Alcuni consigli per chi utilizza o intende prendere in considerazione l’utilizzo di Terapie Non Convenzionali (TnC) per trattare HIV, AIDS, malattie e sintomi correlati

Noi ci occupiamo di Terapie non Convenzionali perché pensiamo che rappresentino delle risorse per le persone che vivono con HIV e AIDS ma, proprio per questo … Cosa sono le TnC per HIV e AIDS, e alcuni loro limiti Avere sempre presente per cosa si utilizzano le TnC Avere sempre presente la propria situazione Fare attenzione all’immunostimolazione Fare attenzione alle interazioni e alla tossicità delle TnC Avere sempre presente il proprio obiettivo e i limiti delle TnC Cosa chiedere al medico o al terapeuta non medico di TnC Rinunciare alle prestazioni e alle terapie di chi… Monitorare sempre le terapie Siate ragionevoli e abbiate cura di voi

Cosa sono le TnC per HIV e AIDS, e alcuni loro limiti
La definizione Terapie non Convenzionali (TnC) viene utilizzata per indicare un insieme vario di terapie che per diverse ragioni non rientrano organicamente in quella che viene definita la biomedicina occidentale, quella riconosciuta, praticata e prescritta dal/nel nostro Sistema Sanitario Nazionale (ospedali, medici di base etc.

). In realtà si tratta di terapie con radici e natura molto diverse fra loro: vi sono medicine tradizionali (come la Medicina Tradizionale Cinese, l’Ayurveda, la Medicina Tibetana) che hanno millenni di storia; medicine indigene (non sistemi ma singole esperienze su base etnica come lo sciamanesimo e il curanderismo in Africa e Latinoamerica); medicine alternative nate in occidente come l’Omeopatia; medicine complementari come molte terapie nutrizionali di supporto o come, più recentemente, la nutraceutica; singole terapie alternative come il DNCB, l’ozonoterapia etc. Inoltre, in tutto il mondo e in tutti i sistemi terapeutici non convenzionali (tradizionali, alternativi, complementari), vengono utilizzate le piante medicinali e da noi, in occidente, esiste da sempre la tradizione fitoterapica. Queste scuole di medicina e queste terapie hanno una loro tradizione e un loro corpo di esperienza ma, quel che a noi interessa, è capire se queste stesse scuole mediche ottengono risultati validi nell’infezione da HIV o in malattie e sintomi correlati. Ci sono TnC la cui validità è stata ampiamente dimostrata per alcune patologie e, in generale, le TnC sono a nostro parere una reale e talvolta consolidata risorsa per la salute delle persone.

Ma qui non è in discussione questo!!! Qui, quello che importa sapere è se queste terapie sono utili per HIV o per malattie e sintomi correlati (?), in quale misura (?), in quali condizioni (?), con quali limiti ? L’efficacia e la sicurezza di una terapia possono essere testate in vitro (in laboratorio su colture cellulari o altro), su animali o sulle persone. A questo proposito dobbiamo ricordare che non è sufficiente dimostrare che una determinata terapia agisce in vitro o sugli animali. Infatti sono moltissime –ad esempio- le sostanze che in vitro inibiscono HIV ma poi molto poche lo fanno realmente nell’uomo; questo perché le sostanze possono essere distrutte dal nostro organismo prima o dopo l’assimilazione, possono non arrivare dove devono arrivare (ad esempio all’interno delle cellule) o arrivarci in concentrazioni inadeguate. Questi e altre decine di problemi fanno si che la sola attività in vitro o su animali non sia sufficiente a dimostrare efficacia e sicurezza. L’efficacia reale di una terapia si vede solo sulle persone e, su questo piano, quando un terapeuta ci parla di una determinata terapia per illustrarne l’efficacia può far riferimento alla sua sola esperienza, all’esperienza di altri terapeuti o a esperienze di pazienti: in tutti questi casi si tratta di aneddotica; diversamente può sottoprre alla nostra attenzione dei risultati di studi clinici.

Vediamo un po’ meglio queste situazioni. ANEDDOTICA: per aneddotica si intende il racconto secondo cui una certa terapia è stata utile per una determinata cosa; in altre parole si tratta dell’esperienza di singoli casi (magari sommati fra loro). Come dire che un medico può affermare di aver trattato un certo numero di persone e di aver ottenuto determinati risultati. Naturalmente questa è solo e soltanto una sua osservazione che può essere dovuta a tanti fattori, non necessariamente al trattamento utilizzato. Questa è l’aneddotica.

STUDI CLINICI: per studi clinici si intendono veri e propri studi che vengono pianificati per valutare l’efficacia o meno di una determinata terapia rispetto una determinata malattia. Ci sono molti tipi di studi clinici, quelli maggiormente considerati dalla comunità scientifica sono quelli: a più braccia con gruppo di controllo: ovvero un certo numero di pazienti con le stesse caratteristiche –stessa malattia, gravità etc- vengono suddivisi in diversi gruppi e assegnati a diversi trattamenti fra cui quello in sperimentazione e altri trattamenti (già sperimentati per quella determinata malattia e di cui si conosce il profilo clinico, efficacia etc) o un placebo (ovvero un falso farmaco) in modo da poter confrontare i risultati; randomizzati (in cui l’assegnazione ai vari gruppi è casuale) e/o realizzata in modo da garantire l’eguale distribuzione nei diversi gruppi di determinate caratteristiche (randomizzazione stratificata); multicentrici (ovvero condotti in centri e ospedali diversi) in modo che i risultati finali non possano essere influenzati da caratteristiche locali (bravura dei medici a trattare problemi collaterali; convinzioni dei medici etc) e in doppio cieco: dove medico e paziente non sanno chi sta’ prendendo il farmaco in sperimentazione e chi quello di controllo –o il placebo-.

Questi studi vengono anche chiamati Studi Clinici Controllati (SCC).

Ancora: come una rondine non fa primavera anche uno studio non dimostra necessariamente l’efficacia di una determinata terapia; infatti è necessario che più studi, condotti da équipe diverse, dimostrino una certa azione di una determinata terapia. Diversamente, se gli studi sono pochi e i risultati controversi non si può citare il solo studio positivo per dire che la terapia funziona. Capirete bene la differenza. Nel caso delle TnC per HIV abbiamo prevalentemente aneddotica e solo in alcuni casi (anche se talvolta importanti) abbiamo studi clinici. In queste condizioni non si può affermare che vi sia una certezza di efficacia per le TnC. Dobbiamo distinguere terapia per terapia e andare a vedere se ci sono studi, come sono stati condotti, quali i risultati e quale la coerenza fra loro. Diversamente, per quanto riguarda la medicina convenzionale, tutto viene fatto proprio per ricercare e stabilire una relazione precisa fra un certo farmaco e un certo risultato e, in queste condizioni, possiamo parlare di verifica dei risultati.

Inoltre. Tutti gli studi clinici dovrebbero essere pubblicati in modo da permettere alla comunità scientifica di verificare quanto emerso e, nel caso, riprodurre gli stessi risultati. Le pubblicazioni dovrebbero essere fatte su riviste con revisori alla pari, ovvero con medici di comprovata esperienza nel campo oggetto dello studio (se è AIDS medici che si occupano di AIDS) che prima della pubblicazione valutano il lavoro sperimentale ed eventualmente “fanno le pulci” all’autore. Comunicare i propri risultati alla comunità scientifica è un dovere etico, anche per permettere ad altri medici (e quindi ad altri pazienti) di potersi avvalere di quei trattamenti che si sono rivelati utili. Inoltre il confronto è salutare: sono troppe le persone che pensano di aver trovato una cura che è tutta nella loro testa. Ecco il punto. Le medicine convenzionali per HIV sono state studiate attraverso SCC e quindi se ne conoscono la reale efficacia, limiti e tossicità (perlomeno quella acuta, molto meno quella cronica; per nulla quella a lungo tempo); mentre per le TnC per HIV si dispone di molta aneddotica e di pochi studi clinici, non sempre condotti con rigore.

Quindi la più grossa differenza fra Terapie Convenzionali (TC) e TnC per HIV e AIDS è sul piano delle certezze, delle conoscenze. E’ di fondamentale importanza tener conto di questo fatto.

Avere sempre presente per cosa si utilizzano le TnC
Una terapia può essere presa in considerazione per:

OBIETTIVI DETERMINANTI
curare le MALATTIE OPPORTUNISTICHE GRAVI (pneumocistosi, tubercolosi, citomegalovirus etc) In questo caso non è ragionevole prendere in considerazione TnC; queste patologie devono essere trattate con le terapie convenzionali in quanto sono le uniche validate (con sperimentazioni che ne hanno verificato e confermato l’efficacia) per queste gravi patologie, che possono anche causare la morte o comunque gravi danni alla salute. CONTRATARE LA REPLICAZIONE VIRALE (la produzione di nuovo virus) e quindi la progressione della malattia tramite trattamenti antiretrovirali (che agiscono direttamente contro HIV) Dobbiamo essere molto esigenti quando si tratta di terapie che pretendono di intervenire direttamente contro il virus HIV; dal momento che si tratta di obiettivi determinanti e rilevanti da cui può dipendere l’evoluzione dell’infezione.

Se abbiamo una carica virale che porta l’infettivolo a consigliare un trattamento antiretrovirale; perdere tempo con terapie inefficaci o con terapie la cui efficacia non è stata compiutamente dimostrata, può peggiorare la nostra situazione, con un ulteriore danno al sistema immunitario. Dobbiamo essere quindi molto esigenti quando consideriamo terapie di questo tipo e, nel caso ci venga consigliato un trattamento antiretrovirale, dobbiamo essere consapevoli che non esiste attualmente una TnC più efficace o ugualmente efficace di quella convenzionale su questo punto.

OBIETTIVI RILEVANTI
POTENZIARE IL SISTEMA IMMUNITARIO tramite trattamenti immunomodulanti. E’ opportuno ricordare quanto sia fondamentale la competenza quando si intervenire su un sistema complesso come quello immunitario. Infatti il Sistema Immunitario (il nostro sistema di difesa dalle malattie) è un complesso insieme di reazioni biochimiche e di interazioni che possono essere utilmente stimolate, ma che, se stimolate erroneamente possono anche portare ad un danno e ad aggravare la situazione. Sul piano dell’immunomodulazione nell’area delle TnC ci possono essere delle risorse.

E’ però fondamentale non ricorrere all’autoprescrizione e assumere terapie solo se indicate da un medico con esperienza su HIV e con buona conoscenza del Sistema Immunitario. Diversamente è opportuno lasciare stare.

OBIETTIVI IMPORTANTI
trattare una malattia correlata a HIV ma non grave (candida orale. Herpes, dermatite etc) trattare sintomi correlati ed effetti collaterali dei farmaci (dolore, inappetenza, nausea, flatulenza, diarrea, dolore -mielopatie, neuropatia-, affaticamento/tossicità epatica etc). Trattandosi di obiettivi importanti ma che in caso di insuccessi terapeutici non mettono in pericolo la vita è ragionevole, se lo si ritiene, prendere in considerazione qualche TnC promettente, su cui esistano almeno alcuni dati positivi. Ad esempio provare ad utilizzare alcune piante medicinali per trattare una candida orale non ci espone a rischio; nel caso vada male vedremo che la Candida non regredisce e passeremo a qualcosa di più efficace; nel caso funzioni avremmo evitato di assumere una sostanza farmacologica magari più pesante da gestire per il nostro organismo.

OBIETTIVI UTILI
migliorare generalmente il proprio stato di salute e quinti affrontare con maggiori risorse l’infezione da HIV migliorare la propria situazione emotiva e psicologica Questi due punti si riferiscono a situazioni generali che possono risultare importanti per la qualità della vita della persone che vive con HIV e AIDS e, rispetto le quali, è ragionevole rivolgerci con molta libertà e fantasia alle TnC.

BREVEMENTE
Dalla nostra esperienza e dalla concreta valutazione della situazione e delle risorse terapeutiche attualmente conosciute e attualmente disponibili in Italia pensiamo che le TnC possano essere ragionevolmente prese in considerazione in questi casi: trattare una malattia correlata a HIV ma non grave (candida orale. Herpes, dermatite etc) trattare sintomi correlati ed effetti collaterali dei farmaci (dolore, inappetenza, nausea, flatulenza, diarrea, dolore -mielopatie, neuropatia-, affaticamento/tossicità epatica etc). migliorare generalmente il proprio stato di salute e quindi affrontare con maggiori risorse l’infezione da HIV migliorare la propria situazione emotiva e psicologica potenziare il sistema immunitario tramite trattamenti immunomodulanti (con tutte le cautele prima indicate) Inoltre: se una persona è ASINtomatica e in condizioni immunologiche ( valori dei CD4, CD8 etc) e virologiche (Cariva Virale) tali da NON consigliare il trattamento antiretrovirale è ragionevole che si adoperi per aiutare il proprio corpo a contrastare meglio l’infezione da HIV.

In quest’ottica alcuni considerano la possibilità di intraprendere l’utilizzo di TNC con potenziale attività antiretrovirale (contro HIV). Si tratta di terapie la cui efficacia contro HIV non è ancora stata dimostrata compiutamente e su cui esistono solo pochi dati pilota (ovvero che indicano un possibile beneficio, non ancora dimostrato e misurato nella sua eventuale effettiva potenza) ma che, se non utilizzate in alternativa alle terapie convenzionali, possono rappresentare un potenziale aiuto nella lotta contro HIV.

Avere sempre presente la propria situazione
Un obiettivo fondamentale della terapia dell’infezione da HIV è la riduzione dell’attività del virus stesso. Questo può essere ottenuto attraverso sostanze antiretrovirali, ovvero sostanze che agiscono direttamente contro HIV. Infatti, oltre un certo livello della carica virale (copie/ml) diventa deleterio non intervenire perché, a questo punto, troppi virus infettano troppe cellule immunitarie (distruggendole) e troppi virus aumentano la possibilità che si presentino ceppi virali potenzialmente resistenti ai futuri trattamenti.

Per questa ragione è importante intervenire prima che la situazione peggiori troppo e intervenire con sostanze a certa azione antiHIV. Diversamente si lascia spazio al virus. Su questo punto, quindi bisogna essere molto esigenti e aver ben chiara la propria situazione. Quindi, se si ricerca un’azione antiHIV, l’approccio alle TnC non può che essere diverso a secondo della vostra situazione: persona sieropositiva ASINtomatica a cui il trattamento convenzionale non viene ancora consigliato sulla base della valutazione della situazione immunologica (CD4 etc) e virologica (carica virale). persona sieropositiva SINtomatica a cui il trattamento convenzionale viene consigliato. Intendendo per SINtomatico non tanto la presenza di sintomi di una malattia, ma del “sintomo” che: A) il virus HIV inizia a compromettere la vostra immuno-competenza (diminuzione significativa dei CD4 e/o di altri parametri immunologici), ovvero la vostra capacità di difesa dalle malattie, oppure che; B) il virus HIV si sta’ fortemente replicando (elevata carica virale); sta’ quindi producendo molte copie di HIV mettendo in pericolo il sistema immunitario (infatti nuovi virus infettano e danneggiano i CD4 etc), e quindi le vostre possibilità di difesa dalle malattie.

Quindi: una persona ASINtomatica può prendere con maggiore tranquillità in considerazione la possibilità di intraprendere una terapia antiretrovirale con efficacia incerta (come sono le TnC), senza con ciò rinunciare ad una terapia la cui efficacia è maggiormente dimostrata (come nel caso delle terapie convenzionali). E’ importante prevenire il peggioramento delle proprie condizioni e se la TnC funziona la persona avrà ottenuto un risultato per la propria salute e nella propria lotta contro l’infezione da HIV. invece, una persona “SINtomatica” a cui viene consigliata la terapia convenzionale, deve talvolta scegliere fra una terapia i cui risultati non sono compiutamente dimostrati (TnC) e una terapia i cui risultati sono dimostrati (quella convenzionale) e, nel caso propenda per le TnC, rinuncia ad una terapia la cui efficacia è stata dimostrata. Capirete che si tratta di due situazioni diverse, molto diverse, di cui bisogna tener conto. Naturalmente questo problema non si pone quando parliamo di TnC utilizzate non in alternativa alle terapie convenzionali ma in modo complementare, cioè assieme alle terapie convenzionali.

Quindi nel prendere in considerazione l’utilizzo di una TnC è necessario valutare: La vostra situazione personale (valore dei CD4, della carica virale e il consiglio del medico convenzionale, l’infettivologo) Il diverso grado di sperimentazione delle terapie: le TnC, la cui efficacia non è dimostrata, le terapie convenzionali, la cui efficacia è stata dimostrata L’importanza di avvalersi di terapie efficaci prima che il sistema immunitario sia gravemente danneggiato. Infatti si è visto che se si inizia una terapia efficace prima che il sistema immunitario sia troppo danneggiato si risponde meglio alla terapia e si hanno meno effetti collaterali. In conclusione, se avete deciso di considerare l’utilizzo di una TnC a presunta azione antiretrovirale: Se siete in una situazione ASINtomatica concentrate la vostra attenzione: sul fatto di scegliere con razionalità (presenza di dati inerenti all’efficacia), di scegliere terapie che non danneggino il vostro sistema immunitario e che non favoriscano HIV e fate in modo di non avvalervi di terapie nocive e quindi, per tutti questi motivi, fatevi seguire da un medico esperto

Se siete SINtomatici e volete assumere TnC in termini complementari rispetto le terapie convenzionali che state assumendo concentrate la vostra attenzione: sul fatto di scegliere con razionalità (presenza di dati inerenti all’efficacia), di scegliere terapie che non danneggino il vostro sistema immunitario e che non favoriscano HIV, fate in modo di non avvalervi di terapie nocive e di evitare interazioni negative fra TnC e terapie convenzionali quindi, per tutti questi motivi, fatevi seguire da un medico esperto Se siete SINtomatici e volete assumere TnC in alternativa alle terapie convenzionali pensateci molto bene e, oltre a soffermarvi sui punti sopra detti, non aspettate che la vostra situazione peggiori prima di intraprendere terapie realmente attive.

Fare attenzione all’immunostimolazione Dovete avere presente la complessità del vostro sistema immunitario e il rischio di ottenere effetti contrari a quelli desiderati, anche utilizzando alcune TnC. Infatti, tenete presente -ad esempio- che il virus HIV infetta i CD4 e si replica (cioè produce nuovi virus) anche grazie ai CD4 attivati (ovvero in fase di replicazione). Quindi, stimolare i CD4 (attivarli) attraverso alcune TnC (ad esempio l’Echinacea), può comportare anche la stimolazione del virus HIV. Questo non è un problema/rischio per le persone che assumono le HAART (le terapie altamente attive contro il virus, le combinazioni di farmaci convenzionali) in quanto l’eventuale maggiore produzione di virus viene tenuta sotto controllo dalle HAART. Anzi, in questi casi può addirittura essere utile per “stanare” le cellule latentemente infettate e così “purgare” il corpo da virus HIV che diversamente non verrebbero identificati. Può invece essere un serio problema per le persone che non prendono una terapia antiretrovirale ad azione certa. E’ quindi importante che: qualsiasi immunostimolante venga prescritto da un medico (non da un terapeuta non medico) il medico che vi prescrive un immunostimolante deve conoscere bene la malattia da HIV e AIDS il medico deve valutare molto bene il tipo di immunostimolate, infatti il sistema immunitario è composto di molte componenti diverse (CD4, macrofagi, natural killer, anticorpi etc.

) e nel caso la sostanza da assumere stimoli anche i CD4 questo dovrebbe essere considerato con attenzione e solo sotto copertura di una terapia antivirale ad azione certa. Fare attenzione alle interazioni e alla tossicità delle TnC Ogni sostanza che introduciamo nel nostro organismo partecipa ad una serie di reazioni chimiche con altre decine e centinaia di sostanze. Molte di queste reazioni sono naturali, altre sono salutari e vengono ricercate, altre ancora possono essere nocive e/o dannose. Esiste ad esempio la possibilità che sostanze diverse, assunte nel medesimo periodo, possano interagire fra loro negativamente; ad esempio una sostanza potrebbe entrare in competizione con un’altra e rendere quest’ultima meno disponibile. Ci sono ad esempio dei farmaci che riducono la disponibilità di altri. Per evitare questi problemi vengono appositamente studiate le interazioni fra farmaci diversi. Purtroppo non esistono analoghi studi per quanto attiene all’interazione fra farmaci convenzionali e TnC. E’ vero che nella quasi totalità dei casi si tratta di TnC utilizzate da secoli e che, in presenza di particolari problemi, questi sarebbero probabilmente conosciuti; ma quando parliamo di HIV paliamo di qualcosa di molto recente, così come i farmaci impiegati per trattarlo.

Ad esempio molti farmaci antiHIV vengono metabolizzati (trasformati per svolgere determinate funzioni biologiche) a livello del fegato da un sistema enzimatico (ovvero da un catalizzatore che favorisce determinate reazioni chimiche) chiamato citocromo p450 la cui attività può essere stimolata o inibita –ad esempio- da diverse piante medicinali. La stimolazione o inibizione del p450 può far aumentare o diminuire la quantità di farmaco in circolazione, esponendo quindi la persona a problemi di tossicità (troppo farmaco in circolo) o di sottodosaggio, con conseguente inefficacia. Anche per questa ragione è importante che la TnC venga prescritta e seguita da un medico esperto e responsabile. Un altro luogo comune è che le TnC siano tutte innocue. Si tratta di una notizia non vera, ci sono infatti TnC che espongono comunque ad effetti collaterali che devono essere controllati. Per alcune TnC gli effetti collaterali possono essere anche seri. L’unico modo per tutelarsi è essere seguiti da un medico preparato. Avere sempre presente il proprio obiettivo e i limiti delle TnC Quando si intraprende una terapia in una condizione cronica (qual è l’infezione da HIV e l’AIDS) è sempre molto importante avere presente i propri obiettivi.

Quindi, abbiate sempre presente il vostro obiettivo (contrastare direttamente il virus, oppure potenziare le difese immunitarie, o ancora curare una candida, o ancora sostenere il fegato, oppure migliorare il proprio stato emotivo etc) perché solo così potrete poi chiedervi se la proposta terapeutica che vi viene fatta è adeguata, oppure, dopo averla praticata, se questa ha sortito un qualche effetto. Cosa chiedere al medico o al terapeuta non medico di TnC Rifiutate ogni relazione carismatica e fideistica: voi avete il diritto di sapere esattamente cosa il medico intende prescrivervi, per quale ragione e sulla base di quali dati. Con ciò non vogliamo sostenere che il rapporto terapeuta-paziente debba essere equiparato ad una sorta di contrattazione sindacale fra un fornitore di cure mediche (il terapeuta) e un cliente (il paziente). Fra terapeuta e paziente deve esserci anche fiducia, deve esserci un’alleanza terapeutica. Il problema non è “aggredire il terapeuta” (nessun terapeuta, convenzionale o non) con domande e rivendicazioni, ma assumere un atteggiamento attivo, stabilire un rapporto alla pari, corretto e chiaro, che può realizzarsi solo attraverso un’adeguata e corretta informazione.

Chiedete quindi al terapeuta: Quale formazione ha su HIV e AIDS. Anche quì non si tratta di fare l’esame al terapeuta (per altro non ne sareste capaci) ma, in termini discorsivi, di sapere se è informato e praparato su HIV e AIDS. Se segue altre persone con HIV e AIDS; per quali problemi e con quali risultati Sulla base di quali dati e/o ricerche ci consiglia/prescrive la sua terapia Quante persone ha trattato in generale con la terapia che ci propone. Alcune volte i teraputi sono portati a dire ad esempio “5/10/20 pazienti hanno ottenuto questi risultati”; sì, ma 5/1020 su quanti complessivamente? Se è possibile avere fotocopia delle eventuali ricerche di cui ci parla o, nel caso non siano disponibili ricerche, se lui stesso ha stilato una scheda che riassume il razionale (le ragioni da lui ritenute valide) della sua terapia. Se non ha alcun materiale chiedetegli perchè e insistete affinchè lo prepari. Se ha qualcosa in contrario in merito al fatto che voi, nel caso lo decidiate, consegnerete copia di queste ricerche/schede al vostro medico infettivolo Cosa dovete aspettarvi dalla terapia che vi consiglia/prescrive, ad esempio: una diminuzione della replicazione del virus (carica virale) un potenziamento del Sistema Immunitario (CD4, CD8, NK etc) un miglioramento della qualità della vita un miglioramento della propria situazione epatica (del proprio fegato) il superamento di una singola malattia (ad esempio la candida) il superamento o l’attenuazione di un sintomo (dolore, nausea etc) Entro quanto tempo questo risultato dovrebbe presentarsi.

Se questo tempo è ragionevole (in funzione del problema da risolvere) prendetene atto; nel caso vi sembri lungo chiedete la ragione di questo e comunque dubitate sempre di una terapia i cui risultati possono essere misurarsi solo dopo molto tempo. Parlate di questo anche con il vostro infettivologo o rivolgetevi a qualche servizio di counselling medico di qualche associazione per un confronto. Come intende misurare questo risultato, ad esempio: la riduzione del virus con la diminuzione della carica virale il potenziamento del Sistema Immunitario con un incremento dei CD4, delle NK, etc. Se questi esami (per misurare il risultato) può prescriverli lui, o chi altro (l’infettivolo ad esempio) Rinunciare alle prestazioni e alle terapie di chi: non è espressamente preparato su HIV e AIDS (naturalmente solo se vi rivolgete a questa persona per cose importanti, non se si tratta di un supporto generale alla vostra salute, di un corso di yoga, o di una serie di massaggi che non pretendono di trattare HIV ma solo di aiutarvi complessivamente) afferma che la sua terapia cura, senza portare dati che lo dimostrino afferma che i suoi risultati non sono misurabili non desidera che parliate con altri delle sue terapie; vi chiede una qualsivoglia forma di segretezza vi sconsiglia di confrontarvi con il vostro infettivologo in merito alle sue terapie Monitorare sempre le terapie Se decidete di avvalervi di una determinata TnC, è importante: Informate sempre il proprio infettivologo di ogni TnC assunta.

Talvolta questo può costare fatica per la poca disponibilità del medico o perché si ha la paura di compromettere il rapporto. Ma è molto importante informare l’infettivologo che vi segue. Monitorate la vostra terapia, ovvero fate con scrupolo gli esami necessari per verificare la presenza o meno di un risultato. Non datevi un tempo “illimitato” e “fideistico” di verifica. Se secondo il medico il risultato era previsto –ad esempio- dopo 4 mesi; passato questo tempo, se la terapia non ha dato risultati, prendetene atto. Chiedete a questo punto al medico/terapeuta di TnC come interpreta questo risultato negativo. Decidete a questo punto come cambiare la terapia Non insistete con terapie che non vi hanno dato risultati. Siate ragionevoli e abbiate cura di voi Non lasciate che il vostro sistema immunitario peggiori le proprie condizioni e comprometta la vostra situazione. Non insistete con terapie che non danno risultati misurabili. In questo caso cambiate terapia e rivolgetevi a terapie la cui efficacia sia stata dimostrata. Le TnC sono una risorsa solo se vengono utilizzate con ragionevolezza e dandosi dei criteri che tengano conto anche dei limiti che, anche queste terapie, certamente hanno.

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