La stabilità dell’Essenza

Viviamo in una società ed in un momento storico che, io credo, mettono a dura prova la stabilità fisica, emotiva e intellettuale se non di tutti, di molti abitanti del pianeta Gaia. Voglio d’altronde riconoscere coloro che, me inclusa, non si lasciano facilmente manipolare, specialmente in questo periodo dove « le vacanze » ci incitano a « non ci pensare », « vedremo poi in settembre, ottobre ». Il disastro nuclare del Giappone é seguito da un nuovo scossone delle Borse internazionali ; alle guerre fratricide in Medio Oriente fanno eco le guerriglie urbane a Londra ; gli scandali su abusi sessuali e violenze (e per questo tipo di avvenimenti « tutto il mondo é paese ») si intrecciano con le notizie dei VIP (cosa mangiano, come vestono, chi é con chi, chi ha « piantato » chi). C’é da perderci la testa ! Il mio piu’ grande dispiacere é sapere che se tutto questo sta avvenendo é perché la società ha già perduto la testa da tempo e se non la ritroviamo in velocità, ci stiamo dirigendo verso la fine della nostra avventura terrestre. I disequilibri di cui siamo testimoni nella quotidianità non sono altro che la manifestazione del disequilibrio interno in cui ognuno di noi si dibatte.

E sono ancora troppo pochi coloro che hanno fatto dell’equilibrio interiore il loro porto e la loro via maestra per la vita. Ma cosa é dunque l’equilibrio interiore ? Come possiamo trovarlo se é cosi’ importante per la sopravvivenza della specie umana ? Con mia grande gioia ho abolito la televisione. Questo mezzo di « comunicazione incosciente » é uscito da casa mia all’inizio del 2011. Sul computer posso velocemente mettermi al corrente delle ultime novità (sempre dello stesso tipo) e quindi poter comunque sostenere una conversazione banale su cio’ che accade nel mondo. Cio’ che accade nel mondo sono degli avvenimenti che possono, certamente, toccarmi a livello emozionale. E’ il caso del disastro nucleare in Giappone. Mi sono unita a milioni di internauti, alla fine del mese di aprile, per una Ho oponopono (preghiera polinesiana) che ha contribuito alla guarigione delle acque infettate di quei luoghi. Cio’ che accade nel mondo sono dei « fatti » ed i fatti in loro stessi sono neutri. La mia reazione ad un certo fatto é la componente emotiva che mi fa dire « quell’avvenimento mi ha emozionata, mi ha delusa, mi ha spaventata e via di seguito ».

Di qui la deduzione, forse ben scioccante per alcuni di voi, che io sono « responsabile » di come vivo un certo avvenimento ; ho la scelta di prendere posizione e creare dei pensieri in rapporto a cio’ che accade. All’inizio di questo articolo affermo che i disequilibri esteriori sono la manifestazione dei disequilibri interiori degli abitanti terrestri ; ora affermo altresi’ che posso scegliere come vivere questi disequilibri. Vediamo se riesco ad esemplificare meglio questo processo che puo’, apparentemente, essere incongruo ed illogico. Sarete in molti d’accordo con me che tutto cio’ che esiste nel nostro mondo é la conseguenza di « un pensiero ». Qualsiasi cosa voi stiate guardando in questo momento, prima di esistere sul piano fisico, é esistita nella mente di qualcuno come « un pensiero ». Noi umani formuliamo pensieri a getto continuo, all’80% circa in maniera inconscia e possiamo ritrovarli in quel « chiacchierio » perpetuo della nostra mente. Per il 20% circa creiamo dei pensieri considerati « coscienti » per conversare ed agire nella quotidianità. Ora, anche i pensieri coscienti che ci permettono di conversare hanno delle radici « inconscie », legate al nostro vissuto, al nostro passato, all’educazione ecc.; tale radice inconscia é chiamata « il pensiero dominante » poiché ha una potenza energetica piu’ elevata degli altri pensieri a cui da vita. Dunque, se la maggioranza degli umani ospita dei pensieri inconsci di confusione, di insicurezza, di attaccamento a cio’ che é effimero, (é effimero tutto cio’ che termina con la mia morte fisica!) la vita ed il pianeta manifesteranno la stessa energia di confusione, insicurezza ed instabilità. Allorché cio’ avviene, so che ho una parte di responsabilità in tali avvenimenti dovuta all’energia disequilibrata sprigionata dai miei pensieri e so quindi di avere la scelta circa la mia reazione emozionale ed intellettuale nei confronti di tali avvenimenti. L’equilibrio interiore, in parole semplici, é la capacità acquisita di riconoscere i propri pensieri disequilibrati ed accettarli onorare le emozioni che scaturiscono da tali pensieri sapere e sentire che la mia vera Natura risiede al di là dei pensieri e delle emozioni Vi presento un esempio pratico di vita a cui, prima o poi, tutti siamo sottoposti : la morte di un amico o di un parente.

Il fatto in sé non ha alcuna connotazione ; é il naturale svolgersi della vita. Io, che ho legami affettivi con la persona deceduta, penso che non la vedro’ piu’ ; penso che presto o tardi moriro’ anch’io ; penso che perdero’ tutto cio’ che mi circonda siano essi beni o affetti e tutto questo pensare scaturisce in una emozione di tristezza o di sconforto o addirittura di disperazione. Se ho la capacità di riconoscere questo processo, di viverlo in piena coscienza come se io mi vedessi pensare ed avere le emozioni sopra elencate, mi renderei conto che il Centro di me stessa é in perfetta tranquillità. Sto descrivendo uno stato di lucidità totale e continua verso se stessi, i propri pensieri e le proprie emozioni ; una lucidità che non esprime nessun giudizio, ma osserva ; una lucidità benevola, comprensiva della natura umana, ma altresi’ cosciente della Essenza Divina che mi abita. Come si puo’ trovare tale equilibrio, tale lucidità ? A mio avviso, secondo quella che é stata ed é la mia esperienza personale di vita, é importante conoscersi e sapere come funzioniamo. Una delle tante terapie olistiche che sono proposte al giorno d’oggi puo’ essere un buon supporto per apprendere a riconoscere i propri pensieri disequilibrati o « distruttori » (ed eventualmente guarirli) ; per onorare ed ascoltare le proprie emozioni senza lasciarsene sopraffare ; per permetterci di vivere « in tempo presente ».

Per questo ultimo aspetto del vivere « il momento presente », ritengo sia altresi indicato crearsi un paio di spazi quotidiani ( o di piu’ per chi puo’) per dedicarli ad uno dei tanti metodi di meditazione esitenti. Personalmente trovo un gran beneficio nell’esercizio delle meditazioni « attive » tanto care ad Osho e cosi’ vicine al ritmo della vita di oggi. Immaginatevi un fiume che scorre, le sue acque in movimento, piu’ o meno mosse in superficie, che fluiscono e rifluiscono sulle sponde, sui sassi. Immaginate quindi di immergervi ed raggiungere il fondo, il letto del fiume e là, niente piu’ turbinio e gorgoglii, là c’é solo tranquillità. Viviamo come se fossimo un fiume, permettendo a tutto cio’ che é « superficiale » di essere, senza che le nostre « profondità » ne siano disturbate.

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