La natura ha dato all’uomo come agli animali, la facoltà di percepire e prevedere il futuro.

La natura ha dato all’uomo come agli animali, la facoltà di percepire e prevedere il futuro. E, può sembrare curioso farlo notare ma, fra gli animali questa specie di SESTO SENSO è comunemente accettato. A ben pensarci, anche a noi sembra accettabile che cani o gatti ritrovino la via di casa magari percorrendo migliaia di chilometri, o che altri animali percepiscano in anticipo terremoti e inondazioni. Perché mai allora nell’essere umano questa capacità è vista come un potere sovrannaturale, o è spesso motivo di pregiudizio e superstizione?

Ciò che non è udibile all’orecchio o visibile all’occhio non è per conseguenza giudicabile ne tanto meno trascurabile. In fondo chi non ricorda di aver sognato cose che poi sono realmente accadute, o chi potrebbe negare di avere almeno una volta nella vita “fiutato” qualcosa che ancora doveva accadere…?

In realtà, non si tratta di null’altro che di una capacità di leggere informazioni di cui la dimensione che precede la nostra ci inonda tutti i giorni. Un atteggiamento più consono sarebbe dunque di riuscire a far affiorare e gestire al meglio questa preziosissima qualità. Per accedere ad informazioni di ordine superiore collegate al nostro spazio/tempo, dobbiamo infatti espandere la nostra consapevolezza passando dallo stato beta, analitico e razionale, allo stato alfa, immaginifico intuitivo. In questa dimensione – per definizione: “onirica” – tutto il sapere è già “dispiegato” ed è paragonabile ad un’immensa biblioteca che si apre a coloro che, da un sistema circoscritto e limitato qual è quello razionale, si avventurano verso uno spazio sconfinato come quello intuitivo. Tecnicamente ciò è ravvisabile da un elettroencefalogramma, quando entrambi gli emisferi cerebrali lavorano contemporaneamente ed in maniera sincronica. Recenti studi in materia di cervello, hanno infatti constatato che un interazione equilibrata tra i due emisferi comporti un immediato salto di qualità delle capacità mnemoniche e cognitive e, a quanto sembra, proprio con questa “modalità” lavorarono anche i più grandi cervelli della storia: da Leonardo ad Einstein, da Mozart a Goethe. Questi personaggi riuscirono in sostanza a “ricordare” un modo del tutto naturale con cui coniugare razionalità ed immaginazione, per aprirsi ad una percezione più ampia.E la loro vera grandezza fu quella di anticipare con pensieri ed opere sorprendenti ciò che l’umanità avrebbe poi compreso e stimato solo con molta distanza di tempo.

Ciononostante questo non deve indurre a pensare che la creatività o la capacità di vedere oltre i confini del conosciuto sia prerogativa di pochi poiché, rieducare la mente è possibile per chiunque desideri espandere i propri orizzonti, grazie ad uno specifico allenamento che conduce per l’appunto al potenziamento dell’intuito. In realtà, tutto il sapere è già dentro di noi. Dobbiamo solamente acquisirne certezza, avvicinarci con curiosità ad una dimensione forse poco esplorata ma pur presente, e avere il coraggio di ricevere risposta a tutte le nostre domande qualunque esse siano. Aprirci all’intuito significa portare alla luce le nostre zone d’ombra, scoprire ed incrementare la nostra creatività, nonché migliorare la qualità della nostra vita. E… essere artefici del nostro futuro non è un sogno o un privilegio, ma una scelta consapevole che ognuno di noi può fare.

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