Sinergie naturali

Proviamo ad assimilare l’uomo ad una pianta o ad un albero. Questi sono ben radicati al loro terreno e, dalla qualità dello stesso nonchè dalla sua cura dipende lo sviluppo e la salute di ciò che appare.

Altro aspetto non meno importante è il clima ed il rapporto con gli altri vegetali. Similmente ognuno di noi è strettamente radicato al proprio “terreno” dal momento del concepimento in poi. L’ambiente, fatto anche di persone la cui individualità è spesso nascosta, influenza il nostro terreno in maniera sostanziale. In omeopatia il concetto di terreno, così come quello di energia è fondamentale.

Il terreno può definirsi un complesso energetico, specifico per ciascun individuo, dal cui equilibrio e dalla cui dinamicità dipende la salute dello stesso. Tale complesso contiene in misura variabile anche energie, che se alimentate possono alterarne l’equilibrio: le zone d’ombra. L’omeopatia cura con i simili.La similarità è nell’essere e, tale principio per potersi bene applicare implica una sempre migliore conoscenza di se stessi. Conoscere noi stessi per i contenuti, trascurando le parvenze che alimentano

l’Io, traducendolo col tempo, nel patologico Ego, è fondamentale per una crescita che non è solo individuale. La terapia omeopatica è: conoscenza del terreno del paziente, aiutare questo a conoscersi meglio e, nel contempo migliorare, noi stessi medici,il comprendere. I pazienti sono in fondo i nostri maestri.

In natura tutto procede per sinergie, energie simili che insieme operano per finalità comuni. Gli effetti sono solamente la conseguenza di un processo dove non esistono gerarchie. Da quel complesso energetico che è il terreno risultante è, un’onda, che pervade i vari organi, agendo direttamente sul DNA, la cui attività viene così regolata e modulata. Il rimedio omeopatico “simile” fornisce al “malato” l’energia che il suo terreno richiede, ristabilendo gradualmente l’equilibrio. E’ l’energia che scaturisce dalla nostra relazionalità con il mondo, dal nostro coinvolgimento. Più fine e dinamico è tale processo interattivo e più profonda e salutare è la sua azione sul terreno. La proiezione di questo all’esterno è l’aura; alone energetico che avvolge, anche, ogni individuo. Quindi tra noi c’è un continuo scambio di energie, e tutti siamo in connessione con l’energia cosmica; l’ inconscio individuale, l’inconscio collettivo, ovvero il SE.

L’aura si può sentire ed anche vedere e, si modifica in relazione al nostro stare. Chi è abituato ad ascoltarsi, sente gli altri indipendentemente dalle parvenze. L’aura non ha maschere. Il non potere esprimere la propria individualità, la propria essenza è per tanti motivo di profonda sofferenza. Impersoniamo delle parti per nascondere le debolezze, e questo ci impedisce di crescere interiormente, di procedere in un percorso infinito che implica sinergie. Si cresce facendo crescere. Essere noi stessi ci consente di relazionare con chi ci condivide, alimentando l’armonia con la nostra individualità; ci consente di coltivare le nostre potenzialità,consapevoli anche dei limiti che ci contraddistinguono.

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