Maschi più a rischio complicazioni che non le femmine

Cade finalmente un altro importante pezzo di scetticismo rispetto a quanto la letteratura clinica psicoanalitica andava già sostenendo da tempo. La comunicazione tra Mamma e feto è molto più profonda ed accurata di quello che soltanto si sospettava dieci o quindici anni fa. E questa comunicazione, sebbene il sistema nervoso del nascituro sia incompleto, non è soltanto chimica, ma anche e soprattutto psicologica. I risultati di questo importante studio dimostrano come il feto debba adattarsi a tutta una serie di aggressioni e stress e come produce una serie di risposte adattive.
Se la mamma durante i nove mesi è sottoposta a stress psico-fisico, se abusa di alcol, fumo o se contrae infezioni il feto maschile è in grado di sostenere questi attacchi durante i primi mesi della gravidanza, ma risponde male se questa situazione si protrae nel tempo. Al contrario il feto femminile riesce a gestire meglio questo stress conservando un andamento di sviluppo più regolare e stabile.

Questo è quanto scoperto da uno studio condotto dai ricercatori del Robinson Institute’s Pregnancy and Development Group, presso il Lyell McEwin Hospital guidati dalla professoressa Vicki Clifton dell’Università di Adelaide. «Quello che abbiamo scoperto è che i bambini maschi e femmine rispondono allo stress durante la gravidanza regolando i loro modelli di crescita in modo diverso. […] Quando la donna subisce un evento stressante durante la gravidanza, i maschi crescono più rapidamente, mentre le bambine rimangono più piccole e così hanno una maggiore probabilità di sopravvivere se qualcosa va male durante la gestazione», ha dichiarato la professoressa McEwin. È un po’ come se il maschio facesse finta di niente all’inizio degli episodi stressanti, poi però a lungo andare soccombe. Le femmine sono più piccole e più resistenti, ha poi spiegato McEwin ai microfoni dell’emittente radiofonica Abc.

La risposta specifica alla crescita del feto determinata dal sesso è stata osservata nelle gravidanze complicate da asma, pre-eclampsia e dall’uso di sigarette, ma è anche probabile che accada in seguito ad altri eventi come lo stress psicologico, fanno notare i ricercatori. La probabile differenza sta nella circolazione degli ormoni dello stress nella placenta e nella reazione a questi che è diversa tra maschi e femmine. I risultati di questo studio saranno d’aiuto nello sviluppare terapie specifiche in base al sesso del feto e per permettere alle ostetriche d’interpretare con maggiore precisione la crescita e lo sviluppo del feto nelle gravidanze a rischio. (lm&sdp)

Fonte: La Stampa – 3/5/2010