Biodanza nasce per permettere a ogni essere umano di “danzare” la propria vita, di approfondirla, di arricchirla e far sì che diventi fonte perenne di gioia

Gli atomi danzano; la galassie avanzano nello spazio siderale a un ritmo sintonizzato con la musica delle sfere; il mare danza in accordo con i ritmi della luna; gli esseri umani hanno sempre danzato per sottolineare gli avvenimenti più importanti della loro vita; io sono nata danzando. E Biodanza mi ha dato l’opportunità di continuare la mia danza, di sentirmi unica e immensa, di librarmi nel volo che ho sempre sognato, di essere infinito e presente, di volare verso il sole mentre tutto attorno a me è vibrazione, armonia e gioia.

Biodanza nasce per questo, per permettere a ogni essere umano di “danzare” la propria vita, di approfondirla, di arricchirla e far sì che diventi fonte perenne di gioia. Questo fu l’obiettivo del suo creatore, Rolando Toro, attento ai problemi della sofferenza umana e convinto che ognuno di noi può scoprire la facilità e la bellezza del proprio vivere. Danzare la vita è esprimere la nostra capacità di entusiasmarci, la nostra determinazione, la nostra forza, il nostro coraggio, la capacità di affrontare e superare gli ostacoli per realizzare i nostri sogni.

È consentirci di lasciar apparire la nostra sensualità e tutto il nostro potenziale a livello della sessualità. È venir fuori con la nostra autenticità che urge per essere espressa e dedicarci a disegnare con pienezza il nostro cammino esistenziale con tutta la nostra capacità creativa. È consentire al nostro universo affettivo di dispiegarsi in tutta la sua potenzialità: dare e ricevere amore, vedere l’altro, ascoltarlo, esprimergli tenerezza e attenzione; aprirsi a lui, alla sua diversità vivendola come possibilità di reciproco arricchimento. Far sparire i condizionamenti, la discriminazione, il pregiudizio. È consapevolezza della meraviglia della vita, della sua preziosità e magnificenza, del suo splendore. E soprattutto è coscienza che di questo splendore, di questa magnificenza, di questa preziosità ognuno di noi è parte integrante; avere il senso dell’unità della vita, come una rete che comprende tutti e tutto, come un oceano di pulsazioni dove niente e nessuno è staccato dal tutto. Questa consapevolezza può cambiare i parametri del nostro vivere: se tutto è Uno, se la vita è al centro, il rispetto non è più solo per l’essere umano, ma per tutto quello che esiste, fino al più piccolo granello di sabbia.

E uno dei nostri compiti consisterà nel preservare la vita, nel proteggerla e, come dice Biodanza, nel “creare più vita dentro la vita”. Questo significa che non dobbiamo continuare a privilegiare la conoscenza intellettiva, la razionalità, perché questo ci ha fatto perdere il legame con il cuore delle cose e degli esseri viventi. Per ritrovare questo legame, dobbiamo rompere con i vecchi schemi, con i condizionamenti socio-culturali, familiari, ambientali; e sostituirli, in quello che Rolando Toro ha chiamato Inconscio Vitale, con nuovi messaggi di tenerezza, di accoglienza, di gioia, e far sì che si generi la vivenzia, uno stato di piena integrazione, di connessione profonda con la vita. Con Biodanza, quindi, possiamo immergerci nella nostra profondità, dove possiamo vivere l’abbandono, l’esserci, l’esistere per noi stessi. Possiamo rinascere in un corpo ardente e pieno di amore, nell’ardore della creazione, nell’estasi della fusione cosmica. Possiamo far affiorare la parte meravigliosa che c’è in ognuno di noi e far apparire la bellezza che senza di noi non sarebbe mai stata vista.

Possiamo trovare dentro di noi il coraggio, la saggezza, la comprensione, la determinazione, la forza della tigre, la fluidità dell’acqua, la potenza del fuoco, la concretezza della terra, la leggerezza dell’aria, la creatività, l’ottimismo, la fiducia, l’apertura mentale, per affrontare le difficoltà inevitabili della vita e trasformarle, per creare “danzando” la nostra “piccola, grande opera d’arte” (R. Toro). Per realizzare tutto ciò, per darci il permesso e il coraggio di cogliere tutto quello che la vita ci offre, per avere accesso agli stati di estasi di cui parla Biodanza, la triade metodologica usata è costituita dal movimento, dalla musica e dall’emozione. Il nostro spazio vitale spesso è una gabbia di vetro, una limitazione che non ci permette di trovare l’espressione. Muoversi, invece, è sperimentare il legame con il pulsare della vita. Si formano equilibri diversi, si sciolgono nodi e blocchi, si attivano le ricchezze del profondo. Le energie psichiche stagnanti ricominciano a fluire e ad avviare nuovi percorsi. Il movimento può ricongiungerci a orizzonti più ampi e luminosi, a dimensioni più interiori, a emozioni rimosse e imprigionate.

Ha il potere magico di far sorgere nuova vitalità, di sprigionare dentro di noi potenza, fiducia, euforia, slancio verso la vita e di portarci dalla depressione e dalla sofferenza alla gioia e all’estasi del vivere. Il movimento può affascinare, incantare, guarire, armonizzare, vivificare. È l’elemento unificatore delle manifestazioni dell’essere umano: è un modo di conoscere, di esprimersi, di entrare in relazione con gli altri e con le cose, di adeguarsi e di agire sul mondo circostante. In ogni nostro gesto passano, si riflettono e si collegano tutto il palpito del mondo e tutte le sue interazioni. In questo dialogo c’è l’invisibile e incessante vita del tutto che respira col nostro fiato e pulsa col nostro sangue. Il movimento è la nostra lingua madre, con la quale il corpo può abbandonarsi, può darsi il permesso, può fluire, volare, entrare nella terra, espandersi, ritirarsi, cercare i suoi confini, perdersi, comunicare la passione, la potenza, il miracolo della vita. Può correre, esplorare, avvicinarsi, allontanarsi, tuffarsi; camminare, pulsare, sorridere, piangere, scoprirsi, offrirsi, cantare, fremere, vibrare.

Bruciare come un fuoco ed esplodere in mille scintille, e passare dal ghetto dell’ego a un livello di consapevolezza che riempie la vita quotidiana di energia vitale, di bellezza, di verità e di amore. “Mettetemi musica, e lenirete il mio dolore, e calmerete la mia ansia, e domerete la mia collera. Mettetemi musica, e desterete la mia armonia, e accenderete la mia passione, e partorirò la mia gioia”. Anche la musica è un linguaggio universale e quando la musica ci penetra possiamo arrivare a toccare profondità insperate, abissi stupendi e sconosciuti. Con l’aiuto della musica, negli istanti di vicinanza e di contatto con l’altro, si apre un canale in cui le reciproche identità si fondono nutrendosi a vicenda del rispettivo bisogno di entrare nella dimensione dell’amore, dell’incontro, della dolcezza, della solennità e della gioia di vivere. Per quanto riguarda l’emozione, la Biodanza ha accettato l’idea della medicina psicosomatica secondo la quale i conflitti emozionali producono delle lesioni organiche: esiste, cioè, una relazione tra l’emozione e la lesione. La Biodanza utilizza questa relazione con il percorso inverso: dall’emozione positiva alla guarigione della lesione organica.

Sperimentiamo così la possibilità di curare dolcemente la nostra intimità ferita. Ho incontrato Biodanza nel 1993, un incontro che ha aggiunto bellezza e arte alla mia vita. Il mio cuore, più che la mia mente, mi parla della meravigliosa e misteriosa alchimia che avviene in ogni sessione di Biodanza, quale sacro rito in onore alla vita si realizza e quale liberazione di amore avviene. E sento la magia della vita, la sua potenza, la sua bellezza: ed esulto di gioia perché mi rendo conto che con Biodanza riproponiamo semi alla terra e speranze al domani. Con profonda gratitudine per i doni che la vita mi ha fatto e continua a farmi, io lavoro oggi per danzare e far danzare la vita, quella dell’uomo e quella dell’universo, per condividere nell’amore i misteri che permeano l’esistenza umana e restituire l’amore e la luce come padroni della vita.

Fonte: Tratto dal Libro Ginostra “Missione Argonauta – www.biodanzasicilia.it

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