti che avevano seguito una psicoterapia – la crisi d’asma può non scatenarsi anche in presenza dell’allergene. Dal punto di vista psicologico, l’asma è una reazione somatica ad un disturbo nelle relazioni importanti del bambino. In particolare viene preso in esame il rapporto con la madre e i canali affettivi che sono stati strutturati.

Il bambino asmatico viene descritto come buono, calmo, piuttosto dipendente, sottomesso all’ambiente, facilmente ansioso, iperadattato. Le relazioni con la madre sono particolarmente investite di valenze affettive. In alcuni bambini l’attacco asmatico può essere un equivalente di angoscia relativa alla minaccia di separazione da una madre protettiva, ovvero il risultato di una comunicazione disturbata in cui il bambino chiede simbolicamente – attraverso la crisi – ad una madre troppo fredda e distaccata, di prendersi cura di lui. Secondo alcuni studi, l’adulto che è stato un bambino asmatico, può sviluppare in taluni casi una personalità nevrotica di tipo ossessivo. In ogni caso l’adulto che non ha potuto elaborare all’interno di una psicoterapia questo disturbo infantile, avrà tendenzialmente una personalità estremamente sensibile alle separazioni e alla dipendenza affettiva da altri adulti o situazioni. Potrà sviluppare una iper-dipendenza dal giudizio altrui e fondare la costruzione della propria identità sulla considerazione e approvazione degli altri. La continua richiesta di approvazione potrebbe sfociare in una personalità insicura, frustrata, alla continua ricerca di valori personali autentici che non si riescono a scorgere nel proprio Sè, in quanto continuamente proiettati all’esterno.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here