Meditazione ed interiorità

Ha senz’altro ragione Jiddu Krishnamurti quando afferma che “la meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là dei pensieri e dei sentimenti di ogni giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini”. Essa — che è cessazione del pensiero — apre la porta ad una vastità che trascende ogni immaginazione o congettura; è comprensione del mondo e delle sue vie. Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi confini, il pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha, l’uno deve cessare perché l’altro possa essere. La meditazione non è una continuazione o una espansione dell’esperienza, al contrario, è la completa inazione che è totale cessazione dell’esperienza; lo svuotarsi del conosciuto. Se non c’è meditazione, sei come un cieco in un mondo di grande bellezza, luci e colori. Meditare non è ripetere parole, sperimentare visioni o coltivare il silenzio, questa è una forma di autoipnosi.

La mente meditativa è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza commento, senza opinione — attentamente e costantemente — il movimento della vita in ogni suo rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione del pensiero, un silenzio che l’osservatore non può richiamare . Se ne facesse esperienza, riconoscendolo, non sarebbe quel silenzio”. Per molte disciplini orientali (cinesi, indiane, tibetane), se si ha intenzione di meditare, non sarà meditazione, se si assume deliberatamente un atteggiamento, una posizione, per meditare, allora la meditazione diventa un giocattolo, un trastullo della mente . Se si decide di districarti dalla confusione e dall’infelicità della vita, allora diventa un’esperienza dell’immaginazione — e questa non è meditazione. La mente conscia o la mente inconscia non debbono aver parte in essa; non devono neppure essere consapevoli dell’estensione e della bellezza della meditazione. Nella totale attenzione della meditazione non c’è alcuna conoscenza, alcun riconoscimento, né il ricordo di qualcosa che sia già avvenuta . Il tempo e il pensiero sono totalmente cessati, poiché sono il centro che limita la propria visione.

La meditazione non è fuga dal mondo; non è un isolarsi e chiudersi in sé, ma piuttosto la comprensione del mondo e delle sue vie. Probabilmente per noi è più facile definire uno dei traguardi della meditazione: la Consapevolezza. A mio avviso lo scopo della pratica meditativa orientale (taoista o buddista) è proprio quello di favorire la percezione naturale della realtà ed ha fra gli obiettivi quello di ottenere la corretta comprensione del funzionamento di ogni cosa. Questa importantissima pratica vuole essere un’investigazione continua della Verità, un esame microscopico del nostro processo di percezione, ed ha come fine quello di sollevare lo schermo di ingannevoli falsità e convinzioni errate attraverso il quale normalmente l’uomo vede il mondo, un mondo illusorio e artificioso. A ben pensarci non sappiamo chi siamo né comprendiamo i motivi ultimi della nostra esistenza . Non ci conosciamo affatto e troppo spesso arriviamo al punto di mentire a noi stessi, incoerentemente, sia sulle nostre debolezze che sulle motivazioni che le generano. Questo atteggiamento si rivela un vero e proprio rifiuto della Conoscenza ed ha come risultato quello di legarci con un nodo sempre più stretto alla ruota dell’illusione.

La meditazione (nel caso specifico mi riferisco alla meditazione Vipassana e a quella Taoista) non è, come molti pensano, un tentativo di dimenticare se stessi o di occultare i propri problemi; tramite essa possiamo imparare a vedere nel profondo di noi stessi, esattamente come siamo, possiamo finalmente vedere cosa alberga dentro di noi, comprenderne l’essenza ed accettarla pienamente. Essa favorisce la vera intuizione che peraltro può essere ottenuta solo se ci si libera di quei giri logici a cui abbiamo permesso nel tempo di disorientare la nostra mente, solo evacuando dal nostro sé quei circuiti ingannevoli che ci hanno fatto perdere di vista il nostro nucleo ed il reale centro delle causale. Svincolandosi da essi potremo permettere alla nostra realtà superiore di produrre le giuste ‘soluzioni’ e successivamente alla mente coscente di ‘aprirsi’ ad essa. La meditazione è come un’attività vivente, che utilizza la concentrazione come strumento in virtù del quale la consapevolezza può avere ragione di quel muro di confusione che normalmente ci separa dalla vivida luce della realtà; questo naturale processo consiste in un costante aumento della consapevolezza applicata ai meccanismi della realtà stessa.

Lo scopo che il meditante si propone è perciò quello di purificare la mente. La persona che entra nell’esperienza meditativa non è la stessa che ne esce. Il meditante cambia progressivamente il proprio modo di relazionarsi, migliorando decisamente il proprio carattere e la propria personalità attraverso un profondo processo di sensibilizzazione. La meditazione rende profondamente coscienti dei propri pensieri, delle parole e delle azioni… affina mano a mano la concentrazione e la capacità logica. Un po’ alla volta rende chiari i processi ed i meccanismi del subconscio, acuisce la capacità di intuizione accrescendo la precisione del pensiero e conducendo gradualmente ad una diretta conoscenza delle cose, rivelandole proprio come esse sono, senza pregiudizi né abbagliamenti. La persona che entra nell’esperienza meditativa non è la stessa che ne esce. Il meditante cambia progressivamente il proprio modo di relazionarsi, migliorando decisamente il proprio carattere e la propria personalità attraverso un profondo processo di sensibilizzazione. La meditazione rende profondamente coscienti dei propri pensieri, delle parole e delle azioni.

.. affina mano a mano la concentrazione e la capacità logica. Un po’ alla volta rende chiari i processi ed i meccanismi del subconscio, acuisce la capacità di intuizione accrescendo la precisione del pensiero e conducendo gradualmente ad una diretta conoscenza delle cose, rivelandole proprio come esse sono, senza pregiudizi né abbagliamenti . Come è stato scritto a proposito delle diverse forme di meditazione orientale (yoga, meditazione taoista, ecc.), ogni tecnica persegue lo scopo di raggiungere l’estasi, lo stato di “ebrezza divina” . La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione. Quindi, l’osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell’osservare, è meditazione. Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole.

E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Allorché la mente è assolutamente assente – se n’è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte – per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa. Grazie all’osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all’erta, senza che esista in te un singolo pensiero… ma solo il cielo silente del tuo essere interiore . Questo è il momento in cui l’energia si volge all’interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l’energia si volge all’interno, porta con sé una gioia infinita. Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione . Per tutte le pratiche meditative orientali è sufficiente osservare, e immediatamente si esce dalla mente. Colui che osserva, non è mai parte della mente. E via via che l’osservatore mette radici e si rafforza, la distanza tra chi osserva e la mente diventa sempre più grande.

Ben presto, la mente è così lontana che fai fatica a percepirne l’esistenza: è una semplice eco in una valle lontana… e alla fine, persino quell’eco scompare. Questo è “il dissolversi” della mente, senza sforzo alcuno da parte tua, senza usare nessuna forma coercitiva nei confronti della mente: la si lascia semplicemente morire, di morte naturale . Veniamo ora a considerazioni più “mediche”. La meditazione – che si pratica focalizzando la mente ininterrottamente per un periodo di tempo su un pensiero, una frase o una preghiera – porta naturalmente a una “risposta rilassante”. I cambiamenti nel corpo sono profondamente rivitalizzanti stimolando il risanamento. Questi cambiamenti comprendono la riduzione della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della frequenza respiratoria, del consumo di ossigeno, del flusso di sangue ai muscoli, della traspirazione e della tensione muscolare, così come un rafforzamento del sistema immunitario. Il rilassamento funziona proprio come un “pulsante di ripristino”, permettendo all’organismo di ritornare ad uno stato ottimale di equilibrio. Molti studi hanno dimostrato l’efficacia della meditazione nel trattare un vasto numero di malattie .

Sono possibili notevoli benefici per le donne che praticano la meditazione regolarmente. Uno studio ha scoperto che donne con SPM (sindrome premestruale) hanno ridotto i loro sintomi del 58%. Un altro studio ha trovato che donne nel periodo della menopausa possono ridurre significativamente l’intensità delle vampate di calore. Può essere utile anche nei casi di donne che affrontano problemi di infertilità. In uno studio di gruppo di 10 settimane che comprendeva anche la meditazione (assieme ad esercizio e cambiamenti nutrizionali), le donne hanno riportato una notevole riduzione di ansia, depressione e fatica, il 34% delle donne di questo gruppo sono rimaste incinte entro sei mesi. I ricercatori hanno anche scoperto che le nuove mamme che praticano la meditazione focalizzandosi su immagini di latte che fluisce al seno possono anche raddoppiare la loro produzione di latte. Il cuore è stato al centro di centinaia di studi sulla meditazione in tutto il mondo. Il praticarla regolarmente ha dimostrato di poter ridurre notevolmente la pressione negli ipertesi. Questa riduzione può durare a lungo.

In uno studio, la riduzione ottenuta durante un programma di meditazione di otto settimane ha mantenuto i suoi effetti per oltre tre anni. Un altro studio ha focalizzato la meditazione in relazione alle malattie cardiache. Per esempio, dei pazienti con malattie arterio-coronariche che hanno meditato ogni giorno per otto mesi hanno avuto circa il 15% di tolleranza all’esercizio fisico. Pazienti con malattia cardiaca ischemica (il cuore riceve un apporto di sangue insufficiente) che hanno praticato la meditazione per quattro settimane hanno avuto un importante diminuzione della frequenza delle contrazioni ventricolari irregolari (extrasistole) . Anche pazienti che si sono dovuti sottoporre ad interventi chirurgici al cuore hanno ottenuto benefici dalla meditazione sotto forma di una diminuzione dell’ansia, del dolore e del bisogno di medicinali durante e dopo l’operazione. In un altro studio, dei pazienti operati a cuore aperto, hanno ridotto l’incidenza della tachicardia ventricolare post-operatoria . Ci sono anche delle prove che la meditazione ha proprietà di miglioramento del sistema immunitario.

Per esempio, studenti di medicina che hanno meditato durante gli esami finali hanno riportato una percentuale più alta di ” Linfociti T Helper”, le cellule che danno l’avvio all’azione del sistema immunitario. Persone convalescenti, dopo un periodo di addestramento alla meditazione, hanno avuto un incremento delle “cellule natural-killer”, che eliminano i batteri e le cellule cancerogene. Essi hanno anche beneficiato della riduzione dell’attività dei virus e dello stress emotivo. Anche pazienti ammalati di cancro hanno provato i benefici della meditazione . In uno studio, a pazienti con metastasi, dopo un anno di meditazione regolare è stato riscontrato un aumento dell’ attività delle cellule “natural killer” . Sebbene esistano molte varietà di tecniche meditative, ci sono degli elementi base che ognuno può praticare. Farlo ogni giorno per almeno 20 minuti dovrebbe essere sufficiente per iniziare a vederne i benefìci .

Gli elementi di base sono tre :
1. Siediti in una posizione confortevole con gli occhi chiusi e la schiena dritta.
2. Focalizza la tua attenzione sulla ripetizione di una parola, un suono, una frase o una preghiera, fallo in silenzio o sussurrando. Un’alternativa è il concentrarsi sul proprio fiato (respiro) mentre esce ed entra nel tuo corpo.
3. Ogni volta che la tua attenzione sarà dirottata su altre cose o pensieri (il che naturalmente succederà), reindirizzala gentilmente senza giudicarti.

Approfondiremo poi, per quanto possibile, il sistema di meditazione taoista secondo gli insegnamenti della Cina Classica. Gli antichi taoisti conoscevano il segreto dell’energia interna, una forza intelligente della quale ogni essere vivente è permeato e che è all’origine della vita stessa: il chi (qi). Essi scoprirono il complesso reticolo di condotti energetici, all’interno dei quali il chi scorre, portando la vita in ogni parte del nostro organismo. Essi capirono che la salute, il benessere fisico, ma anche mentale ed interiore, era possibile esclusivamente se questa energia era libera di fluire, con abbondanza e senza ostacoli, all’interno del corpo. Capirono che tanto la crescita spirituale quanto la guarigione fisica e la longevità, non erano semplicemente possibili, prescindendo dalla coltivazione di questa energia. Gli antichi taoisti notarono che ogni nostra postura, emozione, sentimento, pensiero, influenzano profondamente la qualità e la quantità della nostra energia interna, apportando modificazioni rilevanti sul suo scorrimento nel corpo energetico.

Videro che questi fattori potevano alterare anche in modo considerevole la quantità di energia presente all’interno del corpo, arrivando a generare blocchi energetici e consentendo a volte a masse di energia negativa di stagnare nel corpo creando le basi per l’insorgere successivo di malattie a livello fisico. Le loro pratiche erano tutte volte a risparmiare, accumulare e dirigere il chi, ed a liberarsi da ogni forma di energia negativa o perversa che potesse entrare nel corpo. La Meditazione Taoista si differenzia profondamente dalle pratiche analoghe sviluppate da altri sistemi di sviluppo interiore, in quanto essa è caratterizzata dalla focalizzazione sull’energia interna e la sua coltivazione . Laddove le forme di meditazione più diffuse in Occidente si prefiggono come obiettivo il “vuoto mentale”, la Meditazione della Via dell’Acqua comincia da esso per arrivare a veri e propri processi di trasformazione della nostra energia per la fusione con l’universo (Tao) . Comprende quattro stadi che vanno dal Chi Gung (Qi Gong) taoista al raggiungimento della immortalità (che secondo i taoisti non può essere fisica, ma può essere energetica), passando attraverso il silenzio interiore e raffinati procedimenti di alchimia interna .

La Meditazione taoista ha le sue origini negli I-Ching (Yi Jing), e comprende sia la Via del Fuoco che la Via dell’Acqua, quest’ultima tramandata da Lao Tzu, autore del Tao Te Ching. Il metodo dell’acqua lavora con tutti i maggiori organi del corpo, ghiandole, e centri energetici. Si basa sulla tecnica della Dissolvenza interna e usa anche pratiche sciamane e dei cinque elementi. Si può fare in movimento, seduti, distesi e durante il rapporto sessuale. Insegna a dissolvere lo stress, ottenere una profonda calma, diventare consapevoli delle proprie intuizioni, gestire la nostra energia e le nostre capacità . La prima e più semplice forma di meditazione-consapevole nella tradizione cinese è l’I-Chuan, una forma di meditazione in piedi che comprende molti elementi, tra i quali una serie di 8 posture corrispondenti agli 8 trigrammi base degli I Ching , che sbloccano l’energia a livello dei nostri 5 principali organi interni, reni-fegato-cuore-milza-polmoni, e aiutano a ripristinarne il regolare funzionamento. Altre posture favoriscono la connessione energetica con elementi naturali quali alberi, terra, mare, cielo .

Si passa poi ad esercizi di controllo consapevole motorio-respiratorio, noti come Chi Gung e Tai Chi Chuan . Qui ne seguiremo gli aspetti più semplici ed abbordabili . Secondo il pensiero cinese la tecnica più semplice per agire sui “12 Meridiani” è il Nei Chung che si basa su 16 elementi:

1. Acquisire la capacità di usare tutti i metodi di respirazione, dal più semplice al più complesso.
2. Sentire, muovere e trasformare le energie interne lungo i canali energetici discendenti, ascendenti e di connessione.
3. Acquisire la capacità di utilizzare precisi allineamenti posturali al fine di prevenire blocchi e dispersioni nel flusso di Chi.
4. Differenziare e dissolvere blocchi di energia a livello fisico, emotivo e spirituale.
5. Muovere l’energia in tutti i meridiani primari e secondari, incluse le “porte” di accesso a detti meridiani.
6. Allungare il corpo dall’interno verso l’esterno e dall’esterno verso l’interno lungo le direzioni dei meridiani Yin e Yang dell’agopuntura.
7. Estendere e contrarre tutti i tessuti del corpo fisico (articolazioni, muscoli, tessuto connettivo, organi interni, ghiandole, vasi sanguigni, sistema cerebrospinale e cervello) e aree di energia.
8. Acquisire il controllo dell’energia dell’aura esterna al corpo.
9. Fare cerchi e spirali di energia all’interno del corpo, acquisire il controllo delle correnti energetiche a spirale del corpo, e muovere il Chi volontariamente verso ogni parte del corpo, in particolare verso il cervello, le ghiandole e tutti gli organi interni.
10. Assorbire e proiettare energia da ogni parte del corpo.
11. Acquisire il controllo di tutti i flussi energetici della spina dorsale.
12. Acquisire il controllo dei canali energetici del corpo.
13. Acquisire il controllo dei canali energetici centrali del corpo.
14. Imparare ad usare il Tantien basso del corpo (hara o elisir).
15. Imparare ad usare i Tantien medio e alto del corpo.
16. Connettere ogni parte del corpo fisico in un unico insieme energetico.

Sei sequenze si considerano essenziali.
1° Sequenza Il Drago e la Tigre
Questo esercizio è un sistema completo e facile da imparare, che si pratica in soli 10-15 minuti. Consta di sette movimenti con i quali si ottiene la maggior parte dei benefici propri del Chi Gung. Lavorando sui meridiani curiosi, scioglie blocchi presenti sia a livello fisico che emotivo, e rafforza la salute di tutto l’organismo. In Cina è oggi usato anche come Chi Gung medico per la cura di tumori e altre malattie degenerative. Può anche essere praticato come Chi Gung marziale per sviluppare forza e velocità.

2° Sequenza Apri le Porte dell’Energie
Questo esercizio è la tecnica base della Via dell’Acqua. Si può praticare in meno di mezz’ora. La sequenza dei suoi cinque movimenti lavora progressivamente sugli organi interni addominali, toracici, la spina dorsale e il cervello, favorendo i processi di guarigione. Insegna i corretti allineamenti del corpo e apre le “porte” del Chi liberandone la corrente discendente, fondamentale per la salute del sistema nervoso. Aumenta il livello del proprio Chi e stimola il risveglio della sensibilità interna caratteristica dei neonati. È utile per la cura di malattie collegate allo stress, e allevia tensione e dolore alle articolazioni favorendo anche la riabilitazione da traumi. Di esso fa parte la Dissolvenza esterna, e lo stretching spinale taoista, una tecnica non comunemente accessibile al pubblico, efficace nella cura di problemi vertebrali e dolori alla schiena. Nel concetto cinese delle trasformazioni dei cinque elementi, corrisponde all’elemento acqua.

3° Sequenza Tendi l’arco e scocca la freccia
Questo esercizio consta di un movimento con numerose varianti da personalizzare secondo le proprie necessità. Comprende il terzo e più profondo livello della respirazione taoista nella quale articolazioni, cavità del corpo, vertebre, ghiandole e fibre muscolari si espandono e si contraggono ad ogni respiro. Aiuta a ricollegare le attività energetiche degli organi interni con la spina dorsale e le articolazioni. Insegna a muovere ogni vertebra isolatamente e a controllare il flusso di Chi nella colonna vertebrale. Sviluppa ulteriormente l’abilità a proiettare Chi. Corrisponde all’elemento metallo.

4° Sequenza Matrimonio del Cielo e della Terra
Questo esercizio si può praticare per pochi minuti, o più a lungo, a seconda delle esigenze di ciascuno. Il suo unico movimento, coordinato con il secondo livello della respirazione taoista, lavora in profondità su schiena, torace e collo, muovendo le articolazioni e le cavità del corpo senza sforzo muscolare. Insegna a coordinare la corrente ascendente e discendente di Chi nell’organismo (Orbita Macrocosmica e Microcosmica), a proiettare Chi con le mani e a dirigerlo volontariamente nella parte superiore del corpo come metodo di autoguarigione. Corrisponde all’elemento legno.

5° Sequenza Spiralizza l’Energia
Questo esercizio usa gli stessi movimenti di Apri le Porte dell’Energia, ma aggiunge un profondo lavoro di sviluppo del livello di energia nel corpo. Insegna a dirigere il flusso ascendente di Chi e a proiettarlo lungo le spirali energetiche del corpo, a neutralizzare e trasformare l’energia negativa proveniente dall’esterno, infine a energizzare a volontà ogni singola parte del corpo per guarigione e potenza. Corrisponde all’elemento fuoco.

6° Sequenza Gli Dei Giocano fra le Nuvole
I sei movimenti di questo esercizio racchiudono tutte le tecniche interne (Nei Gung) dell’originario Chi Gung taoista, ampliando la materia dei corsi precedenti. E` una delle più antiche e potenti tecniche taoiste di ringiovanimento. Insegna a rafforzare le ossa, pulire dalle energie negative il corpo delle emozioni, stabilizzare il centro cardiaco e il canale energetico centrale, energizzare il cervello. Questo esercizio serve da ponte spirituale verso la Meditazione taoista. Corrisponde all’elemento terra.

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