La dieta nella psoriasi

La psoriasi (dal Greco psora, squama) è una genodermatosi (cioè una malattia della pelle su base genetica), di tipo infiammatorio ed eritemato-squamoso, a carattere cronico recidivante che interessa comunemente la cute e più raramente le mucose e le articolazioni. Dal punto di vista clinico si caratterizza per la presenza di chiazze rosse coperte da squame bianco-argentee. La psoriasi può essere limitata a poche lesioni o coinvolgere grandi aree del corpo. Alcune aree affette possono essere pruriginose, dolenti od infiltrate. In genere la psoriasi non causa cicatrici ed è una causa improbabile di alopecia. Sebbene la psoriasi comporti una predisposizione genetica e familiare, molti fattori sono implicati nella sua comparsa, fra cui quelli ambientali, traumatici, infettivi, psicologici e anche quelli riguardanti lo stile di vita (come per esempio l’assunzione di alcolici e/o l’abitudine al fumo). La predisposizione genetica alla psoriasi è stata rilevata dagli studi epidemiologici effettuati negli ultimi sessant’anni; studi condotti su coppie di gemelli mostrano una maggiore concordanza della malattia nei monozigoti (dal 91% relativo a uno studio condotto sulla popolazione danese all’80% stimato su quella australiana).

I primi studi condotti sugli alberi genealogici di singole famiglie hanno proposto come modello di ereditarietà quello di un singolo gene autosomico dominante con una penetranza del 60%, ottenuta dalla percentuale di genitori sani con figli affetti da psoriasi. Tuttavia Watson e Coll. osservarono che il numero di figli psoriasici da genitori non affetti era troppo alto per essere spiegato da un singolo gene autosomico dominante anche se a penetranza incompleta; essi proposero il modello di ereditarietà multifattoriale secondo il quale per l’insorgenza della psoriasi era necessaria la presenza sia di più fattori genici sia di eventi scatenanti; il loro studio indicava che l’incidenza della psoriasi in figli di genitori entrambi affetti dalla malattia era pari al 50%, mentre scendeva al 16,4% quando un solo genitore ne era affetto e al 7,8% se entrambi i genitori non mostravano alterazioni psoriasiche. Un ulteriore contributo all’eziopatogenesi della psoriasi è stato fornito dagli studi provanti il fenomeno del “genomic imprinting”, cioè dell’influenza del sesso di un genitore sull’espressione di un gene trasmesso; questi dati riguardanti i figli di genitori affetti da psoriasi dimostrano una penetranza della malattia statisticamente maggiore in quelle coppie in cui il padre risulta psoriasico.

Su questo sfondi di predisposizione familiare molti diversi fattori giocano un ruolo aggravante o scatenante: traumi (abrasioni, grattamenti, iniezioni, puntured’insetto, tatuaggi e così via), infezioni, squilibri metabolici, stress emotivi, farmaci (quali litio (antidepressivo), beta-bloccanti (antiipertensivi), antimalarici, l’indometacina, salicilati, composti iodati possono agire da fattori scatenanti, mentre gli steroidi assunti per via sistemica o locale), ma anche particolari stili di vita. Il fumo di sigaretta e gli alcolici aggravano le forme psoriasiche, causando infiltrazione ed estensione delle stesse. Studi molto recenti hanno dimostrato che i pazienti affetti da forme gravi di malattia sono spesso consumatori di bevande alcoliche e forti fumatori, inoltre seguono una dieta particolarmente ricca di proteine di origine animale. Sebbene, poi, una dieta corretta non influisce direttamente sulla comparsa o meno della patologia psoriasica, essa è importante per il mantenimento delle buone condizioni di salute e contribuisce a diminuire i momenti di riacutizzazione. L’assunzione di alcuni alimenti può addirittura aggravare la malattia o esserne elemento scatenante, come, al contrario, una dieta vegetariana con pochi grassi e poche proteine può determinare dei miglioramenti.

Tenuto conto che ogni malato di psoriasi reagisce in modo diverso e può sviluppare un’ipersensibilità verso un alimento piuttosto che un altro, chi è affetto da questa patologia dovrebbe comunque eliminare o ridurre drasticamente gli alimenti che producono “calore”, cioè quelli molto energetici, quali carni rosse, insaccati, uova, burro, margarina, fritture, sale, formaggi stagionati, latte e derivati, zucchero, compresi l’alcool e i superalcolici. Al contrario dovrebbe privilegiare pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, frutta e pesce, ricco di acidi grassi omega-3, di cui è povera la loro pelle. Non tutta la verdura e la frutta, però, è permessa agli psoriasici. Studi recenti, infatti, hanno evidenziato che melanzane, pomodori crudi, peperoni crudi e cotti, carciofi, frutti di bosco, mele crude, cachi sono da evitare, mentre va incrementato il consumo di verdure amare quali cicoria, radicchio, zucca amara, crescione. Molto utile, poi, sarebbe aumentare l’assunzione di acqua, fino ad almeno due litri al giorno, dato che nella psoriasi, come nelle malattie cutanee in genere, la pelle è secca.

L’acqua depura, idrata, nutre la pelle, aiuta a mitigare il “fuoco” cutaneo. Esistono comunque norme comportamentali basilari alle quali il malato di psoriasi dovrebbe attenersi come quella di non assumere bevande alcoliche in genere e, in particolare, tutti i superalcolici, e quella di non fumare, poiché abusi di alcool e fumo sono fra i fattori scatenanti il riacutizzarsi della malattia. Altra buona norma da seguire è quella di mantenere il proprio peso corporeo nei limiti del cosiddetto “peso forma”. Anche i traumi psichici o gli eventi emotivi stressanti sono stati considerati fra i fattori in grado di scatenare una psoriasi latente o addirittura di aggravare una psoriasi in atto, arrivando persino a condizionare la storia della malattia. Poiché è riconosciuta una tendenza delle persone malate di psoriasi ad essere più o meno “fragili” da un punto di vista emotivo, anche i dermatologi considerano la psicoterapia come un valido sostegno a questi ammalati se non altro per la “gestione” del grande stress che essa stessa causa.

Letture per approfondire
– Bologna M., Di Stanislao C., Corradin M.: Dietetica Medica Scientifica e Tradizionale. Curarsi e prevenire con il cibo, Ed. CEA, Milano, 1999.
– De Francesco G.: Il cibo che cura. 207 ricette di cucina e rimedi naturali, Ed. Macroedizini, Milano, 1997.
– Finzi A.: Psoriasi, Ed. Ised, Brescia, 1997.

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