Riesco ad amarmi innanzitutto quando riconosco i miei limiti, quando sono consapevole del mio corpo e dei suoi messaggi, quando riesco a rimanere in profondo ascolto dei messaggi del mio Sè.

Riesco ad amarmi quando ho il coraggio di sconfiggere i sensi di colpa che mi impediscono di porre dei limiti agli altri e quando sono capace di dare voce al mio cuore, lasciando che si manifesti. Riesco ad amarmi quando riconosco le dinamiche che mi intrappolano. Riesco ad amarmi quando non mi lascio deviare dal mio progetto. Riesco ad amarmi quando non mi lascio spaventare dall’armonia e dall’amore che circolano in modo corale, e permetto che mi attraversino. Riesco ad amarmi quando permetto agli altri di crescere. Riesco infine ad amarmi quando entro in una dimensione di cura per tutto ciò che mi circonda, a partire dalle persone vicine fino alle più lontane. Uno dei punti per me fondamentali, nell’esercitare la capacità di amare è il contatto con il mio Sè. Il linguaggio che il Sè usa per parlarmi è un vocabolario corporeo. i messagi del corpo mi indicano la strada per accedere al dialogo con li mio Sè. Da questo punto di vista il malessere, i sintomi fisici acquistano un significato nuovo e particolare; finchè non accetto i messaggi del corpo e lotto contro di loro mi ostino a non voler trovare la strada che il mio Sè mi indica.

Quindi il primo passo è di accogliere il malessere e mettermi in profondo ascolto cercando di decodificare il messaggio. E questo puntualmente succede: se sono uscita di poco dai binari del mio progetto tutto si risolverà in poco tempo e riuscirò a stabilire nuovamente il dialogo interiore con il mio Sè se invece sto vagando lontano dalla mia strada la sofferenza sarà prolungata. Dipende molto da quanto tempo impiego per cogliere il messagio contenuto nel sintomo fisico e da come riesco a rimettermi sulla giusta strada per me. Questo tempo dipende da quanto sono allenata ad ascoltare il Sè e da quando è difficile la situazione in cui mi trovo. Il primo passo quindi è non lottare contro i messaggi del corpo, ma accoglierli, entrarci in contatto il più possibile per poi decodificarli. Questa è la fase più dolorosa in cui è necessario ascoltarsi. Il Sè mi indica la strada, il mio progetto: questo è un altro elemento della capacità di amarmi: seguire il progetto che sento dentro di me e ogni volta che sbaglio strada il Sè mi avverte. Un’ altra situazione che distingue la capacità di amarmi è quando il Sè mi chiede di affrontare delle prove difficili e dolorose per realizzare il progetto che porto dentro di me, per poter continuare il mio processo di crescita come Persona. Il dialogo con il mio Sè è costante, così come l’esercizio della capacità di amarmi è giornaliero. Ogni giorno devo interrogarmi su come posso volermi bene e costantemente devo mettrci impegno ed attenzione. Questo è un elemento importante: costantemente devo impegnarmi nella capacità di amarmi come fosse una pianta da annaffiare quotidianamente, se l’attenzione è giusta e sufficiente posso farla crescere ogni giorno di più.

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