Quello che l’amore fa fare

Ogni nostro attimo di vita vien fuori dall’equilibrio di molteplici forze, ma quello che appare più in superfice alla nostra consapevolezza e che riusciamo a scorgere, mostra che spesso le nostre intenzioni sono sostenute soprattutto dal desiderio di raggiungimento di un traguardo che comporti “piacere”. Se analizziamo le varie situazioni di vita, troveremo subito la conferma a questo assunto, quasi in ogni nostra azione, perfino quelle necessarie, quali respiro, mangiare, funzioni fisiologiche ecc. ci muoviamo per soddifarle perchè lo stato di salute è rappresentato dallo stato di benessere e questo è comunque basato sul piacere. Se è pur vero che questo succede solo in parte per le cose necessarie alla sopravvivenza è senz’altro evidente che la maggior parte dei nostri pensieri si muove per programmare, pianificare e produrre azioni per raggiungere risultati utili alla soddisfazione di uno stato piacere, a tutti livelli, economico, sociale, sentimentale e così via. Questo meccanismo però, come vedremo più avanti, provoca un effetto attaccamento (ingabbiamento) provocando cioè un legame molto stretto dal quale è difficle liberarsi.

Pensate come è poco entusiasmante che la nostra vita sia vissuta in base al solo raggiungimento del nostro piacere e non sia liberamente gestibile in base ad intenzioni di scelta libera e spontanea. La libertà invece è presente quando usciamo da tale gabbia (poche volte ne siamo in grado) e per amore degli altri esercitiamo azioni di vita in base alle nostre intenzioni più pure e genuine. Azioni che vedono come traguardo il benessere degli altri, da chi ci sta più vicino fino alle persone più lontane da noi. Le intenzioni che hanno come fondamento l’amore producono, nella totale genuinità, con determinazione e forza una complessità di azioni che non solo non ci tiene ingabbiati e vittime degli stessi desideri da cui promanano ma ci fa sentire capaci di cooperare alla “grande” volontà d’amore di Dio nostro padre. La forza dell’amore irrobustisce, di volta in volta che ci apprestiamo ad operare, le nostre intenzioni verso il bene universale (i fratelli, le altre creature e tutto il creato) fino a produrre, in virtù della determinazione che ne deriva, azioni che non guardano al nostro piacere ma al benessere totale di tutti.

Operare in tal modo ha un’eccezionale potenza al suo interno che l’egocentrica spinta non ha, in quanto l’amore è una forza incommensurabile che andiamo acquisendo e scoprendo utilizzandola un pò alla volta con il sostegno di Dio. L’amore muove le trame di ogni elemento presente nel creato e noi possiamo entrare in questo meccanismo solo se ci muoviamo secondo il suo trasporto profondo, l’essenzialità di un’azione di amore ha innumerevoli implicazioni di benessere a tutti livelli ed in tutti gli strati del creato, terreno ed ultraterreno! Noi tutti facciamo parte dell’azione dell’amore, purtroppo però spesso in modo passivo, cioè solo nel riceverne gli effetti e non nel cooperare alla sua azione. Eppure la nostra collaborazione è importante ma al contrario molti di noi oltre ad essere indifferenti ad essa diventiamo veri ostacolatori del suo percorso. Solo Dio che ci sovrasta nella sua infinita misericordia tampona i nostri innumerevoli errori. Poca è la consapevolezza di tutto ciò, ma quello che sicuramente non sfugge all’attenzione del nostro cuore è che siamo egoisti, molto egoisti, a volte in modo eclatante, altre volte in modo subdolo e profondo, ma a tutti noi quello che interessa è tirare l’acqua al nostro mulino, contro tutto e tutti, calpestandoci a vicenda pur di riuscirci, sempre in ogni nostra azione anche, a volte, in quelle con parvenza di “amore” per poi scoprire che anche queste avevano lo scopo recondito di sentirsi autogratificati e non l’intenzione pura di “amare”.

L’essere determinati nell’amore ha bisogno di un elemento di cui non possiamo fare a meno altrimenti la lotta diventa difficile se non vana, questo è dato dalla “forza del credere” in quel che facciamo, ma per credere dobbiamo “conoscere” e questo implica sacrificio, coerenza e continuità. Importante e fondamentale è credere che abbiamo imboccato la strada giusta, che stiamo andando verso il traguardo per cui siamo stati creati, che il motivo dell’essere della nostra vita è l’amore che deve essere incondizionato per essere puro, consci che la stessa purezza sarà una conquista di tanto lavoro, perchè ci riconosciamo pieni di mille difetti e debolezze ma comunque volenterosi di operare nell’amore. Se iniziamo questa strada potremo vedere innumerevoli segni lungo di essa che ci indicano che siamo nel giusto , che stiamo facendo quello che è giusto fare per noi, per il prossimo, per il creato e per Dio nostro creatore. Quando riusceremo a scorgere tali segni, a volte apparentemente impercettibili, significherà che le componenti “nascoste” della nostra vita stanno palesandoci che dobbiamo continuare, poichè ci stanno aiutando e che stiamo credendo che non siamo soli ma uniti con tutte le forze dell’amore nella dura battaglia contro le forze dell’odio.

Entriamo in questo fiume stupendo che trasporta “tutto ciò che è” verso l’origine: Dio, non diventando ostacoli al suo movimento ma agevolandone il corso della sua “divina corrente magistrale”.

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