Percepire il tutto come un insieme

Quanto siamo veramente attenti alla vita che ci scorre accanto è una domanda a cui pochi saprebbero rispondere, questo perchè lo svolgersi della vita secondo i parametri della nostra attenzione solita è dato appunto dalla percezione limitata del “quel che è”!

La nosta attenzione si limita a rilevare, passando da particolare a particolare, come attraverso una visione casuale di ciò che accade fuori e dentro di noi!

L’attenzione si smuove un pò quando è attirata da qualche stimolo che ritiene “nuovo” e di interesse altrimenti continua a scorrere come in una sorte di “galleggiamento” tra gli avvenimenti (esteriori ed interiori) della vita con la consapevolezza di una scarsa capacità di manovrare il timone della “zattera” che sta usando e quindi senza la libertà di poterla condurre “dove vuole”. Cosa può cambiare questo stato di cose, dobbiamo in ogni momento della giornata (da svegli) essere sempre in balia degli accadimenti ed agire, limitatamente, in conseguenza di essi? Certamente no! E’ possibile uscire dal lungo e “grande sonno” basta cominciare ad usare, prima per brevi momenti, una modalità di attenzione diversa, che chiamerei “globale”.

Quando usiamo i 5 sensi e le nostre emozioni per percepire la vita cominciamo a farlo come se tutto quanto è lì davanti alla nostra osservazione facesse parte di un dipinto dove ne guardiamo l’insieme e non i singoli particolari, anzi se siamo bravi, guardiamo anche l’insieme superiore, cioè il nostro sè che guarda il “dipinto”!

Tale percezione è un “tutt’uno”, parte dell’universo che lo contiene. Tale attenzione globale è guardare senza soffermarsi sui particolari o passando da uno all’altro seguendo la modalità limitativa della nostra percezione solita. L’andare oltre i particolari per percepire l’insieme, l’unità, il tutto non è poi così difficile basta cominciare a farlo ed ampliare il tempo di mantenimento della stessa percezione, man mano che la si attua.

Cosa rileveremo attraverso l’attenzione globale?
Percepiremo ugualmente i particolari non perchè abbiamo indirizzato a loro la nostra attenzione in modo diretto ma perchè facenti parte di un insieme che è formato da essi stessi, daremo così ad ognuno l’importanza ed il valore giusto, trascendendo, pian piano, l’influenza del sè che nel particolare di ciò che si osserva focalizza la sua azione “soggettiva” ed alterativa della realtà.

Per quanto riguarda la vista i colori ci appariranno più vivi, per quanto riguarda l’udito i suoni ci appariranno più nitidi, per quanto riguarda il gusto i sapori ci appariranno più marcati, il contatto con ogni superfice ci apparirà più netto e gli odori più differenziati tra di loro!

Inoltre le emozioni saranno vissute con più equilibrio ed armonia senza essere fortemente presi o turbati dalle stesse. La vita tutta ci apparirà diversa poichè diversa sarà la prospettiva da cui inizieremo ad osservarla. Non ci sarà bisogno per far tutto ciò di imparare chissà quali tecniche di meditazione ma solo di abbandonarci, un pò alla volta all’attenzione globale d’insieme, nella quale ci accorgeremo che l’osservatore si fonde con le cose osservate, cioè perde l’importanza che il sè tende a preservare per far parte del tutto all’interno del quale sarà veramente “TUTTO”!

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