Se il successo di questo studio sarà confermato dai trial clinici, gli anticorpi monoclonali umani potrebbero dimostrarsi un importante strumento terapeutico e profilattico

Utilizzando anticorpi ricavati da cellule del sistema immunitario di persone che erano sopravvissute all’influenza aviaria causata dal virus H5N1, un gruppo internazionale di ricercatori è riuscito a proteggere dalla malattia topi che erano stati infettati con dosi letali del virus. I dettagli della ricerca sono descritti in un articolo pubblicato sul numero odierno della rivista on line PLoS Medicine firmato fra l’altro dall’italiano Antonio Lanzavecchia, attualmente direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona. “La possibilità di una pandemia influenzale – ha detto Anthony S. Fauci, National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dei National Institutes of Health – provocata dall’H5N1 o da qualche altro virus rispetto al quale gli esseri umani non dispondono di difese naturali è una grande preoccupazione per la comunità medica internazionale. Se il successo di questo studio iniziale sarà confermato dai successivi trial clinici, gli anticorpi monoclonali umani potrebbero dimostrarsi un importante strumento terapeutico e profilattico di fronte a una pandemia influenzale.

” Gli anticorpi sono stati estratti presso il laboratorio svizzero di Lanzavecchia a partire dal sangue di quattro donatori vietnamiti, ammalatisi fra il gennaio 2004 e il febbraio 2005. In particolare, dopo aver estratto cellule B memoria, Lanzavecchia le ha trattate con un processo da lui sviluppato, che ha consentito la produzione di un ampio quantitativo di anticorpi. Successivamente i ricercatori del NIAID, diretti da Kanta Subbarao, hanno operato uno screening sugli 11.000 campioni di anticorpi ottenuti, per isolarne quelli capaci di neutralizzare il virus. A questo punto Lanzavecchia ha purificato le corrispondenti cellule B per poi creare una linea di anticorpi monoclonali.

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it – 29 maggio 2007

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