emozioni positive e negative

La rabbia è un’ emozione antica che l’ uomo ha in comune con gli animali e la sua sede è nel cervello protopatico o paleocortex la parte primitiva di quest’organo, che alberga le emozioni legate alla difesa della sopravvivenza, come la fame, la sete, la difesa del territorio, delle femmine che rappresentano la possibilità di perpetuare la specie, la difesa dei piccoli…. Negli animali abbiamo manifestazioni come mostrare i denti, classico dei canidi, abbassare le corna negli animali dotati di queste appendici, grattare il terreno con gli zoccoli del rinoceronte che si prepara alla carica, alzare la proboscide, barrire sventolando le grandi orecchie da parte dell’ elefante prima di partire all’ attacco. La rabbia viene ad essere un sentimento estremamente importante per l’ uomo primitivo che doveva difendere la propria famiglia, le proprie provviste alimentari, lo spazio vitale da cui traeva i mezzi del suo sostentamento. Era l’ elemento che portava una tribù ad attaccare i suoi vicini rei di avere travalicato le norme, sia pur non scritte di convivenza e di buon vicinato, esempio l’ essersi impadroniti delle fonti di approvvigionamento idrico, aver cacciato nei possedimenti dell’ altra tribù o insidiato le sue donne, o, unita all’ ”invidia” determinare il tentativo di conquista dei beni del supposto nemico.

Rappresentava anche la manifestazione di ”aggressività” conquistando beni altrui… classico il comportamento degli antichi eserciti cui si dava, dopo la vittoria, la facoltà di razziare, stuprare, distruggere i beni del nemico conquistato. Il sentimento di rabbia determina manifestazioni viscerali e vegetative a livello di organi interni e reazioni del sistema nervoso vegetativo: sudorazione. pallore o rossore, tachicardia, vasocostrizione, aumento della pressione sanguigna, lacrimazione, perdita di coscienza transitoria. La fronte si aggrotta, la voce diviene stridula, il discorso può farsi incoerente, sono presenti contratture muscolari, può manifestarsi un intento distruttivo nei confronti dell’ oggetto che ha scatenato la rabbia o, anche, rivolgersi contro se stessi con azioni di autolesionismo (quando alla rabbia si aggiunga un forte sentimento di ” frustrazione e di impotenza” ): si parla, infatti a questo punto di ”rabbia cieca” Le manifestazioni sono simili a quelle che si presentano nell’individuo quando questi percepisce un pericolo, per cui si prepara alla difesa.

..cioè si percepisce un evento nocivo e tutti i meccanismi antistress, importatissimi gli ormoni surrenalici, vengono allertati per far fronte al pericolo reale o immaginario: è proprio l’ entità di questa risposta allo stressor che può rappresentare una malattia, quando essa travalica e diviene furia cieca.

Nella MTC la sede della rabbia è il fegato, anzi la loggia fegato-vescica biliare che alberga anche il coraggio: due facce della stessa medaglia? Il problema nei casi di rabbia repressa o che duri da molto tempo, non influenza soltanto il buon funzionamento del fegato, ma vengono interessati altri organi: l’ energia del fegato diviene deficitaria per cui altri organi intervengono in suo soccorso per mantenere l’ omeostasi. A loro volta supportati da altri ancora quando la loro energia subisca un deterioramento.

Nella Medicina dei 5 elementi il ciclo di generazione è così rappresentato:
il Legno (fegato) dà origine al Fuoco (cuore ), dalla sua combustione origina la Terra (stomaco), nella Terra si trova il Metallo (polmone), alberga l’Acqua (rene)che nutre il Legno e così il ciclo ricomincia con movimento circolare.

Gli organi nella MTC sono organizzati in logge così ogni organo pieno è affiancato da un organo cavo:
— fegato -vescica biliare, stomaco-milza pancreas, cuore-int. tenue, polmone-int.crasso, rene-vescica. Esiste anche il ciclo di distruzione o di freno, diversamente avremmo una produzione senza limiti che equivarrebbe a malattia quando le cellule impazzite si riproducono a dismisura, colonizzando altri organi con la morte dell’ organismo ospite. I 5 elementi interessano anche la psiche, il gusto, le stagioni ecc.

L’ Orgoglio è una manifestazione emozionale a due facce: è un Giano bifronte. Presenta pertanto un lato positivo ed uno negativo. Quello positivo può essere segno di fierezza:
– ”civis romanus sum” ecco una frase che appalesa l’ orgoglio di essere cittadino di Roma; nel concetto, si intende manifestare la propria appartenenza come cittadino attivo, compartecipe cosciente dei diritti e dei doveri insiti in tale stato. Esalta il valore ed il prestigio che la cultura romana attribuiva allo status di cittadino di cui lo stesso era orgogliosamente consapevole.
– stimolo ad azioni eroiche fino al sacrificio della vita; ricordiamo con commozione la frase pronunciata dall’ eroe genovese Fabrizio Quattrocchi nel momento tragico della sua esecuzione:
”Vi faccio vedere come muore un italiano”.
Nel 1916 il bersagliere Enrico Toti, due volte ferito da pallottole austriache, gettò, prima di morire, la sua stampella contro il nemico, gridando: ”Viva l’ Italia! Viva i bersaglieri!”
– si esprime con comportamenti di aiuto e supporto: l’ orgoglio di questi ”helpers” di essere utili a popolazioni colpite da calamità naturali, guerre, epidemie, dà la misura della loro disponibilità a mettersi al servizio dei deboli: malati, bambini, profughi. ne sono testimoni di grande valore.”Medecins sans frontiere, Emergency, il Peace corps organizzazione voluta dal presidente USA, Carter, i pompieri dopo l’attacco alle torri gemelle….per nominare i più eclatanti.

Questo tipo di orgoglio rafforza l’ autostima personale e rende l’ orgoglioso disponibile a sacrificare le sue esigenze e generosamente mettersi in gioco totalmente, nel senso di mettere a disposizione la sua persona, la sua cultura, la sua professionalità al raggiungimento di uno scopo nobile.

Anche Gesù Cristo era orgoglioso di essere figlio del Padre che pur lo aveva destinato a soffrire e morire per il bene dell’ umanità.

L’ altra faccia, quella più diffusa, non è più orgoglio, ma superbia che è autostima cieca, ignorante, irriconoscente i valori generali, che si associa all’ invidia e sfocia nel narcisismo e nel disprezzo del prossimo. Spesso si legge che l’ orgoglio è uno dei ”7 peccati capitali”, non è assolutamente così: è la superbia! E’ la superbia uno dei 7 peccati capitali, non l’ orgoglio. In questo caso anche l’ atteggiamento fisico mostra arroganza, rigidità, disprezzo: il soggetto appare con articolazioni poco mobili, muscoli contratti, occhio sospettoso, atteggiamento sprezzante, rughe frontali orizzontali, sopracciglia innalzate, colonna vertebrale lordotica, mento sporgente. Le patologie che colpiscono questi soggetti sono: artrosi, dolori muscolari, ipercloridria, coliti spastiche, ipertensione. L’ ultimo stadio, il più pericoloso perchè alberga sintomi di follia è il fanatismo: e’ ossessione, delirio che porta ad azioni distruttive contro cose e persone, non importa in quale contesto si attui l’ annientamento.

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