Come stabilire le proprietà terapeutiche dei Cristalli

Tutti i libri che parlano di cristalli e di cristalloterapia riportano un elenco di pietre con le loro proprietà terapeutiche. Molti di questi elenchi sono il risultato di un lungo e laborioso lavoro mentre, altri elenchi, sono invece il risultato di solenni scopiazzature. Orientarsi non è facile, discernere non è semplice ma, con un po’ d’attenzione, è possibile. La cristalloterapia si sta evolvendo e sta maturando metodi d’applicazione più consoni ai tempi in cui viviamo, alle conoscenze mediche, alla fisica moderna e ad un’interazione ragionata e scientifica tra il cristallo e il nostro Essere. Sempre più medici si stanno interessando alla cristalloterapia, cosa questa che sta iniziando a promuovere un’attendibilità diversa di una tecnica che è stata, sovente, relegata nel magico o nell’incredibile. Si pone quindi il problema della testatura quale fonte di conoscenza delle proprietà terapeutiche dei cristalli, dei metodi usati e, quindi, della loro attendibilità. Fondamentalmente, fino ad oggi, sono stati due i metodi principali di testatura dei cristalli: la testatura in meditazione e la rilevazione empirica dei risultati dalle terapie.

Oggi, grazie appunto all’interessamento e al lavoro di diversi medici che, proprio per il fatto di essere dei medici ne stanno avvalorando i risultati, si può dire siano nati nuovi sistemi di testatura dei cristalli. In effetti, più che di nuovi sistemi sarebbe più giusto parlare di nuovi approcci, più scientifici e più tecnici che, in ogni caso, nulla tolgono alla testatura tradizionale anzi, aggiungono sicuramente maggiore attendibilità. Uno degli esempi è il metodo descritto dal Dr. Geinger nel suo libro che approccia la cristalloterapia in modo più scientifico pur partendo da posizioni energetiche. Altro è, naturalmente, accreditare tout court alcune sue teorie senza una personale sperimentazione. Teorie a parte è il libro più interessante che sia stato recentemente pubblicato. L’approccio scientifico avvalora sicuramente i risultati e la descrizione delle testature è tra le più complete. Anche l’Accademia di Cristalloterapia ha da sempre usato un metodo similare, proponendo, quindi, delle testature avvalorate da circa sette anni d’osservazioni terapeutiche. Se ne può, quindi, ricavare come oggi non siano più accettabili testature che non abbiano alle spalle un’accurata osservazione terapeutica, controllata costantemente.

La cristalloterapia è una terapia in costante e veloce evoluzione, non tanto per la tecnica di posizionare le pietre sul corpo quanto per l’utilizzo del singolo cristallo o di gruppi di cristalli. Le proprietà terapeutiche del singolo cristallo sono valide in via molto generale in quanto, in una cristalloterapia, intervengono talmente tali e tanti fattori che le reazioni del cristallo, o del paziente al cristallo, variano da soggetto a soggetto, da situazione a situazione e dall’aggregazione con altri cristalli. È molto facile, per i non addetti ai lavori, prendere per buone le proprietà di un cristallo lette su di un libro e quindi attenervisi. I risultati potrebbero anche essere nulli o almeno non quelli descritti nel libro. È altrettanto molto facile per il terapeuta non accorto o improvvisato posizionare un cristallo su di una persona pensando di ottenere un certo risultato e, invece, ritrovarsi con qualcosa di molto diverso e, a volte, anche di “scomodo”. Certo che non tutto è negativo o non funziona come descritto nel libro consultato. Vale la pena di ripetere che molte descrizioni delle proprietà terapeutiche dei cristalli sono corrette e approfondite e, quindi, attendibili.

Vale anche però la pena di ripetere che le descrizioni delle proprietà terapeutiche dei cristalli per quanto precise, corrette e approfondite non possono valere per tutti e per tutte le situazioni e, quindi, debbono essere considerate sempre di carattere generale. Entriamo, quindi, un po’ più a fondo e vediamo l’interazione tra il cristallo e la persona. Dalle molteplici osservazioni terapeutiche emerge che ogni cristallo è portatore di una serie di “informazioni” che scambia con la persona con cui entra in contatto. Ogni cristallo sembra che apporti informazioni specializzate tipiche della sua costituzione chimica e atomica. All’Accademia di Cristalloterapia abbiamo elaborato una teoria che risponderebbe, almeno in parte, al perché i cristalli hanno frequentemente reazioni diverse a seconda del paziente e/o della loro associazione con altri cristalli. Alla base c’è lo scambio d’energia col soggetto trattato: pare proprio che il cristallo, entrando in contatto, effettui una scelta sul tipo d’informazioni e sulla quantità d’energia da scambiare. Sembra quasi che la persona faccia una richiesta specifica al cristallo e che tra i due sia raggiunto una specie d’accordo.

Se poi il cristallo è in associazione con altri cristalli le informazioni scambiate (dal nostro cristallo) sembra siano ancora diverse, quasi fosse raggiunto un accordo anche con gli altri cristalli oltre a quello con la persona. Sembra che, in effetti, l’inserimento del cristallo in un gruppo di pietre modifichi qualcosa e che si arrivi ad un’informazione di gruppo piuttosto che alla somma delle informazioni d’ogni singolo cristallo. Questo comportamento fa sì che le testature, e le successive osservazioni terapeutiche, di un cristallo, non siano sempre valide ma che debbano essere rivedute, almeno in parte, sia quando il cristallo viene a contatto con un soggetto diverso, sia quando è usato in associazione con altri cristalli. Questo non esclude tuttavia che alcune qualità di base del cristallo rimangano fisse. Riteniamo che solo con innumerevoli osservazioni terapeutiche sia possibile stabilire, con una buon’approssimazione, le proprietà terapeutiche di un cristallo e costruire quindi un elenco di proprietà che sia reale e di guida per chi vuole utilizzare i cristalli in terapia.

Attenzione, quindi, a non prendere per oro colato ciò che è scritto sui libri ma, a mantenere la mente aperta e ad essere sempre pronti a scoprire, nel nostro cristallo, nuove proprietà: a volte anche in contrasto con ciò che abbiamo letto. Tabish

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