Dalla patria del «cibo-spazzatura» vantaggi di frutta e verdura nella prevenzione delle malattie mentali

Si moltiplicano le ricerche che indagano gli effetti dell’alimentazione sulla salute psicofisica delle persone. I nuovi responsi incrementano ulteriormente l’allarme contro il cibo-spazzatura, mentre frutta e verdura continuano a essere in testa alle classifiche degli alimenti più salutari. Nei giorni scorsi in Inghilterra due importanti organizzazioni nazionali hanno segnalato all’opinione pubblica e al governo la necessità di intervenire velocemente per modificare le abitudini alimentari degli inglesi. La Mental Health Foundation ha evidenziato come sia nota, ormai da anni, la relazione tra crescita delle malattie mentali e carenza nella dieta moderna di vitamine e sostanze essenziali all’organismo. D’altra parte l’organizzazione Sustain, che si occupa di promuovere una corretta alimentazione, ha pubblicato un resoconto sull’incremento annuale della spesa pubblica destinata alla cura delle malattie mentali. Anche in questa ricerca, come nella precedente, si afferma che il cibo ha un’influenza diretta sulla salute e sul comportamento in quanto condiziona il funzionamento del cervello.

Il presidente di Sustain, Tim Lang, sostiene che la cura della salute mentale legata a una dieta corretta è ancora troppo trascurata dai politici che tracciano le linee guida sull’alimentazione.

POCO PESCE FAVORISCE LA DEPRESSIONE
I risultati degli studi di entrambe le associazioni conducono agli stessi risultati: la carenza di vitamine, grassi essenziali e minerali può portare a forti sbalzi d’umore e disturbi psicofisici. In particolare, una dieta povera di pesce può predisporre le persone alla depressione, mentre la mancanza di grassi essenziali e vitamine antiossidanti ha un ruolo importante nella manifestazione della schizofrenia e acido folico, omega 3, selenio e triptofano giocano una parte fondamentale contro le malattie mentali. A Rotherham (GB) è stato condotto un programma nutrizionale all’avanguardia su alcuni pazienti con disturbi mentali: la terapia prevedeva una dieta ricca di acidi grassi e multivitamine, suggerendo quali alimenti privilegiare per calibrare correttamente gli apporti essenziali e scartare i cibi nocivi. Chi aveva in precedenza rifiutato trattamenti farmacologici, ha risposto bene a questa cura migliorando nell’umore e acquisendo più forza fisica.

STATI UNITI
Contemporaneamente negli Stati Uniti sono stati pubblicati i risultati di una ricerca sull’influenza del consumo di succhi di frutta e frullati di verdura sul rischio di Alzheimer. Su un campione di duemila persone, monitorate per 10 anni, si è riscontrato che il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer è fino al 76% più basso per chi beve frullati più di tre volte alla settimana, rispetto a chi li consuma meno di una volta alla settimana. Le ricerche, dunque, concordano: investire sull’informazione e sulla cultura dell’alimentazione, anziché sulle cure mediche, sarebbe più salutare ma anche più economico per i relativi governi, soprattutto nei casi di Stati Uniti e Gran Bretagna, dove i fast food sono molto frequentati. La dieta mediterranea invece rimane ancora una delle alimentazioni più raccomandate, poiché ricca di frutta, verdure, legumi, cereali e pesce.

Fonte: Corriere della Sera – 03 settembre 2006

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