Essere se stessi significa riconoscere e rispettare i bisogni autentici della nostra anima

Per comprendere il significato della locuzione “essere se stesso“, riferita al profondo intimo di ognuno, all’uomo denudato, è necessario, perché non resti un banale modo di dire, imparare a conoscersi compiutamente. A questo punto viene spontaneo porsi un’altra domanda: “Cosa vuol dire conoscere se stessi?” E’ antica quasi quanto l’uomo l’esortazione “Nosce te ipsum” scritta sul tempio di Delfi, che riassumere l’insegnamento del filosofo Socrate nella sollecitazione a ricercare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze. Dall’etrusco “phersu” derivò il termine latino “personalitāte”, la personalità che Cicerone definì come l’aspetto e la dignità di un essere umano, oppure, in un’altra definizione, quella parte che si recita nella vita. (il termine “persona” rappresentava la maschera indossata dagli attori). Per intraprendere la via dell’autoconoscenza appare chiaro che è necessario, prima di tutto, comprendere la natura duale dell’uomo, che in alcuni aspetti, come per la “personalità” si fa complessa e poliedrica. E’ rarissimo trovare una persona che abbia “una sola faccia” e riesca a mantenerla coerente in ogni momento e per tutta la vita. Perchè continuamente veniamo a contatto con situazioni provocatorie, eventi e persone che ci mettono alla prova quando non ce l’aspettiamo e in modi imprevedibili, sono fattori che stimolano e influenzano in noi reazioni a volte sconcertanti, anche per noi stessi. In altre occasioni ci rifugiamo nell’affermazione “sono fatto così” e finiamo con l’esserne convinti. E finiamo col mantenere le stesse abitudini di sempre, quelle con le quali siamo cresciuti, che ci danno sicurezza: dopotutto quando eravamo piccoli ci hanno raccontato che “quelle cose per noi andavano bene”, e se chi ci ha educato e ci conosceva a fondo l’ha affermato, così deve essere, per sempre. Ma chi siamo in realtà? Esteriormente nessun uomo è uguale ad un altro e questo principio deve valere anche per l’interiorità, visto che tutto è congiunto. L’uomo nasce orientato al proprio bene, ma l’educazione scorretta, le aggressioni, le manipolazioni lo portano a chiudersi in posizioni rigide di difensiva, spesso anche inconsapevolmente. La consapevolezza del proprio stato disarmonico è causa di malessere. E’ infatti nel momento in cui sappiamo di sbagliare ma non abbiamo il coraggio o la volontà di cambiare il nostro pensiero e il nostro comportamento che inizia un profondo conflitto interiore. Una forza dentro di noi fa sentire la sua voce perché non vuole più seguire una volontà contraria alla sua natura. Nel pensiero del Dott. Bach (medico inglese che ricercò e sperimentò 38 rimedi floreali per il benessere psicofisico) tutta la Creazione coincide col principio divino dell’Amore Puro, non strumentalizzato da regole umane, inteso come energia a cui risponde ogni cosa creata. Nell’uomo questa energia è presente come Anima, essenza che deve guidarlo alla realizzazione del suo compito in questo mondo. D’altra parte esiste un Ego che rappresenta l’aspetto apparente della materia in tutte le sue manifestazioni, e il suo compito sarebbe di collaborare con l’Anima per realizzare il disegno divino, il progetto di vita, il karma. Quando invece di collaborare al progetto ci allontaniamo dalla via predisposta dall’Anima e seguiamo le ambizioni personali, ci lasciamo coinvolgere dal pensiero collettivo, o coltiviamo i luoghi comuni dell’educazione ricevuta, portiamo l’Ego su posizioni difensive e lo poniamo in antagonismo con l’Anima, allontanandoci dal nostro compito. Ogni uomo, secondo la maggior parte delle religioni, è figlio del divino, una scintilla divina che possiede innata la perfezione del padre ed è giunta sulla Terra per prendere coscienza, attraverso le diverse esperienze, della propria divinità. I disagi, il malessere, la malattia sono correzioni o ribellioni che il corpo e la mente mettono in atto per farci comprendere che abbiamo smarrito la via dell’Anima. Il nostro Sé Autentico si è perso e reclama per essere ritrovato. Le nostre personalità sono dominate dall’Ego e per questo possono inter scambiarsi e manifestarsi con mille sfaccettature, mentre l’Anima ha un solo volto e una sola voce e il suo compito è quello di offrirci i correttivi, talvolta crudeli, per ricondurci a un giusto rapporto con noi stessi e quindi in armonia con tutta la creazione. “Essere se stessi” o “conoscere se stessi” significa quindi riconoscere e rispettare i bisogni autentici della nostra anima. Se l’essere umano impara a conoscere la voce della propria Anima e a seguirne le direttive ne avrà in cambio gioia e sicurezza che non solo daranno senso alla sua vita, ma gli permetteranno anche di affrontarne le prove con coraggio e chiarezza, a prescindere da quali e quante esse siano.

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