Nella valutazione complessiva del livello di ritmo (o Formniveau) concorrono altri elementi, oltre alla forma, il movimento e lo spazio.

Importante è considerare l’INTENSITA’ della scrittura. Non è un concetto semplice da spiegarsi – e l’occhio del grafologo si esercita a lungo prima di essere in grado di fornire una corretta interpretazione di questo indice. Comunque si osserva la forza della pressio-ne, il carattere della scrittura, la sua tonicità e forza vitale, le vibrazioni del tratto. Un grafi-smo molle e rilasciato oppure convulsamente disordinato non è intenso. Si vedono quindi gli indici di LIBERAZIONE e di COSTRIZIONE. Essi dovrebbe-ro alternarsi, integrandosi con libertà ed ordine. Una liberazione eccessiva pone dubbi sul-la tenuta della persona, sulla sua capacità di autodominio e di rispetto degli altri e delle convenzioni sociali; una costrizione esagerata fa temere che lo scrivente reprima troppo la propria spontaneità e si mascheri. Sono gesti di liberazione le finali lanciate, i prolunga-menti in alto e gli slanci, la velocità e la progressività delgrafismo, la sua semplicità; parla-no di costrizione gli ingorghi della pressione, le pesantezze, i ritorni troppo marcati verso la sinistra, gli avvolgimenti e le lentezze, ma soprattutto ciò che è troppo rigido.

Un altro indice da prendersi in considerazione è il CALORE della grafia. Sono in gioco in tal senso vari elementi: la pressione, che è calda quando è vellutata, non troppo leggera ed evanescente ma tantomeno spessa e pesante; i legamenti fra lettere, che do-vrebbero essere morbidi ed aperti ma non rilasciati, possibilmente in ghirlanda; il livello delle lettere affettive; la curvilineità rispetto a forme angolose; la dimensione allargata ri-spetto a quella ristretta. L’ORIGINALITA’, altro importante fattore di ritmo, non è data dai gesti ad effetto, nella costruzione della forma come nella presa di possesso dello spazio, ma dall’inconfondibilità misurata ed equilibrata di quel grafismo, che non vuole distinguersi appositamente – ma finisce per farlo, in modo non appariscente, solo perché chi scrive non è persona banale. Di solito si esprime con forme intelligentemente semplificate e ricombi-nate, con raggruppamenti personali a livello di continuità, con una gestione creativa del bianco e del nero. L’AUTENTICITA’ è un altro parametro di difficile valutazione ma di fondamentale importanza (basti pensare al suo ruolo in selezione aziendale). Sono autentiche le forme non complicatead arte, non irrigidite in maschera, non trattenute in un movimento lento, tergiversante e sinuoso, non eccessivamente proteiformi né convenzionali o tipografiche. Nessuno di questi elementi da solo può ovviamente indirizzare ad una diagnosi di falsità, ma quando molte specie concorrono sino a formare una sindrome il grafologo ha impor-tanti dati sull’ affidabilità o meno della persona. (segue, per l’esemplificazione)

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