Riscopriamo un Natale autentico

Quando ero bambina amavo molto il Natale e tutti i bei doni che avrei ricevuto. Crescendo me ne sono voluta re-innamorare. Vi spiego come ho fatto. Intanto sono molto grata ad un libro che acquistai qualche anno fa proprio sul tema del Natale: La grotta interiore – Simbologia e psicologia del Natale (di Anna Maria Finotti). Mi ha aiutato moltissimo a ritrovare un senso universale di questa festa che da bambini amiamo tanto e da grandi un pochino temiamo. Scrive l’’autrice: “Il Natale, vissuto come evento storico di una notte di duemila anni fa, trova oramai scarsa risonanza nella coscienza collettiva, ma se vissuto come la festa che celebra la nostra personale nascita alla consapevolezza di ospitare dentro di noi una scintilla di luce, una dimensione spirituale, che chiamiamo anima, torna a rifulgere di un significato nuovo e sempre attuale, portatore di vita e di trasformazione. In questi termini esso acquista un significato universale.” Il Natale venne per convenzione fissato alla data del 25 dicembre dall’’imperatore Aureliano per celebrare il giorno natalizio del Sole e poi vi fu sovrapposta, da Leone Magno, la natività di Gesù.

In effetti pochi giorni prima, il 21 dicembre (solstizio d’’inverno) il sole ricomincia a nascere alla luce, ad uscire dalle tenebre massime dell’’inverno: il sole come archetipo del Sé, della scintilla “divina” che anima la nostra struttura biopsichica. Quando fra pochi giorni faremo il nostro presepe possiamo, come in una piccola meditazione, vedere i numerosi simboli che contiene: i PELLEGRINI o VIANDANTI, come rappresentanti dello stato interiore di apertura al cambiamento e al viaggio della vita, come invito a domandarci chi siamo davvero e dove andiamo; la NASCITA dento una GROTTA, è il nostro travaglio per portare alla luce noi stessi, il nostro Sé più autentico. Tale nascita avviene nell’’oscurità così come ogni passaggio esistenziale che spesso porta con se paura, angoscia e solitudine e richiede una morte per poter poi rinascere. La volta stellata, la notte che accompagna la nostra crescita e si affaccia su nuove meravigliose aurore. Il BAMBINELLO, il redentore, il principio spirituale che ci salva da morte esistenziale e che ci invita a tornare alla nostra autenticità, alla semplicità, alla fiducia, alla spontaneità e alla meraviglia.

MARIA e GIUSEPPE come ricerca e unificazione in noi del principio maschile e di quello femminile: Giuseppe permette con la sua presenza, con la protezione, con il suo sostegno che avvenga quel parto misterioso e spirituale di Maria. Maria che rappresenta la nostra parte che smette di domandarsi cosa vuole dalla vita e inizia invece a chiedersi cosa la vita voglia da lei; Maria la cui verginità rappresenta il nostro spogliarci di ogni maschera e saperci vedere per quello che realmente siamo. Il BUE e l’’ASINELLO a simboleggiare i nostri aspetti oscuri, le parti istintuali che però non vanno negate o rimosse ma accolte nella mangiatoia accanto a noi. I MAGI, anch’essi in viaggio verso il Sé, guidati dalla cometa e carichi di doni, di gratitudine, di fiducia. La STELLA COMETA, che ci spinge a guardare sempre verso l’alto, verso la nostra realizzazione suprema, in contatto col cosmo e con la dimensione immortale dell’infinito. Gli ANGELI come rappresentanti della nostra intuizione, dell’’ascolto profondo che, se fatto con attenzione, ci annuncia messaggi importanti di rinascita. Attenzione però ad un grande assente: ERODE, la nostra volontà omicida e suicida, l’’ego sconfinato che non ammette rivali, non accetta l’’arrivo di un redentore che spazzerà via con l’’amore tutto l’’odio accumulato da una vita intera.

Festeggiamo allora il Natale come evento universale, in cui si possono riconoscere tutti gli uomini che celebrano la nascita della Luce, del Sé, nei loro cuori, a prescindere da credo, razza o cultura.

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