Locandina del Seminario Creativo di Antropologia Esistenziale e Cosmo-Art

La mente crea pensieri negativi, che possono anche essere inconsci, pensieri antichi convinzioni basilari della nostra esistenza di cui abbiamo perso la coscienza, ma che, vivi ed attivi dentro di noi, agiscono in modo automatico, condizionando molti aspetti della nostra esistenza.

Il Seminario del 26 ottobre 2003 si svolge a Roma e si aprirà con la visione del Film “Forrest Gump”.

Il pensiero positivo.
Forrest Gump è portatore di un handicap fisico: la sua schiena è come un punto interrogativo, ed è portatore di un handicap mentale ed esistenziale: ha un quoziente intellettuale al di sotto della norma. Il primo gli impedisce di camminare e di giocare come gli altri bambini, il secondo lo espone agli attacchi continui dei suoi compagni di scuola e ai giudizi beffardi della gente. Questi handicap gli procurano due tipi di dolore, l’uno che viene dall’esterno e, l’altro, molto più grande, che viene dall’interno. Prima che se ne accorgano gli altri, Forrest ha abbastanza intelligenza per valutare da sé il suo deficit e per valutarne le dolorose conseguenze che esso comporta.
Forrest ha la fortuna di avere una madre intelligente e sensibile che ha una totale accettazione del figlio e lo aiuta a crescere credendo in se stesso. E’ importante sottolineare che il rapporto positivo con la madre, ma anche il suo handicap, gli permettono di sviluppare “l’intelligenza del cuore”: è solo con gli occhi del cuore che si vede l’essenziale e non con gli occhi della mente dice lo scrittore francese Saint Exupery nel “Piccolo Principe”.

E’ importante soffermarci sull’atteggiamento che ha Forrest di fronte ai traumi che affronta e su quello che è il nostro atteggiamento. Il deficit intellettuale di Forrest lo aiuta a non essere preda del vortice dei pensieri. La cultura occidentale di cui noi siamo figli ha creato il potere della mente, e noi spesso usiamo la razionalità per giudicare spietatamente noi stessi e gli altri. Facciamo le vittime, ci sentiamo sfortunati e ci lamentiamo, oppure siamo pieni di rabbia ed avveleniamo le nostre giornate. Ragionare è prezioso se è in armonia con altri livelli di percezione, il cuore, le emozioni, la saggezza del corpo. Abbiamo dato tanto potere al raziocinio fino a considerare stupido il linguaggio del cuore, ma per dirla con Forrest “stupido è chi lo stupido fa”.

E’ importante scovare ed eliminare completamente questi pensieri e convinzioni negative. Possono essersi instaurate da bambini se l’ambiente ci ha fatto sentire diversi, sbagliati: ci siamo sentiti accettati per ciò che sentivamo di essere o rimproverati e condizionati perché non rispondevamo ai voleri dei genitori o dell’ambiente? Il sentire “io non vado bene” attiva un atteggiamento negativo e di odio verso noi stessi creando un terreno favorevole allo sviluppo di pensieri negativi: diventiamo così i più severi giudici di noi stessi. Inoltre fin dalla vita intrauterina, possiamo incontrare dei traumi dolorosi come l’essere desiderati diversi da ciò che si è o non essere desiderati affatto, oppure possiamo incontrare gravi malesseri materni che condizionano la percezione del mondo e di noi stessi: questi vissuti dolorosi creano le basi per il pensiero negativo. Nel film l’aspetto traumatico dei vissuti dell’infanzia con i suoi effetti devastanti è ben rappresentato da Jenny che non riesce a perdonare il male subito; ritrova la violenza dell’infanzia nelle tante esperienze che vive, si odia profondamente e non riesce a trovare una strada per amare fino al momento dell’amore con Forrest e al concepimento di suo figlio.

In generale, a parte casi specifici di deliberata violenza come nel caso di Jenny, non stiamo colpevolizzando un genitore che esprime la sua libertà di desiderare un figlio maschio piuttosto che femmina, ma possiamo oggi esprimere anche la nostra libertà: lavorando sugli aspetti dolorosi della nostra storia emergono gli affetti e i pensieri negativi ad essi collegati, le visioni e le convinzioni del mondo che abbiamo costruito dentro di noi e che ci fanno male. Oggi dipende da noi decidere di amarci e di svilupparci pienamente cambiando modalità di pensiero e di azione, trasformando i sentimenti negativi, di odio, di rifiuto, di svalutazione, in pensieri positivi di amore per noi stessi, accettazione e valutazione delle nostre capacità: ci stiamo dando la possibilità di esprimerci, creare e costruire felicità e bellezza.
Perdono e pensiero positivo hanno un interscambio profondo. Perdonare è cambiare modo di pensare. Amare ed accettare i nostri limiti, ma soprattutto è importante decidere di seguire ed amare le nostre potenzialità ed attitudini e creare così bellezza nella nostra vita.

Piuttosto che lamentarci o arrabbiarci per quello che non c’è, che non abbiamo o non possiamo fare, guardiamo quello che c’è, che possiamo fare e scopriremo la stanza del tesoro dentro di noi. Forrest Gump non si fa bloccare da sterili congetture, paure, autocommiserazioni. Realizza imprese eccezionali anche perché non conosce odio, rabbia né vendetta. Esprime il dolore per l’abbandono di Jenny correndo, ma non odia, né vuole vendicarsi. La bellezza da creare è rappresentata dal bimbo che nasce dall’amore di Forrest e Jenny: ancora non è visibile mentre attraversiamo il dolore. L’invisibile leggero come una piuma, prende forma e appare quando l’opera è compiuta.

Il Pensiero Positivo è un motore della nostra salute. È ormai sempre più accettato il fatto che il concetto di salute coinvolge ampiamente molti elementi e settori della nostra esistenza. In particolare vogliamo sottolineare l’importanza del pensiero positivo, della serenità interiore in relazione alla salute del corpo. La nostra salute è il risultato di un benessere ampio, che coinvolge tutte e 4 le dimensioni dell’essere umano: la dimensione psichica, esistenziale, spirituale e corporea.

E’ importante che ci sia sempre un equilibrio a tutti questi livelli e se si esprime un disequilibrio si può analizzare ed affrontare come un messaggio, una spinta per la crescita e la trasformazione. Questo lavoro si ispira e affonda le radici negli incontri di Cosmo-Art organizzati a Frascati da Antonio e Paola Mercurio, e in generale in tutta la mia lunga formazione alla Sophia University of Rome. Ringrazio Antonio e Paola Mercurio miei maestri di vita. Ringrazio il Gruppo di Cosmo Art, e tutti gli altri maestri silenziosi che mi sono accanto e che con tanto amore aiutano e sostengono il mio cammino.
Paola Capriani

Il Perdono
Vi sono situazioni di soglia dove i limiti umani vengono completamente allo scoperto. Sono tutte quelle situazioni dove riteniamo di aver ingiustamente subìto un torto immeritato, una palese ingiustizia, una slealtà o un sopruso: sono situazioni causate dagli uomini, oppure dalla Vita stessa, come una malattia genetica, un incidente che costringe su una carrozzella o la perdita di una persona cara. In tutti i casi estremi, interpretiamo la circostanze come fossero ‘in combutta contro di noi’, come se la Vita cospirasse per infliggere un’ingiusta sofferenza senza che vi sia colpa alcuna.
Che colpa ha un bambino che nasce deturpato, o cardiopatico o con la schiena ‘a punto interrogativo’? Che colpa può aver commesso il Tenente Dan che perde le gambe in una battaglia? Che colpa ho commesso io per aver prematuramente perduto mio padre di tumore?

In ogni caso, la rabbia ed il dolore sono talvolta così forti da accecare qualsiasi possibilità di riflessione. Il Tenente Dan, malgrado il ritorno a casa, è ancora in guerra: stavolta con se stesso e con Dio per l’ingiustizia che ritiene di aver subìto. La sua interpretazione è che la Vita lo ha derubato della morte gloriosa ed onorevole dei suoi avi, trasformandolo invece in un disabile: il suo narcisismo è ferito profondamente e il suo orgoglio non può accettare altro che rabbia velenosa. La fase della rabbia accecante e del dolore può essere anche molto lunga: è la fase necessaria in cui il dolore deve ‘cuocere’ per trasformare gli elementi profondi di una persona.

Per poter ‘cuocere’ il Tenente Dan diventa l’ombra di se stesso, trasandato e malconcio, si abbandona all’alcol e ad un cinismo crudele ed aspro. Ma il Sé ha qualcosa da insegnare, ha un messaggio da consegnare.Fintanto che superbia e rabbia alimentano le sue azioni, la vita del Tenente Dan continua a precipitare: ma quando decide di uscire dalla commiserazione e dal vittimismo, la vita comincia a cambiare. Il Tenente Dan esce dall’auto-compatimento quando sceglie finalmente di fare qualcosa che sembrava assurda; qualcosa che tempo addietro – beffardo – aveva perfino disprezzato: aiutare Forrest con la sua barca per gamberi. E’ il momento in cui il Tenente affronta con durezza tutto il dolore del suo handicap: manovrare un peschereccio trovandosi su una carrozzella. Ma questa volta, invece di disprezzo e vittimismo, affronta il suo dolore con coraggio, con pazienza, con vitalità.

Forrest è accanto a lui, senza giudicarlo, senza commiserarlo: la sua presenza è un faro di luce immenso che illumina la strada verso il perdono. Forrest, pur con il suo deficit intellettivo, mostra inequivocabilmente che – se anche noi utilizzassimo meno la nostra rigida razionalità – potremmo essere più vicini al ‘ragionare con il cuore’. Il suo esempio aiuta il Tenente Dan a ‘completare la cottura’, tanto che un giorno potrà finalmente dire di ‘aver atto pace con Dio’.

La favola del film ci aiuta a scorgere un passaggio fondamentale nella vita di ogni individuo, un ‘guado’ che tutti prima o poi sono chiamati ad attraversare: sviluppare la capacità di perdonare. Perdonare sé stessi per la propria pigra inesperienza nell’ascoltare i messaggi della vita, per la propria onnipotenza, per il proprio crudele perfezionismo che ci vorrebbe sempre bellissimi, completi, realizzati, insuperabili secondo modelli culturali che sono invece inumani e mercificanti. Perdonare gli altri per il dolore che ci hanno provocato: riuscire a vedere al di là del torto, al di là dell’ingiustizia, al di là del sopruso, dove invece dimorano umanità e fragilità dell’esistenza.

Ma ‘Perdonare’ ha il senso concreto di migliorare la nostra vita, di sciogliere i legami di odio, di liberare l’energia intrappolata nella rabbia e nel dolore e di metterla invece a disposizione dei progetti importanti che ancora dobbiamo realizzare o completare. La favola di Forrest Gump ancora una volta, con il suo poco uso della razionalità, ci aiuta a comprendere che utilizziamo il potere delle nostre menti per imprigionarci, invece di utilizzarlo perdonare, per creare bellezza, armonia, per fare crescere le nostre relazioni, per far crescere la nostra capacità di amare.
Giampiero Ciappina

Il 31 ottobre è Samhain l’inizio dell’anno esoterico: il capodanno esoterico e dà inizio ad un nuovo Anno Magico. Il Cielo e la Terra sono percorsi da energie inimmaginabili, oggi, proprio come millenni or sono, quando il Sole si appresta al punto più basso del suo percorso, inizia l’Inverno esoterico. Tutto il mondo Invisibile ed esoterico è in festa, vi è una grande armonia tra le forze che scandiscono la vita sulla Terra, queste energie positive sono a disposizione di chi, adesso come un tempo, le sappia opportunamente attirare a sè, per propiziare ogni aspetto della vita. E’ il momento di chiedere per realizzare i più importanti desideri e le più segrete aspirazioni. Si tratta di operare cose semplici, gesti antichi come il mondo, ma proprio per questo efficaci e veri. La tradizione indica Samhain come il momento della discesa della Scintilla Divina, la quale deve innescare il processo di fluidificazione dell’inconscio, cioè dare inizio ad una migliore comprensione di se stessi e dei propri schemi di comportamento, al fine di poterli cambiare e crearne dei nuovi.

Tutti i festival esoterici svolgono azioni propiziatorie molto preziose. L’Arte infatti deve servire all’uomo anche per risolvere i problemi materiali ed esistenziali. La fortuna è figlia della buona armonia con se stessi in quanto pensieri negativi continuati hanno il potere di attirare altri pensieri ed eventi negativi. Sintonizziamoci su pensieri positivi e chiediamo alle forze di aiutarci a realizzare i nostri desideri.
Rossana Chiacchierini

Una premessa è necessaria per percepire, dal punto di vista medico energetico, l’importanza del pensiero positivo e del perdono per la salute: l’energia non viene mai dispersa, ma trasformata.
Noi assorbiamo energia universale attraverso un centro d’ingresso posto all’altezza della bocca dello stomaco (plesso solare) strettamente collegato con altri centri, e tra questi, con quello del cuore e quello della mente, del pensiero. Il corpo umano è fortemente influenzato dai pensieri e dagli impulsi della sfera mentale assicurando – se questi sono benevoli – l’equilibrio vitale all’interno delle cellule umane. Soddisfatto il bisogno energetico dell’organismo, gli eccessi vengono irradiati all’esterno formando un guscio protettivo contro l’ingresso di germi patogeni e di altre sostanze tossiche capaci di creare danno.

I pensieri negativi bloccano l’energia creando disagi psicofisici nell’uomo, il non perdono (come succede al Tenente Dan) e uno stile di vita in contrasto con le effettive necessità umane (quali stress, abuso di alcool, nicotina) esauriscono l’energia provocando squilibrio organico. Possiamo affermare che la Malattia nasce infatti sempre dentro di noi. Solo se saremo capaci di divenire esseri pulsanti gioia, capaci di ragionare col cuore come Forrest Gump, felici, comunque, di esistere, solo se saremo in grado di trasformare il ricordo emotivo delle esperienze negative, allora saremo capaci di perdonare noi stessi e gli altri, come poi succede a Jenny. Il nostro vero compito è: impegnarsi a lavorare per essere e rimanere in armonia con noi stessi, e, quindi, per essere e rimanere sani nel corpo, nella mente e nel cuore, irradiare sentimenti puri unificando le parti positive e le parti negative ed eliminando il progetto di vendetta, (alla ‘Forrest Gump’) che coinvolgono ed accolgono altri essere umani perché insieme si dia voce ad un unico coro felice di realizzare la perfetta unione con la natura attraverso l’Amore (voce del cuore).

E questo si può e si deve fare.
Anna Maria Calzavara


3Ḟ Seminario Creativo di Antropologia Esistenziale e Cosmo-Art
domenica 26 Ottobre 2003 – Casale “Il Fienile”, via di Casal Boccone 110 – Roma (zona Talenti)

Il costo complessivo è di 50 Euro
Prenotazione obbligatoria entro il 21 Ottobre
Per informazioni e prenotazioni cell. 348.0648316; tel. 06.97749863, o inviare una e-mail: pc@solaris.it

Programma

  • Registrazione alle h.13.40 (si consiglia la puntualità per il buon svolgimento del lavoro)
  • Visione del film “Forrest Gump”
  • Gruppo Antropologico: Entriamo in contatto con le emozioni che ci evoca il film e condividiamole
  • Pausa e merenda h.17.30-17.45
  • Lavori creativi
  • Esercizi energetici: La Stella e il Cuore
  • Danza corale del Cuore e rituale della Positività
  • Gruppo conclusivo
  • Saluti h. 21:50 circa

I seminari sono organizzati da:
Paola Capriani: Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Esistenziale
Rossana Chiacchierini: Esperta in antichi rituali e Astrologia Evolutiva ed Umanista
In questa occasione parteciperà Anna Maria Calzavara, Medico Bronco-Pneumologo Naturopata Olistico.

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