Aspetti energetici e simbolici del cavo orale

Il modo in cui l’uomo è andato perfezionando, con il tempo, la propria capacità di comunicare desideri ed emozioni attraverso linguaggi sempre più articolati e complessi, ha fatto sì che si distinguesse in maniera inequivocabile dal resto del regno animale. La bocca (kou), in altre parole il primo dei sette orifizi del tubo digerente è il tramite principe di questa peculiarità unica, la quale, unita al resto delle sue consuete funzioni fisiologiche, rappresenta un complesso crocevia energetico attraverso il quale il cielo e la terra comunicano incessantemente garantendo la vita di relazione tra noi stessi e li mondo. I meridiani della milza, cuore, stomaco, grosso intestino, piccolo intestino ed ancora renmai, du-mai e chong-mai sono in stretto contatto con la bocca, un tempo contrassegnata da un simbolo ovale successivamente nello Stile Amministrativo divenuto rettangolare.

Nella suddivisione tripartita del viso la bocca occupa le regione inferiore, in relazione sia con la terra (assimilazione e digestione del cibo) che con il TE-I, in altre parole secondo la fisiognomica tradizionale estremo-orientale in relazione con Mercurio quindi con l’acqua ed i reni. Nel suo complesso la bocca è sotto il controllo della milza, ogni sua parte però controlla in maniera mirata e specifica le diverse attività ad essa preposte; infatti, il Su Wen (1) (Liu Jie Zang Xiang Lung) afferma: ”La bocca è l’orifizio della milza (pi kai qiao yu kou), quando la funzione milza/pancreas è in armonia essa può distinguere i cinque cereali. Se la milza è malata il gusto è perturbato e la bocca insipida. L’insieme milza/pancreas inoltre controlla le labbra anche se il Lingshu cap. 29 (2) avverte che se sono spesse o fini dipende dalla complessione debole o forte dell’intestino tenue, mentre le labbra, la lingua e l’appetito giudicati insieme ci forniscono informazioni sullo stato funzionale della milza. Le gengive superiori sono controllate dal grosso intestino, le inferiori dallo stomaco; i denti sono espressione del jing del rene, mentre la lingua riceve vari meridiani principali e secondari, è il germoglio del cuore e sulla sua superficie si proiettano i vari organi ed apparati.

I cinesi affermano che una percezione gustativa normale o alterata dipende da un corretto o meno equilibrio energetico di milza, stomaco, reni e fluidi corporei in pratica dell’acquisito e del congenito, infatti, percezioni gustative in assenza di stimolo hanno notevole importanza semeiologica: sapore dolce in bocca (vuoto di milza), sapore aspro e bruciante (fuoco vuoto da vuoto di yin), sapore salato (vuoto di rene), ipogeusia con anoressia (vuoto di TE-M e di rene, vuoto di liquidi organici). Inoltre rientrano nello squilibrio energetico di stomaco, milza/pancreas e reni la maggior parte delle condizioni morbose che interessano l’apparato labiale e masticatorio dal punto di vista cutaneo e muscoloscheletrico. Un’attenta ispezione del volto può fornire molte informazioni utili, per una corretta interpretazione della costituzione energetica di una persona ed in questo senso saper leggere le diverse conformazioni di bocca e labbra possono essere d’aiuto. In rapporto alle cinque costituzioni abbiamo: LEGNO: bocca regolare, ben disegnata, molto mobile. Solchi peribuccali (mentoniero, commessurali, nasolabiali) molto evidenti.

FUOCO: labbra tumide, molto carnose, a cuore. Nel complesso bocca molto sensuale. Eccesso di fuoco con facilità alle afte. TERRA: labbra carnose, bocca piccola. Facilità alle patologie globali orali. Labbra screpolate, con ragadi laterali o centrali, cheiliti a ripetizione. Fissazione erotica orale. METALLO: labbra sottili, bocca grande ma mal disegnata. Patologie gengivali del mascellare superiore, alitosi, secchezza, stomatiti che sono diffuse fino al retrobocca. ACQUA: bocca grande e sensuale. Cute pseudomucosale piuttosto scura. Atteggiamento delle labbra molto volitivo. Facilità alle turbe gustative ed alla secchezza senza aumento della sete. La struttura anatomo funzionale della bocca così sofisticata e duttile nel comunicare e registrare, durante la vita, i trascorsi di una persona, le sue sofferenze, le gioie, i traumi, ogni sorta d’esperienza affettiva ed emotiva, trova giustamente un inconfutabile e profondo nesso con la peculiarità energetica della milza, quella di destrutturare e trasformare il proprio vissuto, in modo da renderlo il più possibile assimilabile. Ecco perché la mimica facciale soprattutto delle persone anziane, ma non solo, può rivelare a grandi linee il tipo di vissuto delle stesse Oltretutto durante la complessa evoluzione, i muscoli facciali umani si sono adattati sempre più e meglio ad assolvere un ruolo unicamente espressivo, grazie anche al fatto che il lavoro meccanico di lacerare e mordere è passato dai denti alle mani.

Il Leijing cap. 1 (3) (Wei jing fu yi) sottolinea come le espressioni e la vitalità del viso dipendano dallo Shen, ma che tutte le trasformazioni (sheng hua) che modificano la forma (xing bian) sono prodotte dallo Yi cioè il Ben Shen di Pi. Le patologie del cavo orale, oltre a rivelare possibili squilibri energetici, contribuiscono a pregiudicare tutta la funzione digestiva, vuoi per turbe masticatorie, vuoi salivari o gustative, conducendo ad anoressia, pirosi dispepsie, digestioni lente e laboriose, turbe dell’alvo ecc. L’esame di tali patologie può quindi risultare utile per formulare un giudizio generale circa lo stato di salute del paziente. Il simbolismo tradizionale cinese, secondo cui vige il principio del macrocosmo che si proietta nel microcosmo, vede la bocca come la cavità più importante direttamente accessibile attribuendole un significato particolare. In essa non è proiettato un “omuncolo” ma vi è rappresentato l’universo notturno. La lingua rappresenta la terra circondata dalle acque, che sgorgano dal suolo (i dotti salivari del pavimento orale) e scendono dall’alto (i dotti parotidei).

Il palato è la volta celeste (Urano) e i denti sono la costellazione dello zodiaco, sui quali sono proiettati non solo i segni zodiacali, ma anche i meridiani d’agopuntura (4). E’ interessante notare che sulle arcate dentarie i meridiani sono rappresentati secondo la stessa disposizione a terne, presente sul corpo, ed in modo che le coppie antagoniste dei denti corrispondono ai meridiani in relazione mezzogiorno-mezzanotte. Gli incisivi, i canini e i premolari superiori corrispondono ai tre meridiani che originano sul viso (Vescica, Stomaco e Vescica Biliare) e i loro antagonisti ai tre meridiani che originano al petto (Polmone, Maestro del Cuore e Cuore). I tre molari superiori corrispondono ai tre meridiani che originano dai piedi (Rene Fegato e Milza) e i loro antagonisti ai meridiani che originano dalle mani (Grosso Intestino, Intestino Tenue e Triplice Riscaldatore). Tale disposizione sembra rispondere ad un criterio d’affinità e compatibilità, nel senso che le terne di denti antagonisti devono avere la possibilità di lavorare in perfetto accordo senza danneggiarsi a vicenda.

La cavità orale, come già menzionato, è associata nel suo insieme all’organo e meridiano dello Stomaco. Per cui le patologie e gli interventi relativi ai denti sarebbero complessivamente in relazione alla patologia di questo meridiano e quindi ad eccessi o a superlavoro in particolare degli organi della digestione e della procreazione; tuttavia la relazione esistente tra denti e meridiani , come precedentemente menzionato, induce ad associare gli stessi anche alle diverse patologie tipiche degli altri meridiani considerati. Poiché quindi all’interno di ciascuno dei 12 meridiani principali esistono implicazioni relative alla patologia locale della bocca e delle mascelle, sia pure sotto aspetti clinici e patogenetici diversi, è possibile ricavare da un quadro clinico orale (ed odonto-mascellare) patologico un’eventuale perturbazione energetica generale di uno o più meridiani. In questo modo secondo i rispettivi quadri clinici di ciascuno dei 12 meridiani, è possibile suddividere anche la patologia orale in 12 quadri clinico stomatologici che comprendono sia la patologia dei denti che quella della cavità orale e dei mascellari (struttura, malformazione, ecc.

). Va preso in considerazione, inoltre, che l’onda di flusso energetico, presene nel meridiano al momento della nascita (primo atto respiratorio) fornisce l’impronta costituzionale dell’individuo e determina la propria predisposizione ad avere patologie riguardanti uno specifico meridiano ed organo associato. In questo senso i denti e la bocca nel suo complesso possono essere la prima spia evidente di una perturbazione energetica più generale ma poco identificabile. In base alla associazione dei denti con i rispettivi meridiani e al concetto di “meridiano di nascita”, è possibile stabilire una relazione tra la patologia dentaria e quella generale dell’organismo. In altri termini una odontalgia, una carie o una perdita di un dente non sarebbero una manifestazione isolata ma un sintomo o manifestazione locale di una patologia organica cioè l’epifenomeno di una sindrome che comprende gli organi, apparati e funzioni associate a quel dato meridiano, e nello stesso tempo agirebbe, in senso terapeutico (o profilattico), secondo il principio di sostituzione. Tale principio, per cui una lesione locale può sostituirsi ad un male (anche ignorato o latente) in un organo lontano e può eventualmente provocarne la guarigione, è insito sotto un certo aspetto anche nell’agopuntura e secondo la tradizione, sta alle sue origini.

E’ inoltre nota l’insorgenza della carie e la eventuale perdita di un dente a seguito di una gravidanza, in tal caso il dente si sacrifica per ovviare alla carenza di calcio dell’organismo. Si noti che sia la patologia dentaria nel suo complesso, che quella ostetrica, sono associate al meridiano dello Stomaco (5).

“La bocca di Dio non conosce la falsità, ma supera ogni parola”
Eschilo

“Gli dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio e parlare la metà”
Talete

Referenze
1 Husson A.: Nei king So-Wen, Ed. A.S.M.A.F., 1973
2 Wong M.: Ling Shu Ed. Masson, 1987
3 Leijing, in Who Can Ride Dragon’s, Ed. Paradigm Publications, Brookline, 1999.
4 Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale Didattico di Agopuntura, Ed. CEA,. Milano, 2008.
5 Deodato F., Di Stanislao C., Giorgeti R.: L’Articolazione Temoro-Mandibolare, Ed. CEA, Milno, 2005.

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