Anche se spesso sogni non vengono ricordati, tutti sogniamo

Nelle culture di tutto il mondo, anche tra le più antiche, viene data una notevole importanza all’attività onirica che, quando utilizzata con tecniche particolari, ha favorito l’evoluzione del progresso culturale dell’umanità : molti sono stati gli scrittori, i poeti e gli artisti che si sono ispirati ai sogni. E nell’ambito di molte filosofie traspare chiara l’importanza di sviluppare la “consapevolezza del sogno”. Anche se spesso sogni non vengono ricordati, tutti sogniamo: il trenta per cento del sonno è fatto di sogni, e i sogni sono assai importanti per la salute del cervello e per la salute psicofisica di ogni essere umano. Il sonno naturale comprende quattro fasi , scientificamente conosciute come “Fasi non Rem” e una fase chiamata “Fase Rem” ; ogni fase del sonno possiede un diverso livello di profondità, produce onde cerebrali differenti e viene vissuta più volte nel corso di ogni notte. Sicuramente la più affascinante tra le Fasi dei nostri sonni è quella Rem, definita anche “fase del sonno paradossale” o “fase dei sogni”. In quest’ambito importantissimo del sonno il cervello entra in un grande fermento, consuma glucosio e ossigeno come se la persona fosse in piena attività intellettuale.

Essendo il sonno una ripetizione ciclica di fasi “Non Rem” e “Rem”, ci troviamo, durante la notte, a sognare più volte, tuttavia l’attività onirica si intensifica sempre all’avvicinarsi dell’alba. Durante le Fasi Rem si verifica un irrigidimento temporaneo dei muscoli, fino a perderne completamente il controllo (si possono avvertire crampi), entriamo in una dimensione distaccata dal “reale” e da ogni rapporto con l’ambiente circostante, contemporaneamente i movimenti oculari si fanno rapidi e attraverso questo processo ci caliamo nel sogno. Chi non vive in modo completo e profondo questa fase non riposa bene e tende, al risveglio, a sentirsi molto stanco ed energeticamente scarico. Al contrario, il vivere pienamente la fase del sogno significa consentire a corpo e mente di riposare bene e rigenerarsi e favorisce l’ incontro armonioso di conscio e subconscio. In tal modo, ogni notte, con un buon sonno e buoni sogni, rafforziamo i nostri equilibri. E’ facile capire quanto il sogno rivesta un ruolo molto importante nel benessere psicofisico di tutti. Spesso non si ricordano i sogni, si sogna sempre, ma al risveglio non ricordiamo nulla.

Il non avere consapevolezza dei propri sogni, non essere in grado di ricordarli, vuol dire ignorare una buona parte della nostra vita e perdere l’ opportunità di esplorare la profondità dell’ inconscio, vuol dire privarci dell’affiorare inaspettato di visioni che ci rassicurano e ci mostrano quali sono le tracce che sarebbe giusto seguire. Il possedere la consapevolezza dei sogni fatti, quanto il sognare, è fondamentale per il nostro buon equilibrio, per il riconoscimento e l’armonia di tutti gli aspetti del nostro “Essere Uomini”. La qualità dei sogni non è sempre la stessa, per lo più il sogno è un rivisitare alcuni eventi delle nostre giornate, tant’è che, nel lessico comune, quando viviamo un’esperienza piacevole diciamo che “abbiamo l’impressione di trovarci in un sogno”, mentre, quando le cose ci vanno storte affermiamo che ” ci sembra di vivere in un incubo”. Questi modi di dire rispecchiano l’ambivalenza dei sogni: belli e brutti. Il sogno che ci affligge, che ci impaurisce, l’incubo è bene che sia un campanello d’allarme, il segnale, da non sottovalutare, che qualcosa nel nostro stile di vita, nei nostri pensieri, sentimenti, reazioni è uscito dall’equilibrio.

Si fanno sogni che invece sono molto appaganti, che al risveglio ci fanno sentire gioiosi e quieti, sono i “lucid dreams” , i sogni lucidi, ritenuti “problem solving” , risolutori di problematiche: questi sogni favoriscono la creatività, rafforzano l’ autostima, ci aiutano a risolvere paure e inibizioni , regalano senso di liberazione e armonia. I Maestri dello Yoga hanno sempre tenuto in grande considerazione la qualità del sognare, per lo yogi il sogno è uno dei mezzi attraverso il quale si manifestano i segni del suo progredire. Ci si aspetta dal sogno che lasci affiorare qualche suggerimento, che faccia chiarezza sugli accadimenti, se stiamo facendo qualcosa di scorretto per il nostro Dharma (giusto agire in sintonia con le leggi universali) sono proprio i nostri sogni che spesso lo segnalano. Nella filosofia yogica si ritiene che il sogno abbia sovente degli “strascichi karmici”, residui di eventi avvenuti nel passato, forse anche appartenenti a vite precedenti, da cui il sognatore deve trarre ancora insegnamento. Gli Yogi affermano che se arriviamo a sera stanchi, appesantiti dalle preoccupazioni della giornata, se il nostro pasto serale è consumato troppo tardi ed è troppo abbondante, il sonno sarà inevitabilmente grossolano e i sogni resteranno legati alle stimolazioni ricevute, perciò sarà difficile ricordarli al risveglio o sogneremo incubi.

E’ possibile avere cura del sogno e attraverso la pratica di tecniche yogiche appropriate possiamo ricondurci a un particolare “stato di coscienza” che induce al sogno lucido. Anche i Rishi sostengono che sia all’ approssimarsi dell’alba, poco prima del risveglio, che i sogni divengono nitidi ed è più facile avere sogni chiari e significativi. Tra le tecniche yogiche si trovano vari esercizi che aiutano a stimolare una corretta e produttiva attività onirica, bello e semlice è “Trataka” lo “ Sguardo fisso”, una pratica di concentrazione, di pulizia dei Chakra superiori che avviene utilizzando la fiamma di una candela o una significativa immagine geometrica (Yantra). Si esegue prima di coricarsi e al risveglio è necessario trascrivere subito su un quaderno i sogni fatti nella notte. Più la tecnica si affina, più i sogni appariranno nitidi e illuminanti.

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