Il tempo non è eterno ed i nostri progetti hanno bisogno fi forza

Penso al tempo ultimamente, al suo scorrere, al suo essere irrefrenabile ed in continuo e perenne avanzamento in avanti. Penso al tempo ed alle cose che ho in cuore di fare, ai progetti che voglio realizzare, ai posti che voglio conoscere ed alle cose che voglio contribuire a creare. Ho pensato alla morte, ultimamente, ed ho visualizzato che avevo diversi progetti fermi sotto al titolo “lo faccio dopo”. Ho visto soprattutto che questa motivazione ha una certa storicità dato che l’ho ritrovata scavando nel passato dal più recente a quello un po’ meno. Ho sentito la mia responsabilità ed ho inteso come l’esistenza della morte ( sia biologica che simbolica quale immagine metaforica da dare alla scarsità di tempo ) contesse un messaggio di speranza e stimolo a vivere pienamente la mia esistenza. La morte è un elemento della vita funzionale alla vita ed all’uomo, mi insegna la Cosmo-Art (Teoremi e Assiomi della Cosmo-Art – di Antonio Mercurio). La morte è la materializzazione del tempo che finisce, il punto oltre il quale non possiamo rimandare. Ho pensato a queste cose ed ho sentito un fremito di vitalità.

Paradossale vero? “La morte è per la vita”, questo pensiero mi piace. Se la morte è per la vita allora non mi spaventa più. Anzi, essa è un elemento che contiene in se un messaggio buono per me. Morte, mi verrebbe da dire, meno male che ci sei! In economia il valore di un bene è tanto più altro quanto al sua disponibilità è limitata. Conseguentemente si impegnano maggiori risorse economiche per possederne. In termini di utilità i consumatore attribuiscono un importanza ad ogni bene e soprattutto al valore dell’ultima unità di bene posseduto o consumato, si parla utilità marginale . Per la vita si può dire lo stesso. Anzi sarebbe bene ripeterlo e dirlo ad alta voce. Nell’antica Roma quando i generali tornavano vittoriosi da campagne di guerra erano soliti essere accolti da folle osannanti. Tuttavia per evitare di essere sedotti dalla superbia si era soliti pagare dei servi che confusi nella folla urlavano al vincitore “ricordati che devi morire”. Questa cosa mi fa anche un po’ ridere ricordando la famosa risposta di Troisi in “Non ci resta che piangere” quando a questo avvertimento risponde “Si, mò me lo scrivo proprio”.

L’illusione della infinità di tempo è una seduzione nelle cui braccia è facile cadere. Se abbiamo un progetto e vogliamo realizzarlo beh allora la scarsità di tempo è il nostro miglior alleato e se questo non basta ecco che la vita interviene e pone la morte tra gli elementi della storia dell’umanità. Tempo e morte sono elementi preziosi della vita e vanno tenuti in grande considerazione. Quando rimandiamo ci sabotiamo, quando ritardiamo la realizzazione di un progetto siamo sostanzialmente colpevoli per la sua mancata creazione. Il tempo e la morte sono elementi responsabilizzanti che vanno forse tenuti in maggior conto nelle nostre giornate. Se guardo a questi elementi in modo organismico e per la vita e buoni per la mia esistenza sento che essi contengono un messaggio di stimolo a superare l’oblio decisionale, la ripetitività di “non decisioni” e di scuse. E questa è un’opportunità. Sento che la vita ha fatto le cose in grande e che in esso tutto è per noi e per la nostra crescita. Anche il tempo e la morte. Forse non è male l’idea di scriverselo.

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