Differenza tra il massaggio olistico da quello estetico

Il massaggio è l’arte più antica creata dall’uomo e, già alcuni millenni prima di Cristo, alcune grandi civiltà avevano elaborato forme di massaggio curativo. In quale modo l’idea del massaggio sia nata nella mente dell’uomo è intuitivo, basti pensare al riflesso incondizionato di frizionarsi una parte dolente allo scopo di apportare sollievo. La mano dell’uomo è terapeutica: è capace di portare vita nuova nei tessuti, di sostituire il dolore con il piacere, di ristabilire un equilibrio turbato. Il massaggio tocca contemporaneamente sia il livello fisico che quello emozionale e psicologico. Al termine di una seduta di massaggio, tutte le componenti di una persona tendono all’equilibrio: il corpo è rinvigorito e tonificato, la mente è calma, la persona è più in contatto con le proprie emozioni. Quando il fisico è in ordine anche la psiche lo è e viceversa. Il corpo parla da sé. Il modo di tenere le spalle, l’irrigidimento del collo, la contrazione della mascella possono rivelare molto del carattere di una persona; d’altronde, le tensioni quotidiane a cui si è sottoposti si somatizzano nei tessuti profondi riducendone la risposta vitale.

Il massaggio ha lo scopo di alleggerire le difese dell’Io profondo, di sciogliere le tensioni e consentire il fluire delle emozioni e dell’energia vitale. Per fare un buon massaggio, è necessario avere una conoscenza adeguata di alcune nozioni di anatomia relative alla zona da massaggiare. Conoscendo la struttura del nostro corpo, è più facile capire la natura del problema o del dolore e agire di conseguenza. Esaminiamo, con brevi nozioni anatomiche, una delle zone in cui, in modo particolare, le tensioni psico-fisiche provocano maggiori problemi e cioè la zona COLLO-TESTA-VISO. La struttura ossea del collo è costituita dalla regione cervicale della colonna vertebrale, formata da sette vertebre che hanno il compito di consentire la rotazione della testa. La prima vertebra cervicale, detta atlante, unendosi all’osso occipitale del cranio, permette alla testa di muoversi avanti e indietro. L’atlante si articola anche alla seconda vertebra cervicale consentendo la rotazione e l’inclinazione della testa. Queste due articolazioni permettono l’ampia mobilità della testa, principale recettore di stimoli del nostro corpo.

Il cranio è l’insieme delle ossa che formano la testa e la sua funzione principale è quella di proteggere l’encefalo. Le ossa sono prevalentemente piatte e unite tra loro da articolazioni immobili (suture) tranne l’articolazione fra la mandibola e l’osso splenocranico che permette la masticazione. La testa è formata da 29 ossa di cui 8 formano la scatola cranica che contiene e protegge il cervello (osso occipitale, ossa temporali, ossa parietali e ossa frontali che chiudono rispettivamente la scatola cranica posteriormente, lateralmente, centralmente e anteriormente). Altre 14 ossa formano il viso che protegge gli organi di senso, importantissimi nell’interazione con l’ambiente esterno (osso nasale, osso lacrimale, osso zigomatico, mascella, mandibola). La muscolatura del cranio è divisa in due gruppi: i muscoli che hanno origine da spalle, collo, petto e si inseriscono sulle ossa del cranio (muscoli estrinseci), servono per la mobilità della testa sul tronco (fascia cervicale, muscolo sternocleidomastoideo, muscolo trapezio, muscolo lungo della testa, muscolo lungo del collo); i muscoli che nascono all’interno della testa (muscoli intrinseci).

Sono muscoli necessari per la masticazione e muscoli pellicciai che servono per la copertura del viso e per la mimica facciale. Permettono di dare al viso un’espressione dando vita ad un linguaggio non verbale universale (muscolo zigomatico, corrugatore delle sopracciglia, muscolo nasale, muscoli della bocca, muscolo del mento, muscolo occipitofrontale). I muscoli sono soggetti a spasmi, ossia una contrazione muscolare continua in cui alcune o tutte le fibre di un muscolo si contraggono al massimo. Lo spasmo può essere causato anche da una tensione emotiva che si protrae per lungo tempo e che, a lungo andare, dà origine a posture scorrette, dolori cronici al collo e alla testa, distorsioni. Lo spasmo si percepisce sotto le mani di chi massaggia come una massa dura e consistente. In particolare, nella zona che stiamo esaminando, lo spasmo può partire dal trapezio: è facile accorgersene seguendo la direzione delle fibre muscolari con il polpastrello del pollice. Se la persona è tesa e rigida per essere stata in tensione a lungo, riceverà benessere e lo stato di tensione alleviato con un massaggio regolare e programmato in più sedute.

Devono essere massaggiati tutti i muscoli interessati allo spasmo e in tutta la loro estensione, nella direzione delle fibre muscolari. La testa e il collo sono attraversati da 12 paia di nervi cranici che partono dall’encefalo e trasmettono stimoli specifici (nervi gustativo, acustico, olfattivo, visivo) e da 8 paia di nervi cervicali, provenienti dal midollo spinale, come i nervi motori dei muscoli mimici. Il sistema circolatorio trasporta sangue in tutto il corpo portando ossigeno e altre sostanze nutritive, attraverso le arterie, verso i vasi più piccoli, mentre l’eliminazione delle sostanze scartate prosegue dalle vene fino al cuore. La testa è irrorata di sangue portato dalle carotidi, grandi arterie che si diramano dall’aorta, mentre il ritorno del sangue al cuore avviene attraverso le vene giugulari. Dalle carotidi si ramificano anche le altre arterie che portano il sangue al collo, alle meningi, alla lingua e a tutti gli organi di senso. Il massaggio favorisce la circolazione venosa, contribuisce all’eliminazione delle sostanze di scarto, aumenta la quantità di ossigeno dei tessuti.

Il sistema linfatico aiuta a mantenere l’equilibrio dei liquidi nei tessuti e nel sangue, aiuta il sistema immunitario, elimina i batteri e i residui cellulari. Esso drena i muscoli del volto e le zone delle labbra, naso e palpebre. Sono presenti piccoli linfonodi detti della guancia, altri sono presenti in gruppo lungo il decorso dei principali vasi sanguigni (linfonodi occipitali, mastoidei, parotidei, cervicali superiori e anteriori). Il massaggio stimola la corrente linfatica e contribuisce all’eliminazione delle scorie. Prima di effettuare il massaggio, occorre una preparazione psicologica. Il massaggiatore deve scaricarsi dalle proprie ansie con esercizi di rilassamento, deve ricaricarsi prima di ogni massaggio in modo da trasmettere alla persona la propria energia positiva. Occorre, poi, preparare la stanza che deve essere calda e accogliente come un abbraccio, con luci cromatiche soffuse adeguatamente, aromi e musica in sottofondo: poiché stiamo esaminando un massaggio rilassante, le luci saranno di colore verde o blu o giallo, la musica di genere lento, rilassante e antistress.

La persona dovrà sentire un senso di benessere psichico già entrando nella stanza, come se passasse in una diversa dimensione. Prima di passare al massaggio, occorre fare un’anamnesi il più possibile accurata della persona, raccogliere cioè tutti quei dati che riguardano le sue abitudini, lo stile di vita che conduce, eventuali traumi o interventi subiti, farmaci assunti e capire, inoltre, attraverso un’analisi posturologica, le problematiche fisiche esistenti. Il massaggio di cui ci stiamo occupando è indicato per dolori e irrigidimenti dovuti a tensione nervosa, posture scorrette, cefalee muscolo tensive, stati di stress. Da non praticare assolutamente nelle persone depresse che hanno, invece, bisogno, di essere adeguatamente stimolate. Una cattiva posizione guidando o, più comunemente, stando seduti alla scrivania per lavorare o studiare, porta ad un irrigidimento e alla tensione dei muscoli di spalle e collo. Uno stile di vita sedentario e lo scarso esercizio fisico peggiorano il tutto. Le spalle, soprattutto, rientrano tra le parti del corpo meno curate, dove influiscono anche gli aspetti psicologici come ansie e frustrazioni.

Il massaggio si rivela dunque essenziale per sciogliere queste tensioni e trasmettere serenità. Viso e testa sono il nostro biglietto da visita e spesso diventano anche la parte del corpo che meglio evidenzia stress e stanchezza. Occhi e bocca, in caso di ansie e dolori, tendono ad assorbirne i difetti contraendosi e favorendo un prematuro invecchiamento del viso con presenza di rughe, pelle grigiastra e poco tonica. Il massaggio può restituire sensazioni di leggerezza e serenità, ridonando al viso un colorito sano e lucente. Sul cuoio capelluto il massaggio rilassa totalmente, eliminando il più delle volte mal di testa e ansie. Per ottenere un buon massaggio, la persona deve posizionarsi nella maniera più comoda, mentre il massaggiatore deve scegliere la posizione più ergonomica, in modo da dare il massimo con il minimo sforzo. Il massaggio del collo è preferibile farlo su una sedia da massaggio, testa e viso anche supini sul lettino. Utile è l’utilizzo delle essenze aromatiche, diluite in oli o creme, previo test cutaneo con applicazione di poche gocce sulla pelle. Il massaggio rilassa i muscoli bloccati e, man mano che la pelle risponde al massaggio, essendo ricca di particelle sensoriali che comunicano le sensazioni ricevute al cervello, le terminazioni nervose trasmettono le sensazioni anche a tutti gli altri organi, alle ghiandole, ai nervi e all’apparato circolatorio.

Nel nostro caso saranno usati oli calmanti per la tensione nervosa come il basilico, la camomilla, il bergamotto; in caso di cefalea muscolo tensiva sono utili l’eucalipto e la menta. In assenza di problemi quali stati febbrili, infezioni, infiammazioni, tumori, eruzioni cutanee, cicatrici recenti, esiti di interventi recenti, pressione alta, problemi cardiaci, possiamo procedere al massaggio in questione. Il primo contatto deve avvenire con mano leggera, ma sicura, in modo che la persona possa abbandonarsi con fiducia. Occorre entrare in sintonia con la persona, finchè non si entra in armonia tra il calore del suo corpo e quello delle nostre mani. Utile è armonizzare insieme la respirazione, soprattutto non aver fretta di terminare il massaggio. Iniziare con uno sfioramento che parte dal trapezio, a palmi tesi e dita unite, fino alle spalle dove ci si può soffermare prima di proseguire verso il collo. Gli sfioramenti iniziali hanno un effetto sedativo ed antalgico. Il movimento dovrà essere effettuato sempre dal basso verso l’alto. Proseguire con delle frizioni che hanno lo scopo di sciogliere le tensioni muscolari della zona in modo da aprire il passaggio dell’energia verso la testa.

La frizione favorisce anche gli scambi circolatori e linfatici perché provoca leggera iperemia. Continuando con le frizioni leggere, salire fino alla parte posteriore del collo, ai due lati della colonna vertebrale, facendo attenzione ad evitare i lati del collo, quindi esercitare una pressione adeguata quando si sentono zone dure vicino alle vertebre cervicali. Essendo la zona del collo molto sensibile, in caso di dolori, chiedere alla persona cosa sente e intensificare o alleggerire le pressioni secondo la risposta. Utilizzare i polpastrelli dei pollici e il palmo delle mani e, man mano che si sente il rilassamento della muscolatura, si potrà accentuare la pressione. Posizionale la persona di lato, con la testa sul nostro petto, tipo abbraccio consolatorio, e fare pressioni profonde, dalla base del collo verso il retro dell’orecchio, seguendone il contorno, fin tra i capelli, sia dal lato destro che dal sinistro. Proseguire allo stesso modo alla base della nuca, fino a sentire le ossa del cranio con i polpastrelli delle dita leggermente flessi. Agendo sulla nuca, si agisce anche sui centri nervosi del tronco cerebrale.

Il rilassamento agisce sul ritmo respiratorio e cardiaco e sulla postura della testa. Chiedere alla persona di rilassare la mandibola, tenere gli occhi chiusi, respirare profondamente e non parlare. Prendere con fermezza, ma delicatamente, la testa con entrambe le mani, all’altezza delle orecchie, e stirare progressivamente e al massimo tutto il collo per due-tre volte. Terminare con un leggero sfioramento. Si possono anche cercare i punti dolenti specifici lungo le vertebre cervicali e massaggiarli con leggere pressioni e un leggero movimento vibratorio con la punta delle dita. Dopo aver stirato il collo, effettuare delle frizioni circolari, con i polpastrelli dei pollici, nella zona situata sul retro delle orecchie, alternativamente in senso orario e antiorario. Bisogna sentire la pelle che si sposta sull’osso. Massaggiare la testa è indicato per le persone ansiose e nervose. Continuare il massaggio circolare della testa con leggere frizioni dei polpastrelli, spostandosi dal centro della fronte verso le tempie, scendere all’altezza delle orecchie sull’articolazione della mandibola massaggiando con sfioramenti e frizioni circolari profondi, proseguire allo stesso modo con i polpastrelli dal centro della fronte verso la nuca, da un orecchio all’altro e in diagonale dall’occhio sinistro verso la base della nuca a destra e viceversa, come a voler dividere la testa in strisce.

Penetrare sempre in fondo nel cuoio capelluto. Effettuare leggere vibrazioni nel cuoio capelluto e leggeri stiramenti dei capelli. Mettere le mani sulla fronte della persona con il palmo che ricopre la fronte. Effettuare delle pressioni dal centro verso le tempie. Il centro della fronte è il punto del viso in cui si concentrano le tensioni e le preoccupazioni. Con dita unite e mani a coppa, effettuare degli sfioramenti alternati nella regione del mento, non usare forza se la persona è troppo rigida, ma procedere gradualmente. Questo movimento aiuta a distendere la gola e, in caso di massaggio estetico, a riassorbire il doppio mento. Con il palmo delle mani, effettuare delle pressioni profonde stirando la pelle del viso dal mento verso le orecchie e seguendo circolarmente la zona della mandibola; ciò aiuta a sciogliere la tensione generale del viso. Poiché la pelle delle guance tende a cedere, si può vivacizzare il massaggio con dei leggeri pizzicottamenti sulle guance e sulla fronte e degli impastamenti sul viso e sul mento: lo scopo è stimolare i muscoli facciali e favorire il drenaggio dei tessuti.

Si possono effettuare anche sfioramenti profondi usando gli avambracci. Terminare con le mani ben distese sul viso, lasciando che il loro calore distenda i lineamenti. Prestare cura e attenzione durante il massaggio che deve essere fluido, evitando di interrompere il contatto con le mani. Il massaggio rilassante stimola il benessere generale, la distensione mentale e fisica, l’equilibrio con se stessi e il mondo esterno. A tutto ciò, si uniscono i benefici effetti fisici quali l’eliminazione delle tossine, il miglioramento del tono muscolare e della circolazione sanguigna e linfatica. Base fondamentale, però, per riuscire ad ottenere il benessere generale è il rapporto di fiducia che si instaura tra noi e la persona. Importantissimo è il primo approccio, la prima sensazione positiva che dovrebbe instaurarsi: l’empatia. In presenza di empatia e di compliance, cioè di un’altra sensazione positiva tra noi e la persona nel dare e ricevere il massaggio, può crearsi quello stato di disponibilità da parte della persona a far tutto ciò che gli consigliamo (l’aderence), facendo sì che ella si abbandoni totalmente nelle nostre mani, ricevendo quei benefici psichici e fisici attraverso un linguaggio antico e difficilmente ingannevole: il TATTO.

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