Al terzo mese di gravidanza l’Anima comincia ad avvertire un senso di solitudine

Improvvisamente comincia a sentirsi un misto di “vecchio/giovane” in quanto sta morendo a se stessa alla scuola delle Anime e sta nascendo a se stessa sulla Terra. Adesso bisogna che i genitori imparino veramente ascoltare. Il padre e la madre , non devono scegliere il nome secondo il proprio ego. L’Anima sa già quale sarà il proprio nome; ecco perché é importante imparare ad acoltarLa. Essa sta lottando duramente per rimanere consapevole e per non ricominciare una vita come tante altre perché le energie che provengono dalla Terra sono piene delle paure e dell’egoismo umano e si ritrova troppo presto a doverle indossare. Per protezione infatti si attiva un meccanismo che nasconde tante verità occultando quello che l’Anima potrebbe imparare. Sta lottando perché sente nascere in se stessa il dualismo; essa ha la coscienza della propria incoscienza di essere incapace di mantenersi collegata con l’universo; ecco perché Le fanno male i luoghi dove troneggiano gli ego, quelli di cui vanno in cerca gli umani, perché fanno emergere le “vecchie” ferite . Ferite che Le hanno fatto, o che ha inflitto Lei stessa nella vita precedente.

I genitori devono comprendere che l’Anima che accolgono nella propria vita non é vergine, la sua memoria é viva e se piange non lo fa a caso, ma lo fa perché é lucida ecco perché va amata e compresa, non esiste altro modo per consolarla. La forza vitale che anima l’Acqua – composta da piccole anime – agisce notevolmente sulla costruzione del corpo del neonato a partire dall’inizio del 3° mese. Il fluttuare dell’acqua rappresenta le emozioni provate da chi si incarna, tutto questo si trasforma nelle manifestazioni dell’ego, anche questo fa parte della solitudine che prova l’Anima. I genitori devono trattare il figlio che attendono come un amico e non come un giocattolo; se proiettano in lui le proprie speranze ed aspirazioni gli impediranno di diventare se stesso; devono capire che egli e’ un mattoncino che aggiungono alla propria interiorità; loro devono indicargli il suo sentiero , l’anima ha il compito di mettere per così dire il “dito nella piaga” ovvero risvegliare i vecchi litigi che hanno bisogno di essere risolti. Anche la musica ha un proprio ruolo. La musica che ha note stridenti può danneggiare il corpo eterico e può ferire i nadi ancora troppo delicati. Il ritmo di tali note fa si che nella madre si alzi una “barriera di protezione” , per non danneggiare i corpi sottili ma questo però impedisce che ci sia comunicazione tra l’Anima e la madre. I I genitori devono imparare a ritagliarsi un piccolo spazio per “parlare con il proprio figlio” . Ricordatevi: Il bambino non é un bambolotto. Chili di corredo e camera carina sono belli, ma non devono essere una copertura per mascherare l’essenziale. Comunicare con il bambino non significa stargli a parlare ogni momento. Bastano anche 10 minuti al giorno di silenzio interiore e fargli capire che si é veramente in tre, che non si hanno aspettative nei suoi confronti, ma si attende solo un Anima, il ritorno di un vecchio Amico che deve percorrere con noi, ancora, per una volta un sentiero. Il sentiero della Vita.

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