Alla scoperta dello specchio dell’anima

Come apertura del nuovo forum “Iridologia Psicosomatica” su Solaris, ci pareva giusto spendere alcune righe nella presentazione dell’Iridologia Psicosomatica, metodo che offre potenzialità tali da rendere auspicabile che la classe medica lo renda presto di propria specifica pertinenza. L’iridologia ha conosciuto un enorme sviluppo negli ultimi anni, soprattutto grazie agli studi eseguiti nell’exUnione Sovietica su oltre 1.500.000 casi; si serve di un particolare microscopio binoculare (chiamato iridoscopio), con cui è possibile ingrandire e analizzare l’iride. Attraverso il colore di fondo, le sovrapigmentazioni (colorazioni sovrapposte) e altri segni ancora, diventa possibile avere un quadro preciso e dettagliato del terreno biologico (ossia delle predisposizioni) dell’organismo. Un buon iridologo che sia al contempo un buon medico sa quali patologie si presentano in seguito alle predisposizioni del paziente analizzato; in tutto ciò non c’è nulla di “magico”, come quando il medico dice ad un obeso che rischia l’infarto: fa parte del bagaglio di esperienza clinica. Allo stesso modo un buon iridologo che sia anche un buono psicologo, psicoterapeuta o un operatore nel settore naturale, può con l’iridologia psicosomatica stabilire quale sia la predisposizione del soggetto a manifestare disturbi psichici e fisici, se è possibile intervenire con tecniche comportamentali oppure se è necessario indirizzarlo a cure mediche.

Due esempi pratici per chiarire i presupposti scientifici e il razionale del metodo: l’iride è un muscolo innervato dal sistema nervoso autonomo (ortosimpatico e parasimpatico, una rete di terminazioni nervose autonome che innervano la maggior parte degli organi interni); secondo il principio della neuralterapia, ogni stimolo viaggia in entrambe le direzioni: l’iride ci segnala non una malattia specifica, ma una difficoltà (disfunzione) dell’organo in questione, secondo Seyle (simpaticotonia o vagotonia). In altre parole, è probabile che stimoli ripetuti provenienti da un organo in difficoltà, ad esempio il fegato, siano in grado di far contrarre delle fibre specifiche sull’iride (forse grazie a un collegamento nell’origine embriologica), che ci segnalano poi non una lesione specifica, ma una alterazione nella funzione dell’organo in senso di iper o ipoattività (a seconda della branca del sistema autonomo che prevale). Considerando poi la spiccata vascolarizzazione (il passaggio continuo e abbondante di sangue) dell’iride, possiamo capire come varie sostanze presenti nel sangue (sostanze tossiche o scarti del metabolismo, della digestione e altro ancora) durante il loro passaggio nel tessuto irideo possano depositarsi e accumularsi, determinando sfumature di colore diverse da quella originaria; da ciò si può dedurre che, se per esempio c’è un accumulo di cristalli di acido urico nell’iride, ciò significa che il sangue ne è sovraccarico e che troveremo altri accumuli a livello delle articolazioni, dove si manifesterà la sintomatologia dolorosa (artrite, reumatismi…).

Passando ad analizzare alcuni vantaggi del metodo notiamo che l’iridologia psicosomatica permette un’analisi veloce con un investimento iniziale veramente limitato (una loupe oscilla attorno alle 80.000 lire), riservando investimenti più sostanziosi a un tempo successivo, qualora se ne faccia un uso esclusivo o per ricerca (iridoscopio, fotocamera digitale professionale…). Le informazioni diagnostiche sono facili da ricavare e utili nella pratica clinica quotidiana, permettendo di orientarsi sul tipo di terreno e di costituzione del soggetto esaminato. E’ necessario un periodo di pratica limitato, perché i segni da individuare sono nella maggior parte dei casi molto evidenti (colorazioni, macchie, forme geometriche), molte volte addirittura senza ricorrere all’ingrandimento; come in tutte le procedure diagnostiche, comunque, l’esperienza e la pratica affinano ulteriormente la precisione nella diagnosi. “L’occhio è lo specchio dell’anima”: questa frase ormai proverbiale, che affonda le sue radici in doti di sensibilità superiore, è esaustiva per definire l’iridologia; come abbiamo visto, l’iridologia nasce come metodo di analisi medica, per rintracciare predisposizioni e malattie dell’organismo o di organi specifici.

Presto, grazie all’interesse di iridologi di grande cultura generale, ci si rese conto che l’iride contiene un potenziale molto più prezioso. Il termine “psicosomatica” è stato quindi da noi aggiunto per significare l’approccio funzionale al paziente, che supera l’iridologia “organicistica”, inquadrando il soggetto in modo olistico e non con un insieme di pezzi separati e indipendenti. Abbiamo scelto questo termine perché ci pare includa tutte le possibili applicazioni finora conosciute dell’iridologia: diagnosi funzionale o semplicemente settoriale (disfunzioni e malattie di singoli organi o apparati), analisi diatesica e costituzionale (biotipo e terreno del soggetto), analisi psicocomportamentale e del carattere, ricerca di traumi (fisici o psichici), correlazioni esoteriche (sistemi energetici, Chakra, colore e suono, astrologia…), la Terapia Genetica Oftalmotropica secondo Mandel… Per concludere aggiungiamo un breve saggio dell’utilità dell’iridologia in alcune branche specifiche nel campo della salute e del benessere. A che cosa serve l’Iridologia all’odontoiatra? • valutare lo stato dei tessuti (estrazione, impianti, ortodonzia…) • valutare il sistema immunitario (granulomi, foci dentari…) • valutare il sistema nervoso (prevedere una reazione vagale prima di interventi) • valutare il carattere e le predisposizioni psicologiche del cliente (per presentare nel modo ottimale i trattamenti…) A che cosa serve l’iridologia al medico? • l’iridologia psicosomatica si occupa delle diatesi (predisposizioni generali dell’organismo) • i medici potranno effettuare la ricerca dei singoli organi nei settori iridei e le patologie specifiche infiammatorie e degenerative che sono in atto o potranno presentarsi • l’iridologia per il medico assume pertanto un grandissimo potere diagnostico, ma soprattutto anamnestico (tutto ciò che l’organismo ha subito porta un segno sull’iride) e prognostico (una debolezza del tessuto o dell’innervazione di un organo può orientarci su possibili problemi futuri) • l’iridologia permette di valutare se la patologia è prevalentemente somatopsichica o psicosomatica, orientando di conseguenza l’iter terapeutico A che cosa serve l’iridologia allo psicologo? • permette di valutare lo stato del sistema nervoso del soggetto, la sua capacità di reazione e il suo habitus caratteriale • permette di stabilire se eventuali disturbi fisici del paziente dipendano dai suoi disturbi psichici (nel qual caso si insisterà con il trattamento psicoterapeutico) o viceversa (in cui si procederà a sbloccare l’impasse fisica prima di passare a occuparsi del riequilibrio psicocomportamentale) • è possibile valutare la compatibilità con il soggetto di rimedi erboristici, integratori vitaminici (per cui non è strettamente necessaria una prescrizione medica) per impostare una terapia di accompagnamento che massimizzi i risultati di una terapia a base psicologica Ringraziandovi per l’attenzione, rimango a vostra completa disposizione sul forum “Iridologia Psicosomatica” di Solaris per domande e chiarimenti.

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