Non basta ascoltare il battito del proprio cuore per cogliere il senso profondo della legge del ritmo.

Il ritmo è una vibrazione profonda che pervade l’universo, che regola lo svolgersi degli eventi e che influenza la vita di ogni essere vivente. Così esiste un tempo per nascere e uno per morire, uno per crescere e uno per riposare. Ogni orologio meccanico o biologico è regolato secondo un ritmo. Cogliere il senso della legge del ritmo è fondamentale per tutta l’esistenza umana. Ogni uomo si sviluppa seguendo il ritmo del proprio cuore, inteso non soltanto come muscolo pulsante, ma come centro dell’essere, fulcro di ventre, mente e spirito. Il cuore è il punto di equilibrio tra le pulsioni e i bisogni del ventre, i pensieri e i ragionamenti della mente, le aspirazioni e gli ideali dello spirito. Così il cuore diventa il centro dello sviluppo, il quale procede secondo un tempo del tutto indivuale che non è facile riconoscere e rispettare. Basta soltanto pensare a come siano regolati i ritmi della vita moderna: l’orario dei pasti, l’alternarsi del sonno e della veglia, spesso anche l’orario delle funzioni biologiche sono determinati dal lavoro, dalla scuola dei figli, e da numerosi fattori estranei ai ritmi autentici del corpo.

L’essere umano dunque è costretto da se stesso a svilupparsi entro regole talvolta rigide che poco hanno a che fare con i propri bisogni più autentici. La legge del ritmo è così quotidianamente violata. Noi che siamo l’acqua che beviamo, il cibo che ingeriamo, il tempo che viviamo, diventiamo così vittime di digestioni lente, di coliti isteriche, di emicranie inspiegabili. E’ il corpo che ci parla e ci avverte, ci segnala e ci mette in guardia: ma nessuno ascolta la legge del ritmo, di troppo difficile ascolto. Poichè dunque ascoltare il proprio ritmo significa ascoltare il proprio cuore, la prima condizione essenziale è il silenzio. Non solo il silenzio acustico esteriore, ma anche il silenzio interiore realizzato magari attraverso un po’ di respirazione diaframmatica, rilassamento e meditazione. Man mano che il rilassamento procede, si può cominciare a creare il silenzio interiore, mettendo a tacere i pensieri della mente e le pulsioni del ventre. Non è importante se non si riesce subito: con un po’ di allenamento è facilmente possibile meditare anche qualche minuto senza che alcun pensiero attraversi la nostra mente. Il silenzio allora lascia spazio alle immagini, alle visioni, alle parole del cuore. In questo stato è facile sentire la legge del ritmo e la saggezza che vi è contenuta. Basta avere il cuore libero per saperla ascoltare.

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