L’analisi della scrittura con la Grafologia Planetaria
grafologia planetaria, grafologia, analisi della scrittura, psicologia della scrittura, grafoanalisi, scrittura, grafia, analisi della grafia, interpretazione della scrittura, metodo Saint Morand, grafologia mitologica. Non esistono parametri specifici per indicare, grafologicamente, la possibilità di affermazione personale o di riconoscimento pubblico, in altre parole la predisposizione al successo, ma sicuramente l’abitudine al pensiero positivo, una sana autostima e la fiducia nelle realizzazione delle proprie aspettative possono “fare la differenza”. “Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti” dice un saggio, ed è senz’altro vero che l’atteggiamento mentale può essere corretto, educato e allenato. In passato la Grafologia classica aveva identificato la “personalità positiva” con l’alto grado di “armonia” grafica (l’Armonia è una delle grandi sintesi interpretative del metodo grafologico francese), privilegiando così le scritture proporzionate, ordinate, chiare, semplici, sobrie, prive di eccessi, di ostentazioni o di tratti superflui. Successivamente, a partire dagli anni ’20, sulla scia delle intuizioni del grafologo tedesco Ludwig Klages e delle sue simpatie per la filosofia di Nietzsche, era stato invece messo in risalto l’elevato “livello vitale” della scrittura, definito come “Formniveau”, valorizzando al massimo grafie intense, molto ritmiche, originali, dinamiche, personalizzate fino all’illeggibilità, trasgressive nei confronti di qualunque modello acquisito.

Quindi equilibrio formale al limite dell’iperadattamento da un lato, e creatività estrema da “genio e sregolatezza” dall’altro, come due possibilità antitetiche, due scelte di vita inconciliabili. Ma oggi questa antinomia sembra essere stata felicemente superata, e si tende ad osservare ogni singola scrittura in chiave evolutiva, ossia a vederne le caratteristiche grafiche non solo come bagaglio temperamentale, ma, soprattutto, come potenziale individuale che ciascuno di noi gestisce ed elabora secondo modalità assolutamente personali. Una scrittura può definirsi veramente “vincente” non certo quando è una “bella scrittura” dal punto di vista formale, ma quando realizza al meglio la ricchezza espressiva del suo autore, qualunque essa sia, aiutandolo, come Jung ci insegnava, a “diventare tutto ciò che è capace di essere”. La scrittura di Rita Levi Montalcini è “fuori norma” come tutte le scritture a dominante Urano: originalissima, intensa e cerebrale, dinamica e cadenzata nel medesimo tempo. (Ricordiamo che Urano positivo rappresenta l’intuizione, la creatività, l’indipendenza mentale, la capacità di innovare e di anticipare i tempi).

Nell’essenzialità dell’impostazione, nella scansione verticalizzata e nei bianchi ritmici è riconoscibile la forza affermata e lucida del Sole, mentre nella variabilità formale e nella duttilità del gesto agisce la presenza vigile di un Mercurio perennemente “alla ricerca”. Affermata, tesa, angolosa, legata nella continuità di un unico veloce tratto, la firma di Valentino Rossi riflette autocontrollo e forte determinazione, mentre la scrittura estesa presenta tratti più morbidi e tipicamente adolescenziali: un bellissimo, suggestivo connubio tra rigore professionale e gusto del gioco, tra Marte-Saturno e Luna-Mercurio. Il giovane campione è comunicativo e riservato insieme, come testimonia il tratto finale della firma, che si proietta verso destra (simbolicamente il futuro, gli altri, il mondo esterno), per poi ritrarsi repentinamente verso sinistra, verso l’Io, l’interiorità, il mondo più intimo, familiare e protetto. La combinazione rapidissima di angoli e verticalizzazioni esprime concentrazione, energia e grande tenacia: la “geometria nascosta” propria di ogni gesto manuale sembra esprimersi qui, paradossalmente, in una ricerca di stabilità nel dinamismo più puro.

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