Dopo averci abituato alla prosa poetica di “Umanizzare la Terra”, alla lucida analisi di “Lettere ai Miei Amici”, alle rigorose tesi di “Contributi al Pensiero”, Silo ci stupisce ancora con questa serie di racconti pubblicati sotto il titolo de “Il Giorno del Leone Alato”.

Allora procediamo con ordine e diamo un’occhiata all’indice: “racconti brevi” mantiene quello che promette, racconti di massimo cinque pagine sulle cose più disparate, l’eutanasia, un funerale malriuscito, un computer che scrive poesie da solo, strane percezioni… Andiamo avanti un po’ spazientiti dall’eterogeneo svolgersi degli argomenti: “narrazioni”. Un racconto di un viaggio in Zambia, un pezzo di rara comicità che prende in giro tutto e tutti, una misteriosa e affascinante analisi sulle capacità precognitive di Poe e siamo arrivati alla terza sezione: “finzioni”, che sta lì come a segnalarci che tutto quanto l’autore ha scritto finora sia “vero” (??). Così rimaniamo estasiati a seguire i tentativi di un ginnasta di vincere la legge di gravità, ad ammirare le avventure di un’astronoma giapponese e di un archeologo sudamericano e, dulcis in fundo, il mirabolante tentativo di cambiare il mondo con gli spazi virtuali realizzato dal “Comitato per la Difesa del Sistema Nervoso Debole” racchiuso nell’ultimo racconto che dà il titolo al libro. Undici “pezzi” di un caleidoscopio in cui Silo sembra sottilmente ed ironicamente mettere in discussione tutto, insinuare dubbi nelle nostre certezze più radicate, divertendosi in un esercizio letterario di rara bellezza ed essenzialità che rende discretamente omaggio ai grandi artisti della storia dell’umanità. Scheda: Silo, Il Giorno del Leone Alato, Torino 1996 Multimage Traduzione dallo spagnolo di Glauco Felici Lire 15.000

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