Attraverso gli altri incontriamo noi stessi e viviamo meglio

Pericolo! Pericolo! Pericolo! Quando incontriamo qualcuno ci mettiamo sulla difensiva isolandoci, ci poniamo in una situazione di immobilismo che ci impedisce di crescere da un punto di vista personale. Ci chiudiamo all’incontro con l’altro che sentiamo come una minaccia alla nostra sicurezza, alla nostra identità. E’ un vero e proprio pericolo.
Sono queste alcune tre le tante considerazioni generali emerse nela conferenza tenuta il 23 novembre 2011 all’Istituto Solaris: “Incontrarsi con gli altri” condotta da Jecka Bandiera e Cristiana Gala. Questa fa parte di una serie di conferenze sul tema: “Viaggio a tappe di un’Odissea metropolitana – Gli eventi della vita e la progettualità dell’individuo come forza di trasformazione personale e del proprio ambiente”, organizzate presso l’Istituto Solaris.

Si tratta di un argomento molto attuale poiché investe la quotidianità di tutti noi che siamo costantemente chiamati a confrontarci con gli altri. Il più delle volte ci sentiamo appesantiti da cornici che non ci appartengono veramente, ma che ci vengono attribuite e nelle quali continuiamo a trovarci inseriti senza riuscire a liberarcene. Il contesto in cui viviamo può costituire una difesa, ma anche una trappola che ci impedisce di aprirci verso l’esterno, verso il diverso da noi, verso ciò che non conosciamo. Ci mettiamo sulla difensiva isolandoci, ci poniamo in una situazione di immobilismo che ci impedisce di crescere da un punto di vista personale. Ci chiudiamo all’incontro con l’altro che sentiamo come una minaccia alla nostra sicurezza, alla nostra identità. E’ un pericolo.

L’altro ci impaurisce con la sua aggressività, la sua curiosità ci infastidisce, la sua indifferenza ci ferisce e spesso il suo modo prepotente di esporre le sue idee ci fa sentire sminuiti e privi di forza. Se difendiamo la nostra vita e proteggiamo le nostre abitudini da possibili cambiamenti, pensiamo di vivere meglio e di sentirci più al sicuro, come al riparo in una fortezza. Non ci sfiora il pensiero che l’altro non è un pericolo, ma una ricchezza perché attraverso l’altro ognuno di noi ha l’occasione di uscire dal proprio individualismo, di dare e di ricevere, di fare delle trasformazioni superando il proprio assolutismo. Spesso di fronte all’altro attuiamo dei meccanismi di difesa e di offesa diretti anche verso noi stessi e non ci rendiamo conto che in questo modo non si vive bene. Ci facciamo sommergere dall’odio, dalla volontà di dominio, dalla vendetta, dall’assolutismo, dall’avidità, dall’invidia, dalla pretesa e ci costruiamo una vita di menzogne che non trova corrispondenza nella nostra identità più profonda. Ma forse l’altro non è poi così estraneo da noi.

Ci fa sentire toccati come se ci fossimo anche noi in qualche sua parte. In quella parte dove ci chiede di essere visto e riconosciuto. Ma anche in quella parte che chiede di essere amato così com’è, in tutta la sua diversità da noi. L’altro con le sue richieste ci costringe ad interrogarci su noi stessi, ci induce a scendere un po’ più in profondità nel nostro mondo interiore. Ci aiuta a vedere il nostro desiderio d’amore e la nostra capacità di amare. L’altro ogni volta che ha bisogno di aiuto, ci insegna che possiamo chiedere con umiltà e ricevere con amore. L’altro è come uno specchio. E’ il nostro specchio magico. Attraverso di lui, possiamo conoscere meglio noi stessi, capire cos’è il rispetto, la comprensione, la solidarietà, il perdono perché ci aiuta a scoprire nostre parti nascoste e a farle uscire alla luce. Incontrarsi con l’altro è come esplorare ogni volta una parte all’interno di noi che ci permette di creare nuove emozioni e incontrare nuovi universi. Quando lo facciamo entrare nel nostro universo, facciamo un atto d’amore per noi stessi. Ci concediamo di aprirci al nuovo, al possibile e all’impossibile e ci diamo la possibilità di nascere, di crescere, di conoscere e di costruire di creare.

Incontrarsi con l’altro è come incontrare se stessi. Gli altri ci aiutano a vivere meglio e a godere del grande dono della vita.

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