Durante il mio cammino di Sophianalista, in cui ho cercato di acquisire gli strumenti per l’esplorazione del mio essere (specialmente per ciò che concerne le forze dell’Amore e dell’Odio) con la metodologia “stellare” propostaci da Antonio Mercurio, non ho mai perso di vista la mia ricerca iniziale di affinamento della mia capacità ricettiva e percettiva per restare in contatto con la Fonte, il Sè Cosmico. Ma è stato necessario per molti anni tenere distinte e parallele le due ricerche in attesa di unirle in una sola. Con la meditazione la solitudine era bella e il contatto con il Sè continuo , ma gli altri non avevano alcuna importanza nella mia vita: esistevo solo io. Con la Sophia-Analisi sono stata capace di sentire finalmente il dolore della solitudine e dell’arroccamento dell’Io con la quale tenevo lontano dalla mia vita gli altri e l’amore mettendomi in contatto con la verità che io non sono sola e che gli esseri umani sono parte del Sè Cosmico e non un impedimento al contatto con il Sè. Metterle insieme è stata la scoperta più gioiosa della mia vita, e ogni giorno rivela mille meraviglie.

Qualunque tecnica si adotti, la meditazione ti offre la possibilità di questo contatto diretto con il Sè ed è la porta di accesso (stargate) all’unificazione interna delle proprie parti attraverso l’Unione con il Tutto. Scientificamente lo stato di meditazione accade quando le onde cerebrali raggiungono una determinata frequenza contemporaneamente nei due emisferi cerebrali, creando uno stato di “allineamento” che produce l’apertura della “porta” di accesso all’energia cosmica. Questo contatto favorisce l’ingresso di alcune “energie” intese come stati vibratori dell’essere che producono delle esperienze profonde di tipo percettivo . Queste “esperienze”, a differenza di quanto succede nel cammino terapeutico, in cui c’è un coinvolgimento emotivo da parte del ricercatore a volte conscio e a volte inconscio, avvengono in uno stato di distacco interiore, di auto-osservazione dal “centro” del ciclone, dove tutto è immobile. Il centro del ciclone dentro di noi è quel luogo indisturbato di Silenzio dove l’azione principale è l’Ascolto e la Sospensione del giudizio e dove risiede la serenità e la comprensione verso se stessi che man mano che si espande si estende anche agli altri che ci circondano.

Secondo la mia esperienza, frutto della sintesi tra la tecnica sophianalitica, il lavoro sul corpo e le meditazioni orientali basate sull’attivazione dei chakras o centri energetici del corpo umano, la meditazione non è uno stato da ricercare ma è uno stato che “accade” attraverso il corpo che custodisce all’interno di esso i “bottoni” giusti per innescare alcuni stati di percezione e di autoguarigione psico-fisica. La pace e la serenità interiore che sono qualità essenziali per seguire con costanza una disciplina dell’Essere come quella che ci propone Antonio Mercurio, (come anche il Principio della Gioia a cui ci addestra continuamente) sono prima di tutto stati “fisici” che il corpo conosce perfettamente solo che gli si consenta di ritrovarli sotto gli “strati di inquinamento” fisico-cellulare (alimentazione, mancanza di vita di contatto con la natura, inquinamento elettro-magnetico) e mentale- emotivo (eccessiva razionalità o intellettualizzazione, sentimentalismo, eccessiva importanza ai ricordi emotivi). Perciò la tecnica unificata di Sophia-Analisi* e meditazione che si utilizza negli Stargates è centrata sul Sè corporeo e sulla saggezza della propria memoria cellulare intesa non solo come memoria ereditata dei “traumi” ma, soprattutto, come memoria inedita del positivo nascosto in noi.

La tendenza dell’essere umano è quella di ricordare e trattenere più facilmente i ricordi negativi anzichè quelli positivi. Il lavoro sul corpo da me integrato con la Sophia-Analisi dà maggiore spazio ai ricordi positivi, all’estasi, alla capacità di godere delle meraviglie in noi contenute e che evitiamo molto spesso di vedere e di sentire. Gli ormoni secreti durante gli stati di benessere fisico del corpo sono gli stessi che pervadono il corpo durante la meditazione. Solo che mettersi direttamente a meditare raggiungendo la calma interiore è molto più difficile che arrivarci attraverso una seduta di danza, di massaggio in acqua o di respirazione vissuti in un gruppo, la cui funzione è sempre quella di contenere e nello stesso tempo espandere e potenziare le capacità percettive dei partecipanti che sperimentano insieme e non da soli il contatto con il Sè Cosmico attraverso se stessi e la Natura. Tutta la mia ricerca è passata attraverso l’esperienza corporea e la qualità del mio lavoro di terapeuta è improntata sul contatto con se stessi e con gli altri e sul contatto con il Se Cosmico attraverso “l’antenna” migliore che ci sia al mondo: il nostro corpo.

La base di questo lavoro è il “Principio Cosmo-Antropico” enunciato da Antonio Mercurio* : “Ad ogni interrogativo che ci poniamo sull’Universo e che, per il momento, non trova risposta nella scienza, ce ne porremo uno eguale che riguardi l’Uomo e la risposta che giudichiamo valida per l’Uomo la giudicheremo valida anche per l’Universo”. Anche le più antiche tradizioni orientali affermano che l’Uomo e il Cosmo sono Uno. Perciò ritrovare per l’uomo la memoria delle origini che per me significa calarsi nella ricerca corporea (nel Microcosmo) della propria “memoria cellulare” (a partire del “cosmo intrauterino”) consente di rintracciare il proprio “codice stellare”(proprio come avviene nel famoso film “Stargate”) con il quale rendere possibile “il passaggio” nel Macrocosmo con una “mutazione” che permetta di unificare l’Io e il Sè e nel Sè unificare l’Io e il Cosmo. Lo Stargate perciò siamo noi nel nostro corpo magazzino di memorie ancestrali, crocevia di esperienze passate e future, punto di congiunzione tra la nostra eredità genetica e quella mai esplorata e iscritta nel nostro Sè che risiede nel corpo, il suo tempio, “cancello della Memoria”.

Lo Stargate è lo spazio che si crea quando ti ripulisci nel corpo dai vecchi ricordi e dalle ferite e lasci lo spazio “fisico” alle nuove decisioni e perciò è un campo energetico di autoguarigione psico-fisica. Ho scelto questo nome in quanto la porta o il cancello rendono bene l’idea dell’ ingresso in un’altra dimensione. Un viaggio dall’interno verso l’esterno e viceversa per allenarci al volo che ci promette Antonio Mercurio con il mito della Cosmo-Art. Negli Stargates noi impariamo a diventare quello che la scienza chiama “sistemi superconduttori”, vale a dire un “materiale” che non oppone resistenza al flusso dell’Energia Cosmica che pervade la nostra vita grazie al processo di “continuum energetico”. In questo modo non solo siamo co-creatori del Progetto dell’Universo, ma anche del nostro stato di salute “radiosa” che dall’Energia Cosmica è regolato e possiamo diventare spazio fisico per la Gioia a cui aspiriamo, SOLO CHE DECIDIAMO DI FERMARCI PER CONTATTARLA.

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