Guardando alle Regole della Navigazione Notturna degli Ulissidi di A.Mercurio

In uno dei momenti più difficili e bui della mia vita una persona molto cara mi disse: “E’ solo dal Caos che può nascere una stella lucente.”(F.Nietsche) Questa affermazione mi ha fatto intravvedere una luce in fondo al tunnel della confusione di quel momento. Andando avanti nel mio percorso ho capito che avrei dovuto dare un senso alla mia ricerca, alla mia crescita e alla mia vita. Una meta da raggiungere? Un progetto ? Un sogno? Mano a mano che procedevo nel mio percorso vedevo delinearsi all’orizzonte un progetto : ho cominciato ad imparare ad ascoltare il mio Sé autentico e profondo e a seguire le sue indicazioni. E qui ci sono alcune distinzioni importanti da fare. Spesso si identifica il progetto con il sogno; sono due cose molto diverse. Il sogno è frutto dell’immaginazione e della fantasia, può svanire nel nulla ogni momento come una bolla di sapone. Il progetto è frutto di una maturazione personale, è la decisione di coltivare con pazienza un piccolo seme giorno per giorno, accettando anche di fare qualche passo indietro, di soffrire, di sbagliare e di ricominciare, ma sempre tesi verso la meta di far sbocciare il seme, perché diventi una pianta che darà il suo frutto.

E’ importante fissare una meta, perché “non ha senso navigare se non si sa dove andare” come ci dice Antonio Mercurio nelle “Regole della Navigazione Notturna degli Ulissidi” (“Gli Ulissidi” di A. Mercurio) Regola I. Non possiamo lasciare il porto sicuro delle nostre certezze per affrontare il mare se non sappiamo dove andare. Una volta decisa la meta, più e più volte dovremo rinnovare la decisione presa, anche e soprattutto nei momenti più difficili. Mentre rimettevo ordine nel caos della mia vita, affrontando poco per volta ogni problema, ho capito che prima di tutto avrei dovuto lavorare su me stessa, questa è stata la prima parte del mio progetto, ho compreso che non possiamo cambiare gli altri, possiamo però decidere di cambiare noi stessi. La seconda è stata quella di trovare un nuovo lavoro, avendo il privilegio di poter scegliere di fare quello per cui mi sentivo portata e di avere anche l’opportunità di formarmi per farlo. Ho dovuto darmi una direzione e una rotta. Regola II. La rotta va fissata e in questo ci aiuta riferirci ad una stella polare, che nel nostro caso è il Sé.

Nel riprendere a lavorare e a studiare ho dovuto superare molti ostacoli, ho dovuto riaffermare più volte la mia volontà di raggiungere la meta e di uscire dai miei vecchi schemi mentali. Ho dovuto crearmi dei punti di riferimento per navigare correttamente: quattro stelle, la Verità, la Bellezza, la Libertà e l’Amore. Sono questi i valori cui ho cominciato a fare riferimento. Ma la rotta va modificata di giorno in giorno. Regola III. Sì, perché sono i nostri veleni esistenziali che ci fanno deviare, ci fanno smarrire la rotta e fanno riempire il cielo di una fitta coltre di nubi. Quante volte sono ricaduta indietro, preda dei miei veleni, la volontà di dominio, la volontà suicida-omicida, la pretesa e molti altri. In questo caso possiamo fare solo una cosa: allenarci a riconoscerli, stanarli e trasformarli in vaccini. Solo allora la stella polare del nostro Sé riappare, il cielo si rischiara e possiamo riprendere a navigare più tranquilli, sempre consci che possono ripresentarsi, ma anche sapendo che ogni volta noi saremo più forti e più veloci nel riconoscerli. Molte volte ho pensato di “aver risolto”, di “aver capito” e mi sono ritrovata di fronte ad un nuovo ostacolo e ad un altro dolore; ho potuto solo scegliere di riconoscerlo e di riattraversarlo attingendo proprio da esso nuova energia per creare, per vivere e per avvicinarmi alla meta e al progetto.

Come aiutarmi a non perdere di nuovo la stella polare sotto alle nubi ? Fissare i quattro punti cardinali. Regola IV. “La verità è come il Nord, freddo e pungente. L’amore è come l’Est, luminoso e caldo come il sole d’Oriente. La libertà è come l’Ovest che il sole rincorre ogni giorno. La bellezza è come il Sud a mezzo giorno, che è sempre radioso e splendente.”Mi sono avvicinata con cautela, quasi con timore a questi valori che sembravano tanto più grandi di me e mi sono resa conto invece che imparando a riconoscerli di volta in volta nel nostro quotidiano e nelle nostre relazioni con gli altri e a sentirli come miei potevano trasformare il mio modo di vivere e di …navigare.Oltre ai punti cardinali va fissata la nostra posizione. Regola V. Dove sono ora? Dove voglio andare? A volte mi sono trovata nella necessità di fermarmi, fare il punto della situazione e di capire che dovevo cercare di unificare degli opposti : “amore e libertà, amore e odio, amore e verità, dolore e creatività, vita e morte, che sono tutte coppie di energie di segno opposto tra loro” L’unificazione degli opposti è un agire artistico, molto difficile da imparare, ma è possibile, l’importante è non scoraggiarsi, non mollare e guardare sempre diritti alla nostra stella polare, il Sé.

Tra un fare ed un ricadere, ci sosterrà e ci indicherà sempre la via giusta. A noi la scelta di seguire le sue indicazioni, sfidando le tempeste e la notte oscura. Regola VI. Accettare la notte oscura. Quando siamo nell’oscurità, l’unica salvezza è cercare dei punti luminosi nel cielo e seguirli con fiducia, sentendoci protetti e guidati dal nostro Sé. “Fate gli artisti ,non fate le vittime. Vi si apriranno occhi nuovi.” Ma quante volte ci sentiamo soli e in balia delle onde? Regola VII. Sentite la vita dell’Universo pulsare dentro di voi. Non siete soli e non navigate solo per voi. Col tempo ho imparato anche a chiedere agli altri e a sentirmi parte dell’Universo. Scoprire che non sono mai stata sola ad avere dei problemi e trovare negli altri la gioia ed il sostegno della condivisione è stata una novità e al tempo stesso un dono della vita. Non sono l’unica a provare dolore, quel dolore, antico, profondo e sepolto dentro di me.Con l’aiuto degli altri, di un “tu”, posso permettermi di vederlo, riconoscerlo e riattraversarlo. Regola VIII. Decidete di trasformare il vostro cuore. Questa è una delle imprese più difficili, perché quando ci troviamo nel l’odio, nel dolore sembra impossibile “darci un cuore che ama al posto di un cuore che odia, che rifiuta e che distrugge”, ma è possibile.

Ho visto in faccia la mia rabbia, il mio odio ed il mio dolore e solo riconoscendolo profondamente sto cominciando a liberarmene e a darmi un cuore che ama. Regola X. Imparate ad eliminare i sensi di colpa. “I sensi di colpa sono cani latranti che mordono” e nascondono sempre la colpa reale, quella che commettiamo contro noi stessi, non contro gli altri. Spesso ho scoperto che mi sono nascosta dietro ad una finta colpa verso gli altri colpendo in realtà me stessa. Regola XI. Servite il tiranno e costringetelo ad uccidersi con le sue mani. Nel mare in cui navighiamo c’è sempre in agguato Nettuno che simboleggia il nostro dolore antico, provato forse già nell’utero di nostra madre. E’ quando lo sentiamo riaffiorare che possiamo affrontare la prova più tremenda e creare: lasciare il noto per l’ignoto, lasciare la prigione in cui viviamo e che conosciamo per navigare verso un altro universo. Regola XI. Accettate il mare.“Accettate il dolore, quando è sano e non masochistico o frutto dell’odio per voi stessi, e trasformatelo in energia per creare e per navigare.”

Ogni regola della navigazione notturna degli Ulissidi è difficile da mettere in pratica, ma non dobbiamo avere la pretesa di imparare tutto e subito. Navigando, mi sono resa conto ogni giorno un po’ di più di poter modificare il mio vecchio modo di pensare e di sentire facendo riferimento a queste regole. Devo allenarmi sempre di più a mettermi in ascolto del mio Sé, rinnovando ancora e ancora la fedeltà al mio progetto personale, di coppia e corale con la fiducia profonda che il mio piccolo seme piantato germoglierà, diventando una grande pianta che darà frutti bellissimi.

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