Il 98 per cento dei modelli in vendita presso bar e cartolerie possono provocare disturbi e danni permanenti. Per aiutare a scegliere la protezione giusta, l’Unione nazionale consumatori lancia la campagna “Occhio al sole”.

Alla moda, coloratissimi, divertenti e soprattutto molto, molto economici. E’ capitato a tutti almeno una volta di fermarsi davanti a una bancarella di occhiali da sole o di sbirciare tra le offerte dell’ambulante di passaggio sulla spiaggia. Ma vi siete mai chiesti perché quegli occhiali costano così poco? Se non l’avete fatto, ve lo spiega ora l’Unione nazionale consumatori con la campagna d’informazione “Occhio al sole”. Oggetto dell’iniziativa, in vista della bella stagione, è proprio la qualità e la sicurezza degli occhiali da sole, che non sono tutti uguali come sembrerebbe e soprattutto non tutti sono in grado di proteggere i nostri occhi come dovrebbero. Nel nostro Paese le persone che hanno la buona abitudine di utilizzare gli occhiali da sole sono oltre 26 milioni, ovvero il 54 per cento della popolazione. Otto su dieci li portano tutti i giorni o quasi e la metà ne ha addirittura più di un paio. La spesa media per occhiale è di 200mila lire, almeno ogni due anni. La nota dolente, però, arriva quando si parla dei criteri di scelta: per l’82 per cento delle persone intervistate dall’Unione consumatori l’aspetto che più incide sull’acquisto dell’occhiale è la montatura, ovvero l’estetica.

E la sicurezza? Lenti buone, lenti cattive L’Unione consumatori ha commissionato un’indagine su 90 modelli di occhiali in vendita presso bar, cartolerie, bazar (quindi non dagli ottici) per verificare la loro conformità alle norme italiane e comunitarie. I risultati sono sorprendenti: ben il 98 per cento si è rivelato fuorilegge perché non in possesso delle indicazioni obbligatorie su fabbricante, anno e categoria del filtro, mentre il 43 per cento non ha superato i test tecnici di sicurezza. Dal mal di testa alla nausea, dalla congiuntivite fino alla degenerazione maculare, queste lenti a prezzi stracciati provocano a chi li indossa frequenti disturbi che possono trasformarsi anche in danni permanenti. Non solo: tre modelli su quattro di quelli analizzati sono risultati non adatti all’uso durante la guida, perché non consentono il riconoscimento dei segnali colorati come quelli dei semafori. Come scegliere allora gli occhiali giusti, per salvaguardare la nostra salute e anche quella degli altri? Innanzitutto occorre accertarsi che abbiano il marchio CE della Comunità europea e poi controllare la nota tecnica informativa, che deve contenere nome e indirizzo del fabbricante, istruzioni d’uso e di manutenzione, caratteristiche tecniche, limiti d’impiego e soprattutto il grado di protezione dai raggi ultravioletti.

E’ importante accertare che l’occhiale sia in grado di eliminare le radiazioni dannose (i raggi UV e la luce blu), diminuire l’abbagliamento e mantenere una corretta percezione dei colori. Se una sola di queste caratteristiche manca, l’occhiale da sole può essere dannoso per i nostri occhi. La luce che fa male Per la sua posizione anatomica e per la sua funzione organica, l’occhio è continuamente esposto allo stress causato dalla luce. I raggi del sole che arrivano sulla Terra si dividono, in base alla loro lunghezza d’onda, in radiazioni visibili (raggi colorati) e radiazioni non visibili. Queste ultime a loro volta si distinguono in raggi infrarossi (IR, a basso contenuto di energia) e ultravioletti (UV, ad alto contenuto di energia). Nello spettro ad alta energia esiste anche un’altra componente: la luce blu. L’effetto dannoso per l’occhio dipende proprio dalla lunghezza d’onda e dal contenuto energetico dei raggi. La luce blu, per esempio, è in grado di raggiungere la retina e provocare gravi alterazioni, mentre cristallino e cornea sono più sensibili ai raggi UV (suddivisi in UV-A, UV-B e UV-C).

In generale, in presenza di una luce troppo intensa, l’occhio umano utilizza dei sistemi naturali di protezione quali l’ammiccamento palpebrale, le modifiche della pupilla, il cristallino e i pigmenti oculari della retina che fanno da filtri. Ma per una vera protezione, l’uso razionale di mezzi artificiali come gli occhiali da sole rappresenta l’unica soluzione. Se non opportunamente schermate, infatti, le componenti pericolose della luce solare possono essere all’origine di diverse patologie oculari, in particolare della parte anteriore dell’occhio: esse giocano per esempio un ruolo fondamentale per lo sviluppo di malattie come la cataratta e la degenerazione maculare. La cataratta coinvolge il cristallino, la piccola lente a forma di lenticchia posta dietro l’iride colorata, al centro della pupilla, che ha la funzione di far convergere nitidamente sulla retina le immagini. L’assorbimento delle corte lunghezze d’onda a lungo andare interferisce con la trasparenza del cristallino rendendolo opaco. Così si sviluppa la cataratta. Oggi – dicono le statistiche – è più probabile che una persona, nel corso di una vita normale, si sottoponga a un intervento di cataratta che a un altro tipo di intervento chirurgico.

Per la retina, invece, il pericolo maggiore è la degenerazione maculare, dovuta per lo più alle radiazioni UV e alla luce blu. La retina è la pellicola che riveste la superficie interna del globo oculare e non è uguale in tutta la sua estensione: l’area centrale, chiamata macula, controlla la capacità di distinguere bene l’immagine (è la cosiddetta acuità visiva), mentre la parte restante ha la funzione di ampliare il campo visivo. Recenti studi medici hanno dimostrato che patologie della retina prima ricondotte esclusivamente all’età vanno ora associate anche alle radiazioni solari. Tra esse vi è la degenerazione maculare, che è una delle principali cause di cecità nel mondo sviluppato: consiste in un’alterazione progressiva della parte centrale della retina, la macula appunto, con una conseguente riduzione del campo visivo che limita molto i movimenti della persona. Per evitare tutto ciò, è quindi importante che gli occhiali da sole siano in regola, ovvero che riescano davvero ad attenuare la luminosità e ad assorbire le radiazioni più pericolose, quelle UV e la luce blu. Solo così i nostri occhi sono davvero protetti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here