Se mi pongo ad un livello di energia molto basso – chiamiamolo per comodità un livello psichico – non posso fare a meno di essere dominato dalle mie pulsioni psichiche rivolte inesorabilmente alla ricerca del piacere.

Questa ricerca narcisistica è totalmente individualista. Rimanendo a questo livello, la ricerca del mio piacere può tranquillamente ignorare i bisogni e i desideri del partner, e spesso passarci sopra. Al livello psichico dunque, la mia realtà è composta dai miei bisogni irrinunciabili, dalle ferite ancora aperte, dai traumi non risolti, dalla rabbia e dal desiderio di vendicarmi per i torti subiti. Tutti i miei limiti sono di fronte a me ed è attraverso questa lente che io osservo il mondo. Vedrò dunque accanto a me una partner piena di bisogni irrinunciabili, di ferite aperte di cui si lamenta, di rabbia e desiderio di vendetta per i torti che ha subito. Se i due partner rimangono a questo livello, la guerra è assicurata. Prima o poi i bisogni si scontrano, si contrappongono e tentano di annullarsi reciprocamente come due cariche elettriche di segno opposto. Quando invece il livello di energia aumenta e posso innalzarmi ad un livello superiore – che per comodità chiamerò esistenziale – i miei bisogni psichici non spariscono, ma sono meno importanti, meno pressanti. A questo livello assumono invece importanza i desideri profondi, il progetto esistenziale di ognuno, sorgono valori come la speranza, la libertà, il dono reciproco.

Se rimango a questo livello la mia realtà è composta dal desiderio di crescere e trasformarmi, dal desiderio di amare ed essere amato, dalla creatività e dall’espressione massima dei miei talenti, dal desiderio di comunicare profondamente con l’altro. Quando il mio livello di energia è alto, e vedo il mondo con questi occhi, anche il partner che ho accanto si trasforma. Non sono più così importanti i suoi vittimismi o i suoi bisogni irrinunciabili: essi pur rimanendo presenti, sono fusi insieme alla sua speranza, al suo desiderio di crescere e trasformarsi, alla sua creatività, al suo desiderio di coltivare l’amore. La persona che ho accanto allora diventa una sintesi unica, di pregi e difetti, di talenti e di limiti, di bellezza e bruttezza, di amore e di odio: una sintesi artistica che allora posso amare. La sua bellezza allora è quella di un’opera d’arte in continua trasformazione, in armonia con il suo Sé e con il mio Sé profondo, in armonia con il nostro progetto comune di coppia, e in armonia con le più alte energie dell’universo. Per andare e rimanere a questo livello di energia, è necessario un addestramento, una pratica continua: il livello esistenziale va coltivato e nutrito costantemente. Capita di tornare da una giornataccia di lavoro: poche ore di sonno, due litigate con i colleghi, 3 caffè, 10 sigarette, ore e ore di lavoro fino a sera. A quel punto posso chiedermi: ma io oggi quanto mi sono amato? Dopo una giornata del genere – dove mi sono amato pochissimo – come posso coltivare il mio rapporto di coppia? Cosa posso dare, quali energie posso mettere a disposizione per nutrire la mia relazione più importante? Di solito capita che dopo una giornata del genere, stanco, frustrato e spesso carico di rabbia, assumo – magari inconsciamente – un atteggiamento provocatorio, fomento una lite con il partner, cerco di sfogarmi, di scaricare lo stress. In altre parole gli chiedo di farmi da secchio dell’immondizia. Ma poi, mi posso lamentare che il mio rapporto non funziona?

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