Una vera e propria pianta medicinale

Apprezzato in cucina come aromatizzante, l’Aglio (Allium sativum L.) in realtà è oggi considerato una vera e propria pianta medicinale. Appartiene alla famiglia delle Liliacee, e la parte utilizzata ai fini medicinali è proprio rappresentata dai bulbi freschi, non sottoposti a cottura.

Numerosi sono i suoi costituenti chimici presenti: i più importanti sono rappresentati dalla alliina, che in seguito alla contusione de bulbo, viene attivata dando luogo alla formazione di allicina, disolfuri ed ajoene, molecole più stabili, vinilditiine e terpeni.

Nell’alimentazione
L’impiego di aglio fresco nell’alimentazione è certo una sana abitudine che può portare giovamento se non altro al lungo processo della digestione, in quanto stimola la produzione dei succhi gastrici e la motilità del primo tratto del tubo digerente. Alcuni soggetti tuttavia riferiscono di non digerirlo, solo perché non ne tollerano il sapore! Sempre dal punto di vista alimentare è stata confermata l’importanza nella prevenzione del cancro dello stomaco.

In fitoterapia
Per l’aglio ed i suoi derivati sono state definitivamente provate importanti attività farmacologiche, molte della quali confermate non solo e non tanto “in vitro”, cioè in laboratorio e su colture cellulari, ma anche “in vivo”, nell’animale e nell’uomo: antiaggregante piastrinico, ipocolesterolemizzante e moderatamente ipotensivo (utile quindi nella prevenzione dell’aterosclerosi); preventivo della cancerogenesi: è stato pubblicato recentemente uno studio condotto in giappone che ha dimostrato l’importanza dell’Aglio nella prevenzione degli adenomi del colon-retto (Tanaka, 2004).

Antimicrobico in vitro contro numerosi batteri, funghi e virus. Le sue proprietà disinfettanti, pur confermate in laboratorio, sono tuttavia difficilmente sfruttabili in clinica. Molto interessante a questo proposito un recentissimo lavoro pubblicato da ricercatori australiani (pubblicato dal Prof. Davis su Mycoses, 2005) che ha dimostrato l’importanza di alcune sostanze presenti nell’aglio somministrate per via endovenosa nelle infezioni fungine. Nei soggetti diabetici invece può servire come complemento terapeutico per la prevenzione delle complicanze vascolari.

Indicazioni
L’ indicazione principale all’impiego di estratti di aglio è costituita proprio dalle alterazioni del metabolismo del colesterolo e dei trigliceridi, e dalla malattia aterosclerotica in fase iniziale, in tutte le sue manifestazioni cliniche: cerebrovasculopatia, cardiopatia ischemica, arteriopatia obliterante arti inferiori, nefroangiosclerosi, ipertensione arteriosa., ecc.

Prodotti
Esaminati numerosi preparati del commercio, è stato dimostrato che sono attivi soltanto i bulbi freschi di aglio schiacciati ed alcune preparazioni a base di estratto in polvere contenenti allicina sufficiente.

Gli altri, macerati oleosi, tinture, oli essenziali, ecc., contenendo altri costituenti sono in realtà inefficaci. A scopo terapeutico viene consigliata l’assunzione di circa 4 g al giorno di bulbi freschi. In medicina possiamo utilizzare correttamente preparazioni in capsule gastroresistenti a base di estratto secco standardizzato ad un dosaggio tale da garantire l’apporto giornaliero di circa 40 mg di alliina, dalla quale si liberano 20 mg di allicina. Esistono oggi in commercio estratti secchi di aglio ottenuti da bulbi freschi, titolati e standardizzati in alliina ed allicina (fino al 10%), i quali sono da preferire.

Avvertenze
Tra gli effetti collaterali più comuni sono descritti: nausea, vomito, gastrite, diarrea, riacutizzazione di ulcera peptica. Cautela invece deve essere mantenuta per i soggetti in terapia con anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici per il rischio di potenziamento degli effetti. Esiste la possibilità di aumentare la gastrolesività dei più comuni FANS, di dermatiti irritative e di reazioni allergiche cutanee e respiratorie. Attenzione poi nell’applicazione sulle verruche plantari, perché efficace sì, ma potenzialmente caustico sulla cute sana circostante!

Fonte: www.naturmedica.net

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