La cura di tutte le cure è cambiare se stessi

“La cura di tutte le cure è quella di cambiare se stessi, il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.” Le sagge e bellissime parole che Tiziano Terzani ci ha lasciato in eredità. Tutti vorremmo cambiare la società, il mondo, ma prima di pensare di cambiare il mondo sarebbe bene che lavorassimo al nostro cambiamento personale. E’ difficilissimo, impossibile, se ci pensiamo, poter cambiare anche una sola persona, quante volte vorremmo cambiare certi aspetti dei nostri compagni, dei nostri figli, ma quello che chiediamo loro, le prese di posizione risultano, ahimè, buchi nell’acqua. A nessuno è concessa la facoltà di poter cambiare il prossimo, le persone cambiano quando lo decidono, quando sono pronte, quando la vita stringe la corda. Possiamo però cambiare noi stessi, quello che pensiamo, i nostri atteggiamenti e sarà nell’ambito di questa rivoluzione personale che vedremo cambiare anche ci sta intorno e gli eventi della nostra esistenza. E’ cambiando noi stessi che cominciamo a cambiare il mondo.

Gli allievi che si avvicinano allo yoga hanno spesso visoni fantastiche, utopistiche, del cambiamento: sconvolgimenti esistenziali, ritiri a vite bucoliche quasi monastiche, pensando che si possa cambiare solo vivendo dentro una culla ideale. Nella dottrina induista, nella Sadhana degli yogi, il Samnyasa rappresenta il quarto ed ultimo stadio dell’esistenza del praticante, prima di entrare in questo stadio di vita proteso al conseguimento di Moksha, la liberazione, il pio indù deve compiere il rito conosciuto come il Sacrificio di Prajapati, lasciare tutto ciò che possiede, restare indifferente a gioia e dolore e cercare di conseguire uno stadio di perfetto raccoglimento e meditazione. Cambiamenti simili al Samnyasa, anche se meno impegnativi, è necessario che siano sempre preceduti da importanti e graduali modifiche del pensiero e dello stile di vita e non sono passi che tutti possono fare. Tuttavia ciò non obbliga a continuare a vivere nei nostri preconcetti. Il cambiamento comincia dentro, non all’esterno, cambiare vuol dire lasciare da parte ciò che crediamo di essere, che gli altri vogliono che noi siamo, per entrare invece in contatto con la nostra natura autentica, con ciò che vogliamo, che sentiamo, che crediamo, che possiamo diventare se diamo fiducia e sostegno alle nostre potenzialità sopite.

Il processo della rivoluzione interiore si innesca allenandoci a stare presenti a noi stessi, creandoci spazi e tempi di silenzio interiore da cui emergono pian piano nuove realtà, nuove domande e nuove risposte. Possiamo in tal modo cominciare a indirizzare la nostra vita verso attività che abbiano un senso per noi, aprendoci ai rinnovamenti, all’apprendimento e alla crescita.

Evitiamo giudizi e confronti
Un primo passo, non semplice, ma nemmeno impossibile, è osservare quanto siamo giudici di noi e del prossimo, quanto siamo impietosi coi nostri paragoni e quanto spesso usiamo i superlativi relativi. Impegniamoci a lasciar perdere, nelle conversazioni e nei pensieri, questa pessima abitudine.

Un po’ di tempo per noi
Nella vita di oggi trascorriamo sempre più spesso i nostri giorni affannandoci , correndo da un impegno all’altro, alcuni impegni sono irrevocabili, altri possiamo annullarli o limitarli. Creiamo spazi per frequentarci, anche piccoli ma autentici: ascoltiamo il corpo e le sue esigenze, i sapori di quello che abbiamo nel piatto, facciamo qualche passeggiata silenziosa, pratichiamo yoga o qualche breve meditazione. Regaliamoci un po’ di tempo ogni giorno.

Risvegliamo la curiosità
Il tempo fugge veloce quando corriamo tutto il giorno da un posto all’altro e da una faccenda all’altra. Diventa immenso quando cominciamo a guardarci attorno quieti, a cogliere ogni occasione per imparare qualcosa di nuovo, per scambiare esperienze e informazioni con altre persone, scoprendo così cose che da soli non avremmo mai conosciuto.

Impariamo cosa ci piace davvero
Sappiamo cosa ci piace veramente? Conosciamo le nostre esigenze profonde e sappiamo scegliere ciò che è meglio per noi senza farci condizionare dalle abitudini o dalle opinioni altrui? Cominciamo a porci spesso la domanda: “ Cosa mi piace? Questa cosa mi piace?” E restiamo in ascolto a cogliere le risposte.

Ritroviamo la passione
Nell’amore per la vita si esprime il più alto grado del sentimento umano. La capacità di provare emozioni sane piuttosto che turbamenti nasce dall’interno, non dipende da un oggetto o da un evento, è la nostra disponibilità a lasciarci sospingere dal vento della vita, senza perderci, giocandoci insieme come il surfista con le onde.

Riscopriamo lo stupore
Saper apprezzare le cose, i divertimenti, vivere pienamente il presente non nasce dall’esterno ma dalla nostra disponibilità. Il mondo è sempre nuovo, attimo dopo attimo. Aprendo la mente ed educandola a cogliere l’unicità di ogni istante, trasformiamo il nostro tempo in un’avventura senza fine.

Osiamo
Nell’oltrepassare i nostri limiti ci sentiamo più vivi e sperimentiamo la possibilità di modificare le cose con le nostre azioni. Non accettiamo idee preconcette su di noi, non rassegniamoci a stare sempre dipendenti delle nostre incertezze e delle paure.

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