Il ruolo del microcredito nella lotta contro la povertà

Secondo il primo Rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sul Microcredito, programmi che prevedano piccoli prestiti di poche centinaia di dollari, o anche meno, alle famiglie più disagiate hanno la capacità di creare occupazione ed opportunità economiche, di inserire le donne che sono state economicamente e socialmente emarginate nelle attività produttive e di instaurare nei più poveri un sentimento di fiducia in se stessi Il rapporto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ammonisce, tuttavia, a non fare affidamento su tale sistema quale strumento primario e indipendente per la riduzione della poverta.

Gli accordi informali relativi a piccoli prestiti hanno una lunga storia e hanno avuto fortuna soprattutto nelle aree rurali. Esempi di tali forme tradizionali di microfinanziamento possono ancora riscontrarsi in Kenya (“merry-go-rounds”), Ghana (susu), Nigeria (esusu) e Malawi (chiperegani) e, in una forma o nell’altra, in molte parti del mondo. Tali accordi non sono solo effettivi in assenza di formali finanziamenti bancari; in alcuni casi sono a questi preferibili.

I partecipanti guadagnano credibilità ed un certo livello di protezione da eventuali fluttuazioni economiche o da difficoltà familiari grazie ad un sistema sociale di mutuo sostegno. Le garanzie sono fornite congiuntamente, ed i gruppi raccolgono e divulgano informazioni di natura economica e sociale.

Solamente nell’attuale decade ha acquisito preminenza la pratica di fornire, attraverso agenzie nazionali ed internazionali, piccoli finanziamenti su vasta scala quale mezzo di lotta contro la povertà in un’era di aspettative ridotte verso il settore pubblico, e in cui l’assistenza allo sviluppo internazionale e le spese governative diminuiscono, la microfinanza offre la speranza di liberare le potenzialità imprenditoriali dei meno abbienti, e in particolare delle donne più povere, a costi modesti e con una burocrazia minima.

Dall’inizio della decade, circa 3,000 istituti per il microfinanziamento sono stati creati nei paesi in via di sviluppo. Al “Vertice sul Microcredito” tenutosi lo scorso anno a Washington, DC, i donatori Sl sono accordati per un progetto che, entro il 2005, porterebbe 100 milioni di famiglie povere a beneficiare dei programmi di microcredito.

Gli organizzatori del Vertice prevedono che per raggiungere tale traguardo saranno necessari ulteriori esborsi pari a 26 miliardi di dollari.

Per massimalizzare l’indubbio successo ottenuto da molti programmi di microcredito il rapporto raccomanda di rafforzare le strutture amministrative; che tali prestiti dovrebbero essere, inoltre, concessi in un contesto di accesso alla terra e dalla presenza di adeguate tecnologie, di mercati e di gruppi di mutuo sostegno e consiglio, e che la microfinanza dovrebbe essere concepita come una delle componenti di una strategia generale di sostegno alle piccole rese commerciali.

Il rapporto indica quale mezzo efficace per assicurare una sostenibilità di lungo termine nelle operazioni di microcredito quello di includere un servizio di mobilitazione dei risparmi, quale un sindacato di credito collegato all’istituzione di microfinanziamento. Senza una prospettiva di sostenibilità di lungo termine, l’istituzione del microcredito rischia il collasso o di diventare una sottile e subdola organizzazione di beneficenza.

Il rapporto del Segretario Generale accoglie positivamente la creazione, da parte della Banca Mondiale (che vanta un portafoglio di 218 milioni di dollari per il microcredito), di un Gruppo Consultivo per l’Assistenza dei più Disagiati (CGAP) volto a coordinare gli sforzi internazionali nel settore del microcredito, raccogliere informazioni attendibili e promuovere le prassi migliori.

Il rapporto sostiene che “il processo del CGAP dovrebbe essere rafforzato”, e che “il sistema delle Nazioni Unite ha bisogno, inoltre, di diffondere una più realistica concezione delle potenzialità degli approcci al microcredito, e di inserire tali approcci nella più ampia prospettiva di lotta per lo sradicamento della povertà”. Per ulteriori informazioni contattare:
Departement of economic and Social Affair
Division for Social Policy and Development
Room DC2.1350
United Nations
New York, NY 10017
Tel.: 001-212- 963-1806, fax. 001-212-963-3602
E-mail: kanu@un.org
Pubblicato dal United Nations Department of Public Information
DPI 2011-98-28442.
Traduzione in Italiano a cura del Centro di Informazione delle Nazioni Unite (UNIC), Roma Dicembre 1998

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