Un nuovo metodo di apertura al reiki

Si avvale di un’iniziazione non tradizionale e comprende più di quaranta simboli distribuiti non in tre, ma in cinque livelli, esso accoglie in se i metodi Usui, Karuna, Prana-Reiki, Tibetano ed alcune chiavi energetiche frutto della canalizzazione mia e di altri maestri. Divulgare tutti i simboli conosciuti secondo me é il solo modo per non perderli nuovamente e per potenziarli maggiormente. Allo stesso tempo ritengo che non debbano conoscerli coloro che non li hanno ricevuti durante una cerimonia di iniziazione; é come se più persone ne sono a conoscenza, più aumenta la loro potenzialità. Vorrei a questo punto spiegarvi quali differenze ci sono con gli altri metodi: La persona viene armonizzata a tutti i suoi livelli, quindi a tutti e sette i Chakra, non soltanto con i simboli di Usui ma anche con altri, seguendo l’intensità dei Chakra ed equilibrandoli maggiormente con una tecnica particolare. Se l’attivazione al primo livello tradizionale, viene fatta con l’allievo seduto su di una sedia ed individualmente e si avvale di quattro piccole armonizzazioni, nel mio metodo si trasmette con due perché risulta più potente, vengono usati se necessari i cristalli ed il neo praticante deve semplicemente sdraiarsi sul suolo come più ritiene comodo, da solo o con altre persone.

Trovo bellissimo quando ci sono più persone nella stanza ed io che devo passare tra di loro a dare l’armonizzazione, perché questo da modo d’avere un rapporto più alla pari. Invece quando presi il Reiki con il metodo tradizionale sentivo molto il distacco maestro-allievo; vorrei chiarire comunque che questo non é un giudizio assoluto ma una mia sensazione, a voi constatare poi. Ho notato che le persone iniziate con questo metodo di armonizzazione hanno un riallineamento dei Chakra molto più veloce, dato che non assorbono soltanto l’Energia Universale superiore ma anche quella riciclante della Terra. Oltretutto i tempi che intercorrono tra un’armonizzazione e l’altra sono praticamente inesistenti grazie a questa equilibratura dei Chakra che avviene già durante l’attivazione. Avendo la possibilità di attingere Energia dall’Aria e dalla Terra, le potenzialità terapeutiche sono molto più accentuate e quelle che possono essere le esperienze legate al Terzo occhio, come la sensitivitào la capacità di fare delle regressioni Karmiche, sono molto più accentuate. Come detto prima, questo metodo é composto da cinque livelli dove ad ognuno, sin dal primo, vengono impartiti sulle mani e spiegati, dei simboli da poter usare durante gli autotrattamenti e le terapie; oltre alle tecniche datemi dai miei maestri, che ritengo validissime, vengono spiegate anche quelle della scuola di Usui e cioè della Usui Reiki Ryoho Gakkai.

Nei corsi di Reiki viene insegnata una tecnica di terapia che ha un impatto un pò difficile ma altrettanto efficace, quella dell’ascoltare l’istinto, del muoversi seguendo l’intuito e per far ciò bisogna che la mente diventi ferma! Per la nostra cultura ciò rimane molto difficile dato che siamo abituati a schematizzare, a razionalizzare, a pensare incessantemente, ad usare la testa come il centro del nostro essere, quando invece la testa deve essere soltanto un mezzo per realizzare i desideri dell’istinto, del nostro bambino interiore, passando prima dal cuore e poi, solo poi, alla testa! La testa deve essere come le ruote della macchina, l’istinto il suo motore ed il cuore il pilota. Il mio primo insegnante Spartaco (che come vi ho detto é stato un monaco Tibetano) mi diceva sempre: Testa, cuore e istinto. L’uomo vive di questi tre elementi. Se la testa agisce con cuore seguendo ciò che detta l’istinto, é giusto. Se la testa agisce con istinto senza cuore é bestiale, impulsivo. Se la testa agisce soltanto con il cuore senza istinto é penoso.

Se ci pensiamo bene, Hayashi e Takata resero schematico il metodo proprio perché attecchisse meglio in occidente, ma se cominciamo ad usare l’istinto, le sensazioni, se cominciamo a sentire cosa ci trasmette la persona che ci é di fronte riusciremo ad essere molto più efficaci per lei e per noi, perché comunque sia ci permetterà di crescere interiormente grazie a quelle che in seguito si riveleranno dell’esperienze favolose.

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