Possono colmare le lacune nutrizionali nelle persone sane che non hanno la possibilità di mantenere quotidianamente un’alimentazione bilanciata

Secondo la scienza medica convenzionale, le persone sane, che seguono una dieta sufficientemente equilibrata da evitare l’insorgere di carenze alimentari, non hanno bisogno di integrare la loro alimentazione con prodotti di supporto. Costoro devono solo accertarsi che il loro regime alimentare sia conforme ai valori nutrizionali stabiliti. Vale a dire confrontare con normalissime tabelle contenenti i poteri nutrizionali dei cibi se quelli assunti abbraccino uno spettro ampio e completo di tutte le sostanze necessarie al nostro organismo per una sana e corretta alimentazione. Ammettendo che i parametri ufficiali per l’assunzione di vitamine e minerali siano adeguati per mantenere uno stato di buona salute, occorre rilevare un dato sorprendente: il consumo di elementi nutritivi della maggioranza della popolazione, soprattutto occidentale, non si avvicina neppure a tali parametri. Molti di noi, infatti, non consumano una quantità sufficiente di frutta e verdura, o perlomeno non certamente le cinque razioni quotidiane raccomandate per ottenere la quantità minima di elementi nutritivi che si ritiene sia necessaria per prevenire l’insorgere di malattie.

Spesso le nostre scelte alimentari sono povere da un punto di vista nutrizionale. Un esempio pratico: se dobbiamo scegliere un contorno sicuramente preferiamo le patate fritte ai broccoli. Se possiamo scegliere una bevanda dissetante la preferenza cade sulla bevanda gassata piuttosto che su un bicchiere di latte parzialmente scremato. Il consumo di questi tipi di alimenti non solo comporta un eccessivo apporto di grassi e zuccheri nella dieta, ma può anche implicare un’assunzione assai inferiore ai livelli ottimali di vitamine, minerali e sostanze fitochimiche efficaci per combattere alcuni stati patologici. Non sottovalutiamo anche l’impronta e l’esempio che diamo ai nostri figli dal punto di vista del messaggio di ciò che è bene prediligere per una sana alimentazione. E’ più facile convincere un bambino alla bibita gassata, ricca di zuccheri assunta insieme al piatto di patatine fritte condite con salse e maionese piuttosto che ad una merenda ricca di frutta o con dolci confezionati in casa. Alcuni studi hanno rilevato che la dieta di molte persone contiene solo la metà delle dosi raccomandate di magnesio ed acido folico.

Il 50% circa delle donne adulte e più del 70% delle adolescenti consumano calcio in misura inferiore ai rispettivi valori di LARN, pari a 800 e 1200 mg. Altri elementi nutritivi presenti in quantità particolarmente basse sono le vitamine C e B6, come pure il ferro e lo zinco. Anche con la migliore programmazione è difficile mantenere una dieta che soddisfi i valori nutrizionali relativi a tutti gli elementi nutritivi. I vegetariani, ad esempio, che per altro sono più sani dei consumatori di carne, possono presentare una carenza di alcuni elementi nutritivi, come ferro, calcio e vitamina B 12. Difficilmente le persone che seguono un’alimentazione a basso contenuto di grassi potranno ricavare la quantità giornaliera raccomandata di vitamina E dai soli alimenti che consumano, poiché la maggior parte dei cibi ricchi di questo elemento nutritivo presenta un elevato contenuto lipidico. Un altro problema riguarda il fatto che anche un’alimentazione bilanciata può essere carente di alcune sostanze specifiche, come ad esempio gli oli di pesce, gli isoflavoni o acido alfa-lipoico contenuti nella soia, che si ritiene favoriscano il mantenimento di un buon stato di salute.

Per una persona sana che non ha la possibilità di mantenere quotidianamente un’alimentazione bilanciata, l’assunzione di integratori può colmare le lacune nutrizionali o incrementare la quantità di elementi nutritivi assenti nella dieta fino ad arrivare ad un livello ottimale. Vi sono molte altre ragioni per cui le persone che hanno delle buone abitudini alimentari possono in ogni caso trarre vantaggio dall’assunzione quotidiana di integratori. L’esposizione ad agenti inquinanti (scarichi delle automobili, emissioni industriali di sostanze chimiche) possa causare danni notevoli all’interno dell’organismo umano, sia a livello della cellule che a livello tissutale. Dati recenti confermano che l’esposizioni ad ambienti saturi di fumo di sigaretta, l’abuso di alcol o il persistente stato di stress possono interferire con l’assorbimento di alcuni elementi nutritivi importanti ed essenziali. Nemmeno un regime alimentare ottimale può compensare tali perdite. La carenza di un elemento nutritivo può essere causa di specifiche patologie come lo scorbuto, un’affezione caratterizzata da anemia e tumefazione delle gengive, determinata appunto dalla carenza di vitamina C.

Anche gli antiossidanti, rallentando o impedendo lo sviluppo della malattia, possono anche ritardare il processo di degenerazione associato all’invecchiamento in quanto riducono il danno cellulare. Negli USA sono stati sottoposti ad un esame di controllo ben 11.178 soggetti anziani. I soggetti ai quali fosse stata somministrata vitamina E avevano il 50% di probabilità in meno di decedere per cardiopatie rispetto ai soggetti che non avessero fatto uso degli integratori. Anche l’incidenza di alcune patologie oftalmiche quali la cataratta e la degenerazione maculare, direttamente correlate all’invecchiamento dei tessuti erano sensibilmente ridotte nei soggetti che abitualmente facevano uso di integratori dietetici. Anche sintomi legati all’impoverimento della vascolarizzazione a causa dell’età quali vertigini, impotenza e perdita della memoria a breve termine sono stati coadiuvati nella loro terapia con apporto di elementi nutritivi integrati.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here