Se ne è parlato al Convegno “La riabilitazione globale: tra spirito e corpo”

L’arteterapia, l’insieme di trattamenti terapeutici attuati mediante la musica, la scrittura, la danza, la pittura, la scultura, il teatro e altre espressioni artistiche sta dando risultati importanti per il recupero delle persone in coma. Se ne è parlato nel corso del Convegno “La riabilitazione globale: tra spirito e corpo” svoltosi nei giorni scorsi ad Oristano. Se nel primo stadio di sonno il canale ricettivo privilegiato è forse l’udito, ecco allora che il suono, un rumore familiare, la voce di un racconto anche di un bambino possono diventare degli ottimi stimoli. L’olfatto, il tatto, la luce, le immagini, le ombre possono divenire più nitide, possono essere messe a fuoco. Tutti e cinque i sensi possono essere utilizzati da un operatore nell’arteterapia. Questa a differenza della musicoterapia, non è riconosciuta ancora dallo Stato italiano, così come non lo è la figura dell’arteterapeuta. Occorre quindi particolare cautela da parte dell’utenza, in quanto, allo stato attuale, tutti possono fregiarsi del titolo di operatore , senza alcuna garanzia di serietà e adeguata preparazione professionale.

Sono molti gli artisti che attualmente in Italia operano in questo campo, che ogni giorno lavorano con i malati. Ad Oristano ha presentato uno spettacolo di burattini dedicato ai malati dell’ospedale uno dei più grandi maestri burattinai italiani, Mauro Sarzi che con i suoi spettacoli – dove il teatro è vissuto come stimolo terapeutico – da anni viaggia per il mondo portando in giro il suo “Teatro delle mani”.

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