Il significato della malattia

Ogni giorno facciamo esperienza della malattia e di come l’uomo sia intrinsecamente malato, nello spirito tanto quanto nel corpo; egli è malato poiché è separato, prova costantemente disarmonia e disunione, la separazione stessa da spirituale, portandosi su piani inferiori e proiettandosi su tutta la realtà, diviene materiale: la malattia spirituale si concretizza divenendo malattia fisica. L’uomo in questa vita può ambire a essere sano solamente da un punto di vista prettamente biologico e mai spirituale, in maniera totale e definitiva. E’ allora necessario accettare questo stato di malattia duplice, quella spirituale, connaturata all’uomo, e quella fisica, incarnazione e decadenza nel piano materiale della prima. La malattia è l’espressione del rifiuto o dell’ignoranza nei confronti di esperienze che devono essere sperimentate e compiute. Non è utile colpevolizzare la malattia, essa infatti non è che un semplice specchio e quindi uno strumento di espressione della realtà. La malattia riflette la situazione attuale dell’uomo, ne valuta il grado di sanità e, se vogliamo, di santità, ne misura l’entità, ma non la produce: un termometro misura la febbre, ma non ne è la causa, non la produce.

La malattia rende estremamente sinceri e la sincerità è il passo fondamentale per accettare e rimediare agli errori commessi; il malato diviene umile perché ammette, almeno fisicamente, la sua mancanza spirituale, la sottolinea a se stesso e agli altri. Il corpo è sempre immediato e totalmente sincero, mostra senza vergogna, vede e costringe a vedere mentre gli uomini si ostinano a non vedere la problematica spirituale che è all’origine di ogni processo morboso. La malattia che colpisce i corpi fisico, emozionle e mentale ha quindi la funzione di indicare qual é l’ambito della vita in cui si sta sbagliando. Secondo questa considerazione, ogni malato deve rapportarsi alla propria malattia con spirito rinnovato. Occorre valutare in maniera totalmente diversa il significato e il contenuto della malattia e prestare attenzione al messaggio che essa porta con sé, messaggio che deve essere adeguatamente interpretato. Se si sbaglia strada, per esempio percorrendo un’autostrada, bisogna attendere il primo cartello stradale che lo segnali in maniera evidente e solo allora è possibile accorgersi dell’errore e porvi rimedio.

Occorre imparare ad osservare, ascoltare in silenzio, con calma per non lasciarsi sfuggire indicazioni preziose che non solo non conducono a malattia, ma che, se a quel punto si é arrivati, permettano di imboccare nuovamente la strada giusta. La malattia va ascoltata e osservata con serenità e intelligenza: il panico e la paura chiudono i canali logici e analogici non permettendo una visione d’insieme; ascoltando ciò che ha da dire, ciò che il corpo cerca di comunicare (non dimentichiamo infatti l’estrema intelligenza e sensatezza, semplice ma efficace delle reazioni del nostro corpo) si può comprendere qual è stato l’errore. La comprensione ha il potere taumaturgico di correzione immediata: l’errore compreso è subito corretto, ciò che è compreso viene integrato nell’individuo, riempie il vuoto che si era creato. La malattia e la dilatazione di coscienza che dovrebbe accompagnarla verso la via della salus è un’occasione in più per guarire la vera malattia dell’uomo, la separazione, e portarlo ad una condizione di salute spirituale e fisica, essendo quest’ultima il riflesso materiale della prima.

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