Fare senza desiderare

Cosa intendiamo per intenzione? Il pensiero (idea, riflessione ecc.) meditato, confrontato all’interno del proprio archivio consolidato di convincimenti che porta all’azione!
Se tutto fosse semplice ad ogni pensiero “processato” dovrebbe corrispondere un’azione!

Sappiamo tutti che non è così, ma ci siamo mai chiesti perchè (senz’altro no se dedichiamo poco spazio all’autocomprensione)?
Ogni pensiero ha dietro di sè due “desideri” che sono opposti. Vi faccio un esempio:
Il pensiero di magnanimità (carità, benevolenza, bontà, generosità) verso il prossimo parte con quello che è il 1° desiderio: dare qualcosa (tempo, danaro, beni, attenzione, ascolto, pazienza ecc.), “quasi” (dico così perchè dipende dal vostro livello di autocomprensione) in automatico si crea il suo doppio che è opposto: non dare (preservare e proteggere la propria ricchezza fatta delle stesse cose che il 1° desiderio vuole dare, per “PAURA” di non averne a sufficiente in una prospettiva molto dilatata).

In questi termini capite che la nostra mente trovandosi davanti 2 desideri che alla fine sono come 2 ordini non produce un’azione coerente ma solo conseguenziale al raddoppio delle direzioni da prendere che essendo opposte alla fine producono un’azione limitata, una sorte di inazione.

In un discorso più ampio ogni nostro “desiderio” che è opposto al DESIDERIO magistrale Divino non riesce a produrre un’azione totale perchè non coerente allo stesso!

Quindi come si evita la creazione del doppio, dell’opposto?
Esso abbiamo visto che è l’altra faccia (qualcuno direbbe: scura) del desiderio originario, per cui affinchè non vi sia il secondo non ci deve essre neanche il primo. Se non c’è un desiderio non vi è neanche il suo opposto: la cosiddetta dualità che separa l’uomo. Il bello ed il brutto, il male ed il bene, il piacere ed il dipiacere ecc.

Messe così le cose non andiamo lontano. Ma se comprendiamo questo processo che mina la nostra esistenza riusciamo ad intravedere anche la soluzione ai “problemi” che esso comporta. Non avere desideri significa “essere” quello che siamo (il quel che è) nel momento che lo siamo: l’ azione. Infatti rifletteteci un attimo: senza il desiderio ed il suo opposto cosa mi accade? Non faccio nulla, non agisco, oppure la mia azione è genuina, spontanea, intuitiva?

L’intenzione acquista un vero e proprio potere quando utilizza per concretizzarsi il vettore giusto:
– una carica emozionale intensa che non sia come una luce normale il cui fascio è dispersivo ma come un raggio laser che direziona in perfetta omogeneità (armonia) la sua luce “colpendo” (concretizzandosi) l’obbiettivo prefisso.

Quindi un’intenzione che utilizzi una carica emozionale intensa ed “armonizzata” è destinata a concretizzarsi. Quindi non è il desiderio che concretizza l’intenzione (anzi la ostacola) ma un’intensa carica energetica-emozionale “armonizzata” (cioè in totale equilibrio e controllo).

Osservando la cosa da un punto di vista “ultraterreno” l’intenzione carica di amore armonioso è un fascio di luce pura che “benefica” ciò che (incontra) lambisce specialmente ciò che è “predisposto” a riceverlo!

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