come realizzare i nostri progetti

Che differenza c’è tra un progetto di immediata realizzazione ed uno a lungo termine? Una cosa desiderata e presto ottenuta è molto appagante per il nostro senso del piacere. Ma quale gioia profonda proviamo quando, dopo un lungo periodo di progettazione, impegno, lavoro, dedizione e fiducia continuamente rinnovata, possiamo finalmente gustare il bel risultato ottenuto e voltarci indietro a guardare tutta la lunga strada percorsa. Eh si, perché c’è un senso di soddisfazione profonda dato dal cammino stesso più che dalla mèta raggiunta. Nella mia esperienza personale l’elemento fondamentale per riuscire a perseguire un progetto a lungo termine è quello della fiducia. In un lungo percorso è del tutto normale incontrare ostacoli, timori, blocchi interni e impedimenti esterni. L’unico modo per proseguire lungo il cammino però, quando il traguardo non è ancora in vista, è quello di rinnovare continuamente la fiducia che lo raggiungeremo e, magari, riuscire pure a pregustare la gioia e l’appagamento che proveremo. Per poter costruire questa vera e propria competenza a mantenere costante la fiducia per i nostri progetti è fondamentale interiorizzare un principio paterno sano.

Il Padre (non sempre coincidente con quello biologico) è incarnato da una figura-guida sana che ci mostri come perseguire con decisione i propri obiettivi e ci sostenga quando perdiamo la speranza che ce la faremo. Saremo noi, con la nostra sensibilità e il nostro ascolto affinato, a identificare esempi di questo tipo per ‘mettercene un pezzettino’ nel cuore e costruire un padre sano dentro la nostra anima. Non importa che si tratti del Mahatma Gandhi che fa la sua Marcia del sale o di Stephen Hawking che, apparentemente condannato all’immobilità, ci svela i misteri dell’universo, l’importante è che noi riusciamo a farci permeare da quel sentimento di amore costante per il proprio sogno. Gli ostacoli sono numerosi: l’impazienza, la scarsa fiducia nei nostri mezzi e nelle nostre capacità, il bisogno di riscontri e rassicurazioni immediate, l’incapacità a tollerare le frustrazioni e, non ultimo, il masochismo auto sabotante. Credo che l’essere umano non sia una monade leibniziana già in sé compiuta e perfetta. La relazione, l’esempio, il confronto, la voglia di imparare dall’altro sento possano rinforzare l’uomo moderno in questa parte di sé così determinante.

Bisogna sintonizzarsi con il cuore e afferrare questo tipo di esempi positivi nel tenere fede ai propri progetti: progetti costruttivi, edificanti per noi e per gli altri, ricchi di valore, di bellezza e che ci fanno crescere. Proviamo allora ad osservare cosa accade intorno a noi, a interiorizzare la forza e la fiducia per realizzare i nostri progetti di vita unici e meravigliosi!

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